Per la rassegna del Teatro di Radio3

Rai Radio3 per la rassegna del Teatro di Radio3 “Futuro Presente. Nuove scritture per la scena italiana” sabato 31 maggio, alle 20.30, manderà in onda “Edera” di Giulia Trivero, una produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa.
“Edera” prende le mosse da un fatto di cronaca: il suicidio di Arifa Malik, una giovane ragazza che, in una fredda mattina d’autunno, si lancia a cento all’ora in un fiume, a bordo della vecchia Panda di famiglia: il suo corpo non verrà mai ritrovato. A ricostruire la vicenda sono le voci di chi l’ha conosciuta – o ha creduto di conoscerla: il poliziotto che assiste allo schianto durante la ronda mattutina, la vicina di casa dal buonismo d’ordinanza, i compagni di classe, la madre, il fidanzato. Intorno a loro, si agitano le urla di chi si appropria della storia di Arifa per piegarla a una causa – in piazza, i gemelli Pincopanco e Pancopinco imbracciano un megafono e la trasformano in simbolo della propria lotta – mentre affiorano lettere minatorie, stanze d’ospedale cariche di segreti, tracce e omissioni. Ai margini di questa indagine – e di questa messinscena collettiva – si distingue il racconto di Arianna, giovane donna legata ad Arifa da uno stesso senso di costrizione. Commenta l’autrice Giulia Trivero: «Se è vero che ogni lavoro di chi prova a fare dell’arte è mosso da un numero limitato di ossessioni, in “Edera” si trova quella che è la mia ossessione principale: il legame tra linguaggio, narrazioni, politica. Il linguaggio determina quali vite sono considerate normali, perché conformi alla norma – e quali, invece, no. Qual è, allora, la libertà possibile quando si è oscenә, cioè fuori dalla scena?»
“Edera” è stato finalista della 56ª edizione del Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli”, segnalazione In Scena! Italian Theater Festival NY, Premio Hystrio Scritture di Scena 2021.
“Edera” prende le mosse da un fatto di cronaca: il suicidio di Arifa Malik, una giovane ragazza che, in una fredda mattina d’autunno, si lancia a cento all’ora in un fiume, a bordo della vecchia Panda di famiglia: il suo corpo non verrà mai ritrovato. A ricostruire la vicenda sono le voci di chi l’ha conosciuta – o ha creduto di conoscerla: il poliziotto che assiste allo schianto durante la ronda mattutina, la vicina di casa dal buonismo d’ordinanza, i compagni di classe, la madre, il fidanzato. Intorno a loro, si agitano le urla di chi si appropria della storia di Arifa per piegarla a una causa – in piazza, i gemelli Pincopanco e Pancopinco imbracciano un megafono e la trasformano in simbolo della propria lotta – mentre affiorano lettere minatorie, stanze d’ospedale cariche di segreti, tracce e omissioni. Ai margini di questa indagine – e di questa messinscena collettiva – si distingue il racconto di Arianna, giovane donna legata ad Arifa da uno stesso senso di costrizione. Commenta l’autrice Giulia Trivero: «Se è vero che ogni lavoro di chi prova a fare dell’arte è mosso da un numero limitato di ossessioni, in “Edera” si trova quella che è la mia ossessione principale: il legame tra linguaggio, narrazioni, politica. Il linguaggio determina quali vite sono considerate normali, perché conformi alla norma – e quali, invece, no. Qual è, allora, la libertà possibile quando si è oscenә, cioè fuori dalla scena?»
“Edera” è stato finalista della 56ª edizione del Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli”, segnalazione In Scena! Italian Theater Festival NY, Premio Hystrio Scritture di Scena 2021.
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