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Recensione: “La mia prima volta in un club privé” – 50 coppie raccontano

Recensione: "La mia prima volta in un club privé" - 50 coppie raccontano Se siete annoiati dalla routine di coppia, se nel vostro rapporto coniugale manca un po’ di pepe, se agognate una boccata d’aria trasgressiva, che vi conduca in luoghi sconosciuti dell’eros, la lettura del volumetto di Augusto Pistilli “La mia prima volta in un club privé. 50 coppie raccontano”, pubblicato da Erga, vi fornirà probabilmente una spintarella di incoraggiamento per realizzare le vostre fantasie proibite.

Il piccolo saggio è caratterizzato da una parte introduttiva, da una sezione più consistente che riguarda le testimonianze e da un’altra sezione in cui ciascuno dei capitoli è tradotto in lingua inglese.

Sulla copertina inoltre, si pubblicizza una App, che una volta installata consente di visualizzare l’elenco dei club benessere da visitare, come scrive l’autore, “almeno una volta nella vita” e un’opera teatrale per adulti sulla libera espressione, fisica, dell’amore.

L’autore, con questo volumetto, presenta il suo business con grande naturalezza.

Nella parte introduttiva infatti, invita le coppie o i single eventuali a mettere da parte pregiudizi e paure, rassicurandoli con valide argomentazioni di natura antropologica e scientifica.

È noto infatti, che il rito dell’accoppiamento in natura non sia basato sull’esclusività e che in effetti un tradimento consensuale potrebbe non essere considerato tradimento e addirittura, in alcuni casi, sminare le ansie abbandoniche o di possesso derivanti dai reciproci bisogni o paure degli individui che compongono una coppia.

È anche un dato di fatto che club autorizzati e organizzati possano garantire anonimato, igiene e sicurezza alle coppie che desiderano scambiare esperienze erotiche e che non incentivino in nessun modo la prostituzione.

È la proibizione in molti casi a generare clandestinità e perversione e quest’ultima a scadere spesso nella volgarità.

È possibile, come afferma l’autore, che le coppie che accedono al piacere in queste modalità condivise, siano affiatate e libere da reciproci pregiudizi e molto comunicative o che in seguito a queste esperienze, se volute da entrambi, possano raggiungere livelli di complicità giocosa molto alti.

Le riflessioni nel lettore nascono spontanee ma nella sostanza il contenuto del testo non approfondisce in alcun modo aspetti etici e morali, in quanto nelle testimonianze, le coppie raccontano solo del piacere correlato al soddisfacimento dei propri impulsi e della assoluta libertà di scelta nel frequentare club di questo tipo, per le ragioni di cui si parla nell’introduzione.

Queste ragioni però, seppure supportate da motivazioni riguardanti libertà di esprimersi e a processi naturali, non si soffermano sugli aspetti emotivi e i bisogni interiori profondi degli esseri umani, nè sull’incapacità di molti, tra coloro che si dedicano a queste pratiche, a stringere legami adulti e autentici con il partner.

In fondo però, questa narrazione semplicistica è coerente con la descrizione che l’autore fa dei club, che somigliano soprattutto a dei parchi giochi o a dei villaggi turistici a tema e si sa che nell’ambito dell’assoluto disimpegno e dello svago, tutto diventa possibile.

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