Recensione: Anthony Johnston, Delitto quasi perfetto a Villa Elysium. Un poliziesco fuori dal comune

Recensione: Anthony Johnston, Delitto quasi perfetto a Villa Elysium. Un poliziesco fuori dal comuneUn dipendente di passaggio vi indica la saletta del personale, al piano terra, nella zona interdetta agli ospiti. Entrando trovate una stanza spartana e banale con qualche panca e tavolo per sedersi e, noti con interesse una completa assenza di fiori. Evidentemente i benefici della guarigione floreale non si estendono allo staff e nemmeno il budget per la manutenzione: la vernice è scrostata agli angoli, il mobilio ammaccato e graffiato ha visto giorni migliori.

C’è stato un omicidio all’Elysium, un centro benessere situato in una maestosa villa nelle campagne inglesi: arrivi e trovi il corpo di un uomo d’affari locale sul prato, con una rosa in bocca. Sembra che sia stato infilzato con un forcone da giardinaggio e sia morto cadendo dal balcone soprastante. Il colpo di scena immediato: quel balcone è accessibile solo tramite una porta chiusa a chiave, la chiave è scomparsa e adesso tutti all’Elysium sono sospettati.

Delitto quasi perfetto a Villa Elysium di Antony Johnston, Newton Compton Editori, è un romanzo poliziesco decisamente fuori dal comune: l’elemento che distingue questo romanzo è la struttura narrativa non lineare, si tratta infatti di un libro interattivo in cui è il lettore che agisce in prima persona per scovare l’assassino decidendo le varie piste da seguire e gli indizi (spesso falsi) e in base alle scelte compiute si sposta tra i vari capitoli del libro, sapendo che ogni sua decisione ha delle conseguenze nel ritmo e nel percorso di lettura.

Il continuo saltare avanti e indietro tra le sezioni rende a lungo un po’ stancante la lettura, e il romanzo potrebbe risultare difficile da seguire. Chi si aspetta una narrazione scorrevole come in un romanzo tradizionale potrebbe rimanere frustrato: il ritmo è inevitabilmente spezzettato.

Io mi sono dotato di taccuino come consigliato dall’autore nell’introduzione e ho segnato indizi, percorsi e punteggi ma devo ammettere che l’esperienza a volte è deludente.

 Ci vuole molta pazienza, in un romanzo crime io cerco essenzialmente coinvolgimento da parte dell’autore, personaggi interessanti… anche essere preso per il naso fino all’ultima pagina e leggerlo magari sorseggiando una buona tazza di tè: se devo dotarmi di foglietti e tracciare mappe degli indizi mi indispongo, riconosco il mio limite: sono un boomer, un lettore curioso e tradizionale, un fruitore più giovane e avvezzo ai videogame che ti costringono a cambiare scenario durante il gioco, potrebbe trarre una soddisfazione maggiore e magari scoprire la bellezza della lettura.

Non si tratta dunque di un romanzo nella struttura classica che conosciamo, ma per il pubblico giusto – appassionati di puzzle, escape room, avventure fantasy e videogame – offrirà sicuramente un’esperienza difficile da trovare altrove e possiamo ringraziare Newton Compton Editori per il coraggio di questa proposta e per avere dato la possibilità ai lettori una nuova esperienza attraverso il medium libro.

La letteratura non morirà mai finché qualcuno avrà una storia da raccontare e un altro avrà voglia di ascoltarla, rifletterci e magari farla sua, nel proprio immaginario; proposte come questa della Newton Compton Editori sono interessanti nel panorama globale dell’industria editoriale.

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