Streghe sul rogo, ius primae noctis, cinture di castità. Quando pensiamo al Medioevo, la mente corre subito a queste immagini. Ma quante di esse sono davvero storiche? Alessandro Barbero, uno dei più noti medievisti italiani, risponde con chiarezza nel documentario “Medioevo da non credere”.
Il programma va in onda stasera, giovedì 28 maggio, alle 21.10 su Rai Storia, nell’ambito del ciclo a.C.d.C.. Ideato e scritto dallo stesso Barbero con Davide Savelli, il documentario è diretto da Monica Taburchi.
Un viaggio attraverso dieci secoli di storia europea
Il documentario accompagna lo spettatore in un percorso di mille anni. Trenta generazioni di europei vissero in questo periodo. L’obiettivo è chiaro: separare la storia dalla leggenda.
Uno dei temi centrali riguarda i servi della gleba. Nell’immaginario comune, erano contadini senza diritti né difese. Tuttavia, Barbero mostra come fossero molto meno sfruttati degli schiavi dell’antichità. Impararono presto a costruire comunità per tutelare interessi collettivi.
Anche i castelli vengono ridimensionati nel loro mito. Nella prima parte del Medioevo, semplicemente non esistevano. Poi ci sono i cavalieri: uomini d’arme legati al proprio signore da fedeltà. Le loro armature? Più leggere dell’equipaggiamento dei marines statunitensi.
L’università nasce nel Medioevo
Un dato spesso dimenticato riguarda la cultura. Proprio nel Medioevo nasce l’università — l’universitas studiorum — intesa prima di tutto come comunità. A Bologna, a Parigi, poi a Napoli, Pavia e Torino, studenti e professori si associano per difendere i propri diritti. Il sapere diventa, in questo modo, una nuova forma di prestigio sociale.
Le location: borghi medievali tra i meglio conservati d’Italia
Il documentario è stato girato in luoghi di straordinario valore storico. Tra questi:
- Il Ricetto di Candelo
- Il Castello di Fénis
- L’Armeria Reale di Torino
- Il Borgo Medievale di Torino
Questi scenari restituiscono al Medioevo la sua complessità reale. Non un’età immobile, ma un periodo vivo e in trasformazione.
La grande caccia alle streghe? È un fenomeno moderno
Uno dei punti più sorprendenti riguarda l’Inquisizione e le streghe. Barbero distingue con precisione il documento dal racconto. La grande caccia alle streghe esplode soprattutto in età moderna, non medievale. Allo stesso modo, il terrore dell’anno Mille e la convinzione che la Terra fosse piatta appartengono soltanto al mito.
Gli angoli bui del Medioevo esistono, certo. Ma esistono in tutta la storia dell’umanità. È lo stesso Barbero a porre la domanda più scomoda: «La nostra epoca — con le sue paure, le sue disuguaglianze, con le sue mafie… in futuro come sarà giudicata?»
Perché guardare “Medioevo da non credere”
Il documentario offre una prospettiva fresca e documentata su un’epoca spesso fraintesa. È adatto a chi ama la storia, ma anche a chi vuole semplicemente capire meglio da dove veniamo.
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Appuntamento stasera alle 21.10 su Rai Storia. Da non perdere.
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