Recensione: Tormentati amori e fari in capo al mondo, la luce pronta a indicare la via

Recensione: Tormentati amori e fari in capo al mondo, la luce pronta a indicare la viaMax Giovagnoli si cimenta qui in un’affascinante raccolta di racconti dedicata ai cacciatori di fari intorno al mondo. Splendide le illustrazioni di Asia Montinaro che impreziosiscono il volume dal titolo Tormentati amori e fari in capo al mondo, Editore Bakemono Lab, 2025. Libro d’invenzione che sembra un’autobiografia (forse perché si percepisce come reale l’inquietudine che l’autore mette nei personaggi e in episodi particolarmente emozionanti), in parte libro d’amore – per il mare, per questi misteriosi guardiani che con le loro luci e la loro lingua, la loro identità stessa consentono anche ai naviganti con l’acqua alla gola di poter trovare la via di casa o un porto sicuro – e in parte libro di fantasmi, di amori, di vecchi guardiani dei fari vissuti prima della loro automazione e di naufraghi sfortunati che non hanno trovato in tempo la protezione della luce, il sentiero della salvezza nel mare procelloso.

Ma cosa è un faro? Un faro d’inferno in mare aperto, un faro di purgatorio, costruito su un’isoletta vicino alla costa o un faro di paradiso quando costruito sulla terra. Ogni faro ha il suo linguaggio, la sua frequenza e la sua portata luminosa; un faro è verticalità contro orizzontalità e inerzia.

Come dice un personaggio di un racconto è una luce onnipresente come una stella, come un Dio pronto a indicare la via e redimere i peccati. Un faro ci ricorda la nostra debolezza e il nostro essere in balia delle tempeste, di lasciarci andare e accettare questa fragilità come in amore.

Nei dodici racconti sono protagonisti i sentimenti. Posso portare ad esempio il racconto nel quale la donna che ha perduto la figlia dopo un aborto, si dirige in Bretagna lungo la Route de Phares et des Balises, come se la luce intermittente dei giganti del mare potesse darle una risposta all’enorme vuoto che sente dentro. O il capitolo dove alcuni amici convocati in Islanda per un’avventura, che si rivelerà presto triste e finale per la rivelazione della malattia incurabile di uno di loro, si trovano immersi in sentimenti così intensi che rimarranno indelebili nelle loro memorie.

Non manca l’emozione per il primo bacio nel faro di Trinity Buoy Wharf a Londra, dove un sonetto Shakesperiano indica una via.

Oh no! Amore è un faro sempre fisso/che sovrasta la tempesta e non vacilla mai: è la stella guida di ogni sperduta barca, il cui valore è sconosciuto/benché nota la distanza.

O la struggente storia d’amore di Lorenzo ed Erin che si incontrano solo per poche ore e superano il tormento di quello che potrebbe essere il loro ultimo saluto, paragonandosi ai fari amanti di Mizen e Fastnet, posti alle estremità dell’isola, con i loro piccoli riti scaramantici.

Le 12 storie intrecciano insomma una tela in cui il bisogno di amore ed esplorazione del proprio io è guidato e protetto da questi giganti luminosi che hanno da sempre protetto la navigazione dell’uomo, dalla Bretagna all’Islanda, dalla Scozia al Maine, impreziosito dalle citazioni di Coleridge, Saffo, Dalla, Shakespeare, Hopper, un tessuto emotivo che non si esaurirà mai perché l’uomo è destinato a viaggiare e amare e perché…

C’è un faro in ognuno di noi

E ognuno di noi è un faro.

 

 

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