Stasera martedì 20 gennaio alle 22.50 su Rai 4 torna Wonderland con una puntata dedicata a Roberto Silvi, il montatore italiano che ha costruito la sua carriera tra Roma e Hollywood.
Il più americano dei montatori italiani
Roberto Silvi rappresenta un caso unico nel panorama del cinema italiano. Partito negli anni Sessanta come assistente, ha saputo costruire una carriera straordinaria muovendosi tra due mondi. Da una parte Roma, dall’altra Hollywood. Il suo segreto? Seguire sempre un film dall’inizio alla fine, instaurando rapporti di fiducia con i registi.
Inoltre, Silvi ha sviluppato collaborazioni durature con alcuni maestri del cinema. Tra questi spicca il sodalizio con George Pan Cosmatos, con cui ha montato pellicole come “Cassandra Crossing” e “Tombstone”.
L’incontro con la leggenda John Huston
Tuttavia, l’esperienza più significativa resta quella con John Huston. Il montatore italiano ha lavorato a film cruciali del grande regista americano. Tra questi “La saggezza del sangue”, “Sotto il vulcano” e “Fuga per la vittoria”. E infine “The dead-Gente di Dublino”, il testamento cinematografico di Huston.
Fuga per la vittoria: un milione di metri di pellicola
“John Huston non girava molto, sapeva quello che voleva”, ricorda Silvi nell’intervista. “L’unico suo film dove è stato girato tanto è stato Fuga per la vittoria”. Le riprese si svolsero in uno stadio a Budapest, davanti a 60-70 mila spettatori.
Nel film recitavano grandi campioni del calibro di Pelé, Bobby Moore e Ardiles. Per la partita finale arrivò un regista della ABC con sei macchine da presa. Ne venne fuori qualcosa come un milione di metri di pellicola. Di conseguenza, per montare tutto ci volle quasi un anno e mezzo.
L’evoluzione del montaggio cinematografico
Attraverso i ricordi di Silvi, il magazine di Rai Cultura esplora anche il cinema americano degli anni Ottanta e Novanta. Ma non solo: il programma racconta l’evoluzione tecnica del montaggio.
Si parte dalle giunte fatte a mano con l’acetone. Poi arriva la rivoluzione della Pressa Catozzo. Infine, il digitale che ha cambiato per sempre il mestiere. Nonostante ciò, il montaggio resta sempre l’ultimo gesto creativo decisivo. Quello che dà forma definitiva al film.
Gli altri contenuti della puntata
Per cominciare, “Wonderland” dedica la copertina Cult della settimana a “Predatori – I serial killer che hanno segnato l’America”. Si tratta del nuovo libro di Stefano Nazzi, che il programma incontra in un’intervista esclusiva.
Infine, questa settimana torna la rubrica “Neverland”, dedicata ai grandi film mai realizzati. Alberto Anile racconta “White Jazz”, uno dei progetti più ambiziosi del noir americano contemporaneo. Il film, tratto dal romanzo di James Ellroy, non ha mai visto la luce nonostante le premesse.
L’appuntamento è per stasera martedì 20 gennaio alle 22.50 su Rai 4.
Commenta per primo