Un viaggio nell’Asia centrale alla scoperta di ecosistemi unici e fragili da proteggere. “Paradisi da salvare” va in onda mercoledì 15 ottobre alle 22.15 su Rai 5 con un documentario sul Kazakistan.
Il lago Kaindy: un enigma della natura
Incastonato fra le montagne del Kazakistan, il lago Kaindy è un autentico enigma naturale. Si trova infatti in uno dei luoghi più affascinanti dell’Asia centrale ancora poco conosciuto.
Nato di recente da una frana che ha sbarrato il corso di un fiume. La frana ha infatti impedito il libero deflusso delle acque creando una diga naturale.
Anno dopo anno le acque hanno invaso la valle circostante sommergendo la vegetazione. Decine di abeti sono stati sommersi creando un paesaggio surreale e unico al mondo.
La foresta sommersa
Gli abeti sono ancora lì, a mollo in 12 metri d’acqua profonda e cristallina. Questo scenario dà origine a un ambiente surreale che affascina visitatori e scienziati da tutto il mondo.
Spoglie e spettrali le cime emergono dal lago come fantasmi di una foresta passata. I fusti sommersi conservano ancora corteccia, rami e aghi perfettamente preservati dall’acqua fredda.
A queste col tempo si sono aggiunte piante misteriose che crescono sott’acqua. Addobbano infatti i tronchi formando delle vere e proprie colonne vegetali che ondeggiano con le correnti.
Lo stambecco siberiano: il signore delle montagne
Salendo di quota si entra nel regno dello stambecco siberiano detto anche yanghir. Si muove infatti agilmente sulle pareti rocciose alla ricerca di piante da brucare e nutrirsi.
Ha zoccoli speciali che gli assicurano l’aderenza alle rocce spesso scivolose e verticali. Questa caratteristica gli permette di raggiungere luoghi inaccessibili ad altri animali e predatori.
Come tutti i ruminanti è soggetto alla regola delle ‘tre 8’ ben conosciuta. Otto ore a pascolare, otto ore a ruminare e otto ore a dormire ogni giorno.
Una vita tranquilla ma minacciata
Una vita all’apparenza tranquilla tra le montagne kazake lontano dai predatori principali. Anche se in passato veniva cacciato per la carne e la pelle pregiata dagli abitanti.
Questa pratica ha minacciato la biodiversità della regione portando la specie vicino all’estinzione. Fortunatamente la creazione di parchi nazionali come quello del lago Kaindy ha cambiato le cose.
Questi parchi hanno infatti salvato molte specie a rischio di estinzione nell’area protetta. Tra queste c’è il leopardo delle nevi, uno dei felini più rari al mondo.
Il leopardo delle nevi: ritorno nelle montagne
Raro e misterioso questo splendido felino si nutre di selvaggina che cattura pazientemente. Si sposta su vasti territori montani seguendo le migrazioni delle sue prede naturali.
La pratica del bracconaggio e l’espansione delle città lo hanno spinto sempre più verso le cime. Oggi però grazie a queste zone protette stiamo assistendo al suo graduale ritorno negli habitat originari.
Dei 150 esemplari rimasti nel Paese quasi tutti si concentrano su queste montagne. Vivono infatti lontani dall’influenza dell’uomo che rappresenta la principale minaccia per la loro sopravvivenza.
Le minacce del cambiamento climatico
Tuttavia minacce ancora più grandi incombono su queste valli kazake e i loro abitanti. Il riscaldamento del pianeta sta infatti accelerando lo scioglimento dei ghiacciai in modo preoccupante.
Importanti riserve d’acqua servono città come Almaty con i suoi tre milioni di abitanti. Questo determina il prosciugamento di laghi e la morte delle foreste per mancanza d’acqua.
Nonostante il Kazakistan si stia dimostrando sensibile nel proteggere il patrimonio naturale le sfide restano. L’urbanizzazione sommata all’aumento del turismo rappresenta ancora un problema per la fauna locale.
La convivenza tra uomo e natura
Specialmente gli ungulati che scendono a valle per sfuggire all’inverno risentono della pressione umana. L’obiettivo è trovare un equilibrio che garantisca la convivenza tra uomo e natura sostenibile.
Specie come il leopardo delle nevi, i pika rossi, i lupi e i cervi marai devono prosperare. Possano farlo ancora a lungo in questi luoghi dalla bellezza sconfinata e unica.
L’appuntamento è quindi per mercoledì 15 ottobre alle 22.15 su Rai 5 per questo viaggio. Un documentario che mostra la fragilità e la bellezza degli ecosistemi montani dell’Asia
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