Stasera giovedì 4 settembre va in onda “I bambini e noi” di Luigi Comencini su Rai Storia. Il documentario inizia alle 22:10 nella programmazione della serie “RAIncheste”. Rai Cultura ripropone questo grande affresco dell’infanzia italiana degli anni ’60 e ’70.
Un ritratto dell’Italia tra modernità e tradizione
Il lavoro di Comencini andò in onda per la prima volta nel 1970. Il documentario offre un grande affresco realistico dell’infanzia italiana dell’epoca. Inoltre, presenta una narrazione in presa diretta che cattura l’autenticità del periodo storico.
La serie si snoda in varie località del nostro Paese attraverso un viaggio geografico completo. Da Milano a Napoli, dall’Umbria alla Puglia, da Roma a Torino. Pertanto, restituisce le voci spontanee di realtà sociali spesso trascurate dal racconto ufficiale.
Il punto di vista dell’infanzia
Comencini sceglie di raccontare l’Italia attraverso gli occhi dei bambini e dei ragazzi. Questo approccio permette di restituire il giusto spazio ai più piccoli. Inoltre, evidenzia come il mondo sia spesso costruito esclusivamente a misura di adulti.
La fascinazione per il mondo dei bambini
Il mondo dell’infanzia ha sempre affascinato Luigi Comencini durante la sua carriera cinematografica. Nel 1946, appena finita la guerra, girò “Bambini in città”. Questo piccolo documentario raccontava le giornate di ragazzini sullo sfondo delle macerie milanesi.
Il regista mostrava come il potere della fantasia trasformasse il disastro urbano in campo da gioco. Infatti, i bambini riuscivano a trovare spazi di creatività anche nelle situazioni più difficili. Questa capacità di resilienza diventa centrale nella poetica comencianiana.
I precedenti cinematografici
“Proibito rubare”, il primo film di Comencini del 1948, racconta la storia significativa. Un giovane sacerdote decide di creare “La città dei ragazzi” per accogliere orfani. Inoltre, il progetto si rivolge anche ai ragazzi di strada più bisognosi di aiuto.
Da Domenico a Lucignolo
La serie comincia da Napoli e qui spicca Domenico, ragazzino di 12 anni. Nonostante l’età, porta già sulle spalle un carico di responsabilità da adulto. Due anni più tardi, questo stesso bambino diventerà Lucignolo nelle “Avventure di Pinocchio” di Comencini.
Il viaggio attraverso l’Italia
Nella seconda puntata l’inchiesta si sposta a Milano, dove tutto sembra perfetto in superficie. Tuttavia, emergono i limiti di una realtà urbana opprimente per i bambini. La città manca di spazi aperti e verdeggianti adeguati alle loro esigenze.
I problemi dell’educazione scolastica
A Milano si evidenzia come i ragazzi ricevano un’educazione scolastica inadeguata. Infatti, il sistema non si interessa alle loro reali necessità di crescita. Pertanto, si crea una disconnessione tra mondo adulto e universo infantile.
Roma e le periferie metropolitane
Nella terza e quarta puntata è protagonista Roma, dove emergono contraddizioni sociali evidenti. L’inchiesta pone l’accento sull’enorme divario tra zone interne del Paese e periferie metropolitane. Questa frattura sociale si riflette nelle condizioni di vita dei bambini.
Il tema dell’emigrazione interna
Nelle ultime due puntate Comencini affronta il tema cruciale dell’emigrazione interna italiana. Dalle zone depresse del Gargano e della Lucania si trasferisce con la cinepresa a Torino. La città piemontese ha accolto migliaia di immigrati meridionali grazie all’industria automobilistica.
Il documentario mostra come questi spostamenti abbiano influenzato la vita dei bambini. Infatti, le famiglie emigrate dovevano adattarsi a nuove realtà urbane spesso ostili. I più piccoli diventavano testimoni involontari di questi cambiamenti sociali profondi.
Un documento storico prezioso
“I bambini e noi” rappresenta un documento prezioso per comprendere l’Italia del boom economico. Comencini riesce a cogliere le contraddizioni di un Paese sospeso tra modernità e tradizione. Inoltre, offre una prospettiva unica attraverso lo sguardo dell’infanzia.
Stasera alle 22:10 su Rai Storia inizia questo viaggio nella memoria collettiva italiana. Un appuntamento imperdibile per chi vuole riscoprire le radici del nostro presente sociale.
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