Stasera in tv: l’occhio di Umberto Pizzi racconta la fine di un’era

Stasera in tv: l'occhio di Umberto Pizzi racconta la fine di un'eraStasera, il palinsesto televisivo offre un appuntamento molto interessante per gli appassionati di cultura e fotografia. È previsto infatti su Rai 5 il documentario “Profumo di Pizzi”. La messa in onda è fissata per le 23.35. Questo lavoro ripercorre la carriera e la memoria visiva di Umberto Pizzi. Il racconto analizza un passaggio fondamentale per la storia del nostro costume.

Il cambiamento della fotografia moderna

Con l’ingresso della tecnologia digitale nel mondo della fotografia, tutto è cambiato radicalmente. Lo scatto fotografico non rappresenta più un momento unico ed esclusivo. Al contrario, la sequenza digitale è diventata sinonimo di quantità e di flusso costante. Questa evoluzione tecnica va di pari passo con un cambiamento sociale epocale. Dopo il passaggio al nuovo millennio, sembra che per molte persone non ci sia più un domani. È come se il mondo volesse esorcizzare la fine dei tempi. La memoria di Pizzi colloca questo scarto esistenziale in un evento ben preciso.

Il 1994: uno spartiacque simbolico

Tutto ha inizio a Roma, nell’anno 1994. Il fotografo viene chiamato al locale Gilda per una festa molto importante. L’evento celebra Gabriella Pescucci, la celebre costumista italiana. Lei ha appena vinto il premio Oscar per i costumi del film “L’età dell’innocenza”. Alla festa partecipano molti protagonisti del cinema italiano di quella stagione. Tra loro si notano Vittorio Gassman e Alberto Sordi. L’atmosfera del locale ha un sapore antico e nostalgico.

Tuttavia, dall’altra parte del locale sta accadendo qualcosa di diverso. Pizzi ne viene inevitabilmente attratto. In quella zona si svolge una festa dei nuovi padroni del potere. Le persone presenti mostrano grande entusiasmo e spavalderia. C’è molta voglia di divertirsi e di ostentare il proprio status. Questo clima contrasta nettamente con la compostezza della festa della Pescucci. Pizzi, con la sua macchina fotografica a rullino, cattura quel momento esatto. Egli riesce a cristallizzare il passaggio di consegne tra due epoche differenti. Per il fotografo, questo è il vero spartiacque storico.

L’eredità di stracafonal

Da quel giorno, nulla è più come prima per il suo occhio. Da qui nasce l’intuizione del progetto “Stracafonal”, che gli ha portato molto successo. Si tratta di un racconto bulimico della società italiana contemporanea. Il fotografo frequenta grandi feste dove tutti vogliono apparire. Il fenomeno ricorda molto le atmosfere raccontate ne La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino. In queste situazioni tutto diventa possibile. Si vedono incroci sociali davvero impensabili.

Nobili, politici, attori e giornalisti si mescolano in un caos continuo. Il fenomeno arriva fino al presenzialismo sui social degli ultimi anni. Pizzi è sempre presente a raccontare questo mondo. Il suo obiettivo osserva costantemente questo universo fatto di eccessi. Nonostante la cafoneria, il suo occhio riesce a cogliere l’anima profonda delle persone. Anche chi appare superficiale viene analizzato con attenzione. Pizzi indaga e scava nella realtà senza fare sconti. Il documentario di stasera ci offre l’occasione per comprendere meglio questo suo sguardo critico e corale.

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