Lunedì 9 febbraio Rai Storia celebra i 135 anni dalla nascita di Pietro Nenni. L’appuntamento è alle 17.00 con una puntata speciale di “Italiani”. Il programma, firmato da Enrico Salvatori e introdotto da Paolo Mieli, ripercorre la lunga militanza del leader socialista faentino.
Una vita tra politica e impegno sociale
Pietro Nenni nasce il 9 febbraio 1891 in una famiglia di contadini. Fin da bambino assiste agli sconvolgimenti sociali di fine secolo. I moti del 1898 e il regicidio del 1900 segnano profondamente la sua formazione politica.
Inizialmente si avvicina al movimento repubblicano. Tuttavia, dopo la Grande Guerra abbraccia definitivamente il socialismo. Questa scelta segnerà tutta la sua esistenza.
L’esilio e la lotta antifascista
Durante il fascismo Nenni vive in Francia gli anni dell’esilio. In questo periodo diventa un punto di riferimento del movimento antifascista internazionale. Il suo impegno si estende anche alla Spagna repubblicana.
Nell’estate del 1943 rientra in patria ma viene immediatamente arrestato. Viene rinchiuso nel carcere di Ponza. Con la caduta del regime fascista, però, viene liberato e si getta nella lotta partigiana.
Il dopoguerra e la costruzione della democrazia
Nenni è tra i protagonisti della ricostruzione democratica dell’Italia. “O la Costituente e la Repubblica o il caos” diventa il suo motto. Dal 1949 assume la segreteria del PSI, guidando il partito socialista in anni cruciali.
La svolta del 1956
Il documentario si concentra particolarmente sul fatidico 1956. In quell’anno Nenni compie una scelta storica: la rottura con Mosca e con i comunisti italiani. Questa decisione arriva dopo il rapporto Krusciov e l’invasione sovietica dell’Ungheria.
Da quel momento iniziano le convergenze parallele con la Democrazia Cristiana. I dialoghi con Moro e Fanfani aprono la strada alla grande stagione del centrosinistra. Si tratta di una svolta epocale per la politica italiana del dopoguerra.
Il sogno della riunificazione socialista
Tra il 1966 e il 1968 Nenni insegue il sogno della riunificazione tra PSI e PSDI. Nonostante gli sforzi, questo progetto politico fallisce. Tuttavia, l’esperienza rappresenta un momento importante nel dibattito sul socialismo italiano.
Gli ultimi anni di una vita politica intensa
Anche oltre gli ottant’anni Nenni mantiene una straordinaria vitalità politica. Il 20 giugno 1979 apre l’VIII legislatura. Lo fa per evitare che a farlo sia un senatore neofascista.
Questo gesto dimostra fino all’ultimo la sua coerenza democratica. Muore la notte del primo gennaio 1980, lasciando un’eredità politica significativa.
Le testimonianze dello speciale
Il programma ospita importanti testimonianze. Intervengono Giuseppe Tamburrano, biografo e presidente della Fondazione Nenni dal 1985 al 2015. Inoltre, partecipa Giorgio Benvenuto, attuale presidente della Fondazione dal 2015.
Completano il quadro Paolo Mattera, storico del socialismo italiano, e Maria Vittoria Tomassi. Quest’ultima è nipote di Pietro Nenni, figlia della quartogenita Luciana. I loro contributi arricchiscono il racconto con prospettive personali e storiche.
L’appuntamento con “Italiani” rappresenta un’occasione per riscoprire una figura centrale della storia repubblicana. Un protagonista che ha attraversato quasi un secolo di storia italiana.
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