Short Theatre 2026: Roma si trasforma in palcoscenico per 10 giorni di arte e performance
Il festival di performing arts più atteso dell’autunno romano
Dal 3 al 12 settembre 2026, Roma ospita la 21ª edizione di Short Theatre. Il festival internazionale di performing arts e creazione contemporanea torna più grande che mai. Quest’anno coinvolge oltre 40 compagnie e più di 65 appuntamenti in tutta la città.
L’edizione è ideata e organizzata da AREA06, con la direzione artistica di Silvia Bottiroli, Silvia Calderoni, Ilenia Caleo e Michele Di Stefano. Inoltre, la direzione generale è affidata a Roberta Zanardo e Matteo Angius.
Le sedi: da Testaccio ai musei più belli di Roma
Short Theatre 2026 attraversa la città in modo inedito. Le sedi coinvolte sono tra le più iconiche e rinnovate della capitale.
Il programma si svolge in questi spazi:
- Mattatoio di Roma (nella sua veste appena restaurata)
- Orto Botanico di Roma (sede dell’opening)
- Teatro India e Teatro Vittoria
- MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma
- Cinema Troisi e MUCIV – Museo delle Civiltà
Il cuore del festival batte ancora a Testaccio. Tuttavia, quest’anno il festival si irradia verso nuovi luoghi simbolici della città.
L’apertura all’Orto Botanico: una serata da non perdere
Il 3 settembre, dalle 18 alle 22, il festival apre tra le piante dell’Orto Botanico di Roma. Si tratta di un flusso ininterrotto di eventi performativi da vivere uno dopo l’altro. Gli organizzatori parlano di una vera e propria “psichedelia sentimentale”.
Tra i protagonisti della serata inaugurale figurano la coreografa ungherese Eszter Salamon, con la sua celebre Dance for Nothing (revisited). Partecipano anche la poetessa Mariangela Gualtieri con un rito sonoro e la svizzera Melissa Guex con DOWN, performance esplosiva di corpo e batteria dal vivo.
L’identità visiva dell’edizione è firmata da Taquitojocoque, illustratrice messicana che fonde cultura pop e patrimonio latinoamericano.
Decolonizzazione, corpi e memoria: i temi chiave di ST26
Short Theatre 2026 non è solo teatro e danza. È anche politica culturale e pensiero critico. Diversi spettacoli affrontano temi come la storia coloniale, la memoria e l’identità di genere.
Muna Mussie, artista di origini eritree, presenta Cinema Impero Roma. Il progetto riattraversa gli archivi coloniali italiani a partire dall’affettività. Sarà ospitato al Cinema Troisi, al MUCIV e al MACRO.
La franco-camerunense Betty Tchomanga porta invece Histoire(s) Décoloniale(s), serie coreografica che mescola performance e insegnamento. Infine, Dorothée Munyaneza porta in scena Moi, toi, Tituba, lavoro ispirato alla figura della schiava accusata di stregoneria nei processi di Salem.
Cristina Kristal Rizzo e i grandi ritorni: le prime nazionali da segnare
Tra i momenti più attesi c’è la prima nazionale di Sentimental1 di Cristina Kristal Rizzo. Il 6 e 7 settembre, la coreografa porta in scena un solo liberamente ispirato a Derek Jarman e William Blake.
Tornano inoltre nomi già amati dal pubblico di Short Theatre. François Chaignaud presenta Mirlitons, duetto tra canto lirico e beatbox insieme ad Aymeric Hainaux. Chiara Bersani porta Michel. The animals I am, lavoro coreografico che reinterpreta il Lago di Cigni con tre corpi con disabilità.
Alberto Cortès presenta El corazón de Ester, spettacolo in edizione limitatissima: solo 50 repliche in tutto il mondo. Due di queste si terranno a Roma, il 4 e 5 settembre al Teatro Vittoria.
Formati sperimentali: CLASSE, CAMERA e Salon
Short Theatre non è solo palcoscenico. È anche un laboratorio di saperi e formazione. Il festival prosegue con i formati sperimentali già avviati nel 2025.
CLASSE propone conferenze gratuite aperte a tutti. Partecipano pensatori e artisti come Paul Preciado, Françoise Vergès e Daniel Blanga Gubbay. Si tratta di incontri brevi, accessibili e aperti al pubblico del festival.
CAMERA apre invece le “stanze” di lavoro di artisti come Daria Deflorian, Giulia Crispiani ed El Conde de Torrefiel. Il pubblico può così assistere ai processi creativi, non solo ai risultati. Puoi approfondire il tema della formazione nelle arti performative su puntozip.net.
Salon anima ogni giornata con musica dal vivo e dj set. Tra gli ospiti, la franco-algerina HABIBITCH e la cinese otay:onii, con il suo mix di musica tradizionale e elettronica sperimentale.
Un festival che guarda al mondo
ST26 coinvolge artisti e artiste da Italia, Spagna, Francia, Polonia, Ungheria, Algeria, Libia, Eritrea, Camerun, Rwanda, Messico e Cina. È quindi una mappa viva delle arti performative contemporanee nel Sud ed Est Globale.
Il festival è sostenuto dal Ministero della Cultura, dalla Regione Lazio e da Roma Capitale. Collaborano inoltre realtà come l’Istituto Svizzero, la Fondazione Nuovi Mecenati, il Goethe-Institut e le ambasciate di Germania, Spagna e Polonia.
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