Ambientato in un Medioevo crudele, ma allo stesso tempo affascinante, La torre segreta delle aquile – la saga della dinastia perduta, Newton Compton Editori (2025) di Marcello Simoni, è il classico romanzo che si legge tutto d’un fiato, perché la storia narrata, ambientata in Sicilia nell’Anno Domini 1127, ha il potere di coinvolgere e catturare il lettore, con il continuo susseguirsi di passioni, tradimenti e misteri. Protagonisti sono i componenti di due famiglie di origine normanna: il barone Galgano e sua figlia Altruda, signori di Sagitta, e il giovane Folco giunto da Évreux con la famiglia in quanto promesso sposo di Altruda.
Il barone Galgano è un uomo che nasconde molti segreti, fra cui quello che si trova nascosto nella torre più antica del suo castello e a cui si allude nel titolo di questo romanzo, che, oltre a essere un romanzo storico, ha tutte le caratteristiche del giallo thriller e noir.
Si astenne dal proferire verbo è una delle tante frasi usate dall’autore, dalle quali si può affermare che il linguaggio usato, ricco di termini desueti ma di tono elevato, si sposa bene con il contenuto. Posso citare come esempio altri significativi sostantivi: usbergo, palesarsi, guano, prodiero, uose, oblato, procella e molti altri ancora, che rendono facile l’immedesimarsi nel periodo storico nel quale il romanzo si ambienta. Non mancano le similitudini coinvolgenti, per esempio quando leggiamo che il battere della pioggia si faceva sempre più insistente e il crescere del vento spingeva il boato della burrasca fino alla sommità dell’altura, facendolo risuonare fra le mura del castello, come il respiro di un serpente marino.
Oltre ai personaggi principali, ce ne sono altri che svolgono la funzione di coprotagonisti, ma non sono meno importanti per lo svolgimento delle vicende narrate, in cui predominano guerre, tradimenti e tensioni dinastiche.
Un libro che fa entrare nella storia e rende i lettori partecipi delle emozioni e del climax come se stessero vivendo le vicende ardite dei protagonisti.
Un romanzo, insomma, all’altezza di Marcello Simoni, premio Bancarella nel 2012 e autore di thriller storici che hanno venduto milioni di copie nel mondo.
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