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Capalbio Libri: Beatrice Venezi, regina della musica classica e il suo “Allegro con fuoco”

Il colpo d’occhio è di quelli a effetto: un palco tutto al femminile. Di solito quando si fa questa scelta il risultato è una selezione immediata del pubblico, che risulta composto quasi esclusivamente  di donne, come se un panel del genere potesse parlare solo al “gentil sesso”.
La prima bella sorpresa è invece una piazza composita, sia per genere che per età, merito anche dell’argomento trattato.

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Beatrice Venezi, infatti, non ha compiuto ancora trent’anni ed è tra i più giovani direttori d’orchestra donna d’Europa: dirige infatti la Nuova Orchestra Scarlatti di Napoli. È stata inserita da “Forbes” tra i 100 under 30 più influenti d’Italia. Esperta del repertorio pucciniano, ha diretto orchestre in tutto il mondo: dal Giappone alla Bielorussia, dal Portogallo al Libano.

Beatrice, con il suo “Allegro con fuoco. Innamorarsi della musica classica” (UTET), porta un messaggio forte: chiunque, anche oggi, può innamorarsi della musica classica, proprio come ha fatto lei. Del resto basterebbe farsi condurre dalla giusta guida. La melodia diventa così un mezzo per scoprire il mondo, il ritmo un tentativo di ascoltare noi stessi e l’armonia una prova di vita sociale.

Insieme a lei Maria Stella Gelmini, ex ministro dell’Istruzione, Andrée Ruth Shammah, regista teatrale e la giornalista Giulia Cerasoli.
La conversazione tra le quattro è cordiale, quasi amicale e questo favorisce la comprensione e l’empatia da parte del pubblico. Si possono così affrontare senza difficoltà gli stereotipi legati alla classica, considerata noiosa, adatta a vecchi intellettuali, lontana dal suono dei tempi, legata al flauto dolce a cui ci costringevano a scuola, alle occhiatacce per un applauso sbagliato a teatro, a simboli incomprensibili annotati su fogli ingialliti. Abbiamo lasciato che pregiudizi e cliché ci tenessero lontano dalla bellezza di quella musica che per secoli ha sedotto uomini e donne.

La Venezi non si sottrae, neanche quando si affronta la difficoltà, per una donna, di emergere in un mondo  tipicamente maschile,  almeno per quel che riguarda le posizioni di vertice, mettendo a nudo conservatorismo e qualche ipocrisia ma ribadendo con  fermezza che preparazione e volontà sono elementi in grado di abbattere qualunque barriera.  Ovviamente non manca qualche sconfitta, come un concerto annullato a Teheran per ragioni di sicurezza legate allo “scandalo” di un direttore d’orchestra donna, che si contrappone a evidenti successi,  come aver  comunque diretto  in altri paesi musulmani.

La direttrice spazia poi tra richiami alla mimica, all’importanza dell’uso delle mani, alla quasi-recitazione del direttore d’orchestra, sino all’importanza del silenzio che “è un grande animale dove abitano fuoco, tenerezza e passione, ma può essere mansueto come feroce: la sua potenzialità va pilotata con istinto e tenacia”.

 “Per me la musica è un mezzo per raggiungere la felicità” – chiosa la Venezi – “una esperienza bellissima che va goduta in ogni istante e ho scritto questo libro dedicandolo anche alle decine di defezioni che si vedono ogni giorno da parte di chi la considera troppo ostica e si allontana da essa”.

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