Il saggio che ho appena finito di leggere, Dibattito tra islam e ateismo – Le risposte più convincenti di un mussulmano, le risposte più convincenti di un ateo, edito da LCI Editore e uscito nel 2025, fa parte della neonata collana Il Contraddittorio, concepita dell’editore Antonio Noschese per mettere a confronto due autori con idee diametralmente opposte su un unico argomento.
In questo volume dibattono tra di loro Saifeddine Maaroufi e Il Cane Nero. Il primo è un Iman nato a Tunisi in una famiglia religiosa, ma segnata dal contesto del laicismo, come si legge nell’introduzione, ed è molto attivo nel dialogo inter religioso, mediatore linguistico e culturale. Molto attivo sui social.
Il Cane Nero è invece la voce femminile del progetto L’islam spiegato a un cane, canale YouTube che vuole spiegare l’Islam in maniera laica, critica e accessibile, interrogandosi sui testi sacri ed analizzandone le ricadute sulla quotidianità.
Il volume è interessante ma secondo il mio modesto parere sconta due piccoli difetti.
Nonostante il linguaggio semplice e scorrevole, perdonatemi il paradosso, è pervaso una pesantezza di fondo con il continuo rifarsi a pareri di profeti e leggi coraniche per giustificare la fede islamica. La struttura del libro, capitoli alternati dedicati a ciascuno dei protagonisti del dibattito, ne frena la forza del dialogo: mi fa venire in mente proprio l’immagine di copertina con i due uomini divisi dal muro e ognuno persuaso dalle sue convinzioni.
Rimane comunque sorprendente nell’affrontare argomenti spinosi contemporanei, emozionante nella ricerca e nella convinzione dell’esistenza di un Dio motore delle cose umane.
Sinceramente alcune idee come l’emancipazione della donna attraverso il velo mi lasciano con diversi dubbi e riserve, ma cerco di capire e rispettare un credo diverso dal mio (per la curiosità di chi legge sono un Valdese non praticante) e cerco di ascoltare ogni opinione e ogni parere che possa arricchirmi.
Anche il Cane Nero, che in alcune tradizioni islamiche è impuro e associato al diavolo, è meno sulfureo di quanto si pensi e cerca di ascoltare la controparte polemizzando educatamente. Più che un contraddittorio dialogico si arriva a un duello in punta di fioretto e mai con la clava a colpi di citazioni coraniche, leggi islamiche, citazioni del profeta che appesantiscono gli argomenti del saggio.
Dal dibattito emerge che Saifeddine Maaroufi, per la sua formazione, vive una religione ideale ma completamente slegata dalla vita reale e concreta. Cerca di mediare, di capire, ma al termine si sente rassicurato dalle parole del Profeta nelle diverse problematiche, nonostante siano passati secoli dalla scrittura del Libro.
Il volume è interessante ma secondo me è rivolto a un pubblico specialistico, chi deve lavorare a una tesi di laurea, per esempio, sull’argomento troverà pane per i suoi denti, ma un amante della lettura, mediamente interessato alle questioni affrontate nel testo, si troverà in difficoltà a terminare il libro.
In un’epoca come la nostra di lettori pigri e con tempi di concentrazione limitati, mi sento di consigliare la lettura di un volume così ricco di stimoli sull’argomento a persone davvero interessate al tema o con basi specifiche utili a decifrare il linguaggio utilizzato dai due interlocutori.
Dibattito tra islam e ateismo non è solo un libro ma è un progetto multimediale che riguarda l’intera collana Il Contradditorio; infatti, al termine di ogni capitolo è possibile inquadrare un QR Code per accedere a nuovi contenuti interattivi e trasformare la lettura in un’esperienza digitale.
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