“Riccardo, l’anarchia delle ombre”: a Genova lo Shakespeare più oscuro svela il vero volto del potere

“Riccardo, l’anarchia delle ombre”: a Genova lo Shakespeare più oscuro svela il vero volto del potereA Genova debutta uno Shakespeare inquieto e contemporaneo

Arriva al Teatro Garage di Genova uno dei titoli più curiosi della nuova stagione teatrale.
Dal 23 al 25 gennaio 2026 debutta “Riccardo, l’anarchia delle ombre – uno studio sul potere”.

La regia è di Emanuela Rolla, che firma anche il progetto.
Lo spettacolo è prodotto da Performer – Espressione Applicata.

La sala è la Sala Diana, in via Paggi 43b, nel cuore di Genova.
Il titolo guarda a Riccardo III di William Shakespeare, ma lo ribalta.

Qui il potere non passa solo dai re e dai guerrieri.
Passa invece dalle ombre delle donne, dalle loro memorie taciute.

Un Riccardo III spezzato in tre: mente, ombra e corpo

Lo spettacolo parte dalla tragedia di Shakespeare, ma se ne distanzia subito.
Non vediamo un solo Riccardo di Gloucester.

In scena tre attori incarnano Riccardo.
Ne interpretano la mente, l’ombra e il corpo, presenti insieme.

Il potere diventa così una figura frammentata e plurale.
Una presenza che si moltiplica, che cambia volto a ogni scena.

Riccardo muove i fili come un marionettista.
Decide cosa mostrare, cosa lasciare nel buio, cosa illuminare.

Anche la scenografia e le luci diventano gesto politico.
Sono strumenti del potere, scelti e piegati dal protagonista.

Per chi ama le riletture di Shakespeare, il riferimento a Riccardo III è costante.
Tuttavia la drammaturgia è completamente originale.

Le Regine escono dall’ombra e riscrivono la storia

Il vero colpo di scena è però lo sguardo femminile.
In “Riccardo, l’anarchia delle ombre” le protagoniste sono le Regine.

Ci sono regine in carica, ex regine, figlie mai riconosciute.
Ci sono donne esiliate nel silenzio, tenute ai margini della storia.

Ritroviamo la Regina Elisabetta, la Duchessa di York, Lady Anna, la Regina Margherita.
Accanto a loro compaiono figure ispirate alle vere sorelle di Riccardo Plantageneto.

Queste donne osservano la guerra dei maschi da lontano.
Ne conoscono ogni ferita, ogni vuoto, ogni tradimento.

Sono strategiche, ironiche, lucide.
Sono specchio e minaccia per Riccardo, ombre che lo inseguono.

Il coro femminile diventa la voce di un potere laterale.
Rappresenta una memoria cancellata, una sapienza non riconosciuta.

Il potere come ferita, desiderio e teatro crudele

Emanuela Rolla definisce lo spettacolo uno studio sul potere.
Un processo nato due anni fa, tra ricerca storica e lavoro sui testi.

Il potere è desiderio, memoria, dominio, ma anche specchio.
È un dispositivo che rivela ciò che abita già l’essere umano.

Lo spettacolo interroga il potere come trauma e come desiderio.
Mostra come attraversi i corpi, li pieghi, li escluda, li armi.

Dietro ogni ascesa c’è un’esclusione.
Dietro ogni vittoria, una voce silenziata.

La scena diventa un teatro crudele.
Il bisogno d’amore negato si traduce in dominio e violenza.

Eppure, sostiene Rolla, qualcosa di poetico resiste ancora.
In scena appare una misteriosa presenza, il Filo Bianco, una coscienza.

Questa figura attraversa lo spazio come possibilità di scelta.
È una voce silenziosa che resiste alla deformazione del potere.

Per chi segue il teatro contemporaneo e la nuova drammaturgia, il lavoro dialoga con altri progetti di ricerca.
Si inserisce infatti nella scena di teatro a Genova più sperimentale.

Cast, drammaturgia e squadra creativa

La drammaturgia originale è firmata da Edoardo Chiappino, Ambra Di Sciacca, Daniele Pesci ed Emanuela Rolla.
Una scrittura collettiva, nata da studio storico e analisi dei personaggi.

In scena troviamo un cast corale.
Recitano Edoardo Chiappino, Rita Consoli, Ambra Di Sciacca, Giovanna Guarnieri, Francesca Misley.

Accanto a loro ci sono Daniele Pesci, Roberta Piagneri, Francesca Piermari, Stefano Raggi De Marini.
Completano il gruppo Valeria Rivoli, Manuela Scriva e Marcella Silvestri.

La consulenza per scenografia, costumi ed elementi scenici è di Isabella Ramondini (I.RA.).
Il lavoro visuale accompagna la drammaturgia delle ombre.

Gli assistenti collaboratori sono Edoardo Chiappino, Lucia Di Pace, Ambra Di Sciacca e Daniele Pesci.
La creazione è quindi corale anche dietro le quinte.

Date, orari e biglietti al Teatro Garage di Genova

“Riccardo, l’anarchia delle ombre – uno studio sul potere” va in scena per tre repliche.
Le date sono 23, 24 e 25 gennaio 2026.

Il venerdì e il sabato lo spettacolo inizia alle 21.00.
La domenica il sipario si alza alle 17.00.

Il luogo è il Teatro Garage – Sala Diana, in via Paggi 43b, Genova.
Il prezzo intero del biglietto è 14 euro, il ridotto è 11 euro.

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare la segreteria del teatro.
L’indirizzo email è [email protected].

Autore

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*