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Stasera in TV: Il Segno delle Donne. Giuliana De Sio è Liala, “intervistata” da Elena Stancanelli

Giuliana De Sio è Liala, “intervistata” da Elena Stancanelli

Autrice di oltre 80 libri che solo in Italia hanno venduto più di 10 milioni di copie, è stata una delle scrittrici più apprezzate del suo tempo. Amalia Liana Cambiasi Negretti, in arte Liala – alla quale dà voce e volto Giuliana De Sio nella conversazione “impossibile” con Elena Stancanelli – è la protagonista di “Il segno delle donne”, la coproduzione Rai Storia – Anele, che Rai Cultura propone martedì 16 agosto alle 22.10 su Rai Storia.
Giuliana De Sio fa rivivere il carattere e la personalità della scrittrice rispondendo alle domande di Elena Stancanelli con parole realmente usate da Liala in lettere, diari, colloqui con giornalisti e discorsi pubblici, portati alla luce dagli autori, con la consulenza della storica Silvia Salvatici.
Per ripercorrere le tappe della sua vita e della sua carriera, il racconto da immagini inedite, filmati di repertorio e interviste a testimoni illustri, come la nipote Donata Bellani, lo scrittore Tony Golia, il saggista e drammaturgo Luca Scarlini e la linguista Patrizia Violi.
Nata a Carate Urio (Como) nel 1897, Amalia Liana Cambiasi Negretti inizia a scrivere nel 1931 dopo la precoce morte del grande amore della sua vita, il marchese e ufficiale della Regia Aeronautica Vittorio Centurione Scotto. Lo pseudonimo Liala lo deve a Gabriele D’Annunzio, il quale volle darle un nome che contenesse ortograficamente il termine “ala”. Il grandissimo successo incontrato dai suoi romanzi fino ai nostri giorni è dovuto a una straordinaria abilità nel maneggiare gli stereotipi del romanzo di consumo, creando intricanti trame narrative inserite in una scenografia abbagliante, con elementi raffinati e personaggi bellissimi, atletici. Nonostante le numerose critiche che sono state mosse alla sua opera, i suoi meccanismi narrativi hanno influenzato la letteratura rosa fino ai grandi best seller dei nostri giorni e le sue storie hanno accompagnato l’evoluzione dei costumi delle donne italiane per più di cinquant’anni.

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