Recensione: “La vittima mancante”, un cold case per l’investigatrice Kate Marshall

Recensione: "La vittima mancante”, un cold case per l'investigatrice Kate MarshallLa vittima mancante, di Robert Bryndza, edito da Newton Compton Editori, è un thriller investigativo ambientato a Londra. L’investigatrice Kate Marshall questa volta dovrà fare luce, insieme al suo socio Tristan, su un cold case: la scomparsa di una giovanissima ragazza, Janey Macklin, avvenuta in una zona malfamata di Londra sud nel 1988.

A trent’anni da quel presunto omicidio un’agenzia creativa ingaggia Kate e Tristan per far luce sul caso, dopo che un ragazzo, con cui era stata vista la studentessa prima di sparire, era stato arrestato e poi scagionato al termine di anni di prigione, perché il corpo della ragazza non era mai stato mai trovato.

Il contratto offerto a Kate e Tristan è molto redditizio, e viste le condizioni della loro seconda attività – un camping colpito da un nubifragio – sono costretti ad accettare.

L’agenzia creativa vuole che risolvano il caso della vittima mancante per costruirci sopra un prodotto multimediale. Kate sarà costretta a ritornare su un passato che vorrebbe proprio dimenticare. Si fa largo l’idea che la ragazza sia l’ennesima vittima del cannibale di Nine Elms. Peter Conway è stato arrestato proprio da Kate per quella serie di omicidi e sta scontando una condanna in carcere. Ma il loro legame non finisce qui, c’è molto altro ad unirli. Per un detenuto, aiutare a risolvere un vecchio caso può essere una buona moneta di scambio per ottenere privilegi in carcere.

Kate e Tristan cercheranno di fare luce su questa scomparsa, su una vittima che non ha un sepolcro, tra la Londra degli anni Ottanta e quella di oggi, che si è lasciata alle spalle gli anni del thatcherismo riqualificando una zona che un tempo era malfamata. Troveranno più piste, fino a perdere il confine tra clienti e sospettati. Scopriranno segreti e patti inviolabili vecchi di trent’anni tra le ultime persone a vedere la ragazza; intrighi e intrecci che vi terranno con il fiato sospeso fino all’ultima pagina, perché fino a quel momento non potrete fare a meno di pensare a cosa sia successo a Janey Macklin.

Robert Bryndza porta il lettore vicino alla soluzione, anche se sarà lui, come in ogni thriller che si rispetti, a svelarci cosa è successo trent’anni prima.

La lettura è agile, scattante, tiene con il fiato sospeso; in questo thriller ci sono tutti gli ingredienti giusti: una grande storia, serial killer, false piste, colpi di scena. Non manca veramente nulla a quest’ottimo libro che vi consiglio di leggere.

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