Domenica 15 marzo, a partire dalle 20.30 su Rai 3, va in onda una doppia puntata di PresaDiretta. Due temi molto diversi, ma entrambi di forte rilevanza: i presunti safari umani durante l’assedio di Sarajevo e la situazione economica italiana.
PresaDiretta Open: i cecchini a pagamento di Sarajevo
La prima parte della serata è affidata a PresaDiretta Open. Il programma si occupa di una vicenda inquietante. Secondo alcune testimonianze, durante l’assedio di Sarajevo — durato 1.425 giorni, tra il 1992 e il 1995 — stranieri benestanti avrebbero pagato per sparare sui civili. Tra questi, anche cittadini italiani.
Il meccanismo sarebbe stato semplice. I partecipanti raggiungevano le postazioni dei cecchini sulle colline intorno alla città. Quindi sparavano sui civili come in una battuta di caccia.
L’inchiesta della Procura di Milano
Queste rivelazioni non restano solo sul piano giornalistico. Infatti, a partire dalle ricerche del giornalista Ezio Gavazzeni — autore del libro in uscita I cecchini del weekend — la Procura di Milano ha aperto una vera inchiesta. Nelle scorse settimane sono già arrivati i primi indagati.
Nel corso della puntata si parla anche di uno snodo logistico a Trieste, usato per smistare i cecchini verso le postazioni. Inoltre, emergono informazioni ricevute dai servizi segreti italiani. A testimoniare sono un ex ufficiale dell’intelligence bosniaca e un diplomatico italiano in servizio durante la guerra.
Per i sopravvissuti e la società bosniaca, fare luce su questi fatti ha un valore preciso. Non si tratta solo di giustizia. È anche una condizione necessaria per elaborare i traumi della guerra.
“Shock e rigore”: l’economia tra Argentina e Italia
Nella seconda parte della serata, PresaDiretta propone il reportage Shock e rigore. Il racconto attraversa due contesti molto diversi: l’Italia e l’Argentina di Javier Milei.
Il reportage mostra il prezzo umano della cura shock liberista nei primi due anni di governo. I numeri sono pesanti: oltre 22.000 imprese chiuse, quasi 300.000 posti di lavoro persi, produzione industriale crollata del 10% nel 2024. Nel frattempo, le mense popolari vengono prese d’assalto da pensionati e lavoratori impoveriti.
L’Italia tra tagli e infrastrutture
Il programma poi sposta l’attenzione sull’Italia. Al centro ci sono le conseguenze dei tagli dell’ultima Legge di bilancio: 22 miliardi, la manovra più povera degli ultimi dieci anni.
Le storie raccontate sono concrete. Un ponte crollato da tre anni in Abruzzo. La statale 106 Jonica in Calabria, con 205 morti in dieci anni. Una scuola prefabbricata del 1981 ancora in uso in Puglia. Le macerie dell’alluvione di Prato ancora sul posto.
C’è poi un focus specifico sul PNRR. Erano stati stanziati 200 milioni per smantellare 37 insediamenti abusivi entro marzo 2025. Quasi nulla è stato realizzato. A Borgo Mezzanone, in Puglia — considerata la più grande baraccopoli d’Europa — non è arrivato un euro dei 54 milioni previsti.
Secondo gli economisti, senza il PNRR l’Italia sarebbe già in stagnazione. Tuttavia, le risorse stanno per esaurirsi e non ci sono alternative in vista.
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