Provinciale, anticonformista e geniale: Sidonie Gabrielle Colette sfidò le convenzioni di un’epoca e divenne un’icona della cultura europea. Domenica su Rai Storia la sua straordinaria storia
Da provinciale borgognona a icona parigina
All’inizio del Novecento, Parigi scopre una voce nuova. È quella di una giovane donna arrivata dalla Borgogna, ancora sconosciuta al grande pubblico. Si chiama Sidonie Gabrielle Colette. Presto, tuttavia, il mondo la conoscerà semplicemente come Colette.
La sua storia è quella di una donna fuori dagli schemi. Anticonformista, poliedrica e volutamente “irregolare”, conquista rapidamente i salotti intellettuali della capitale francese. Grandi nomi come Marcel Proust, Jean Cocteau e André Gide la ammirano e la celebrano.
Il primo romanzo firmato dal marito
È il 1900 quando esce “Claudine à l’école”, il suo romanzo d’esordio. Il libro, però, non porta il suo nome. Appare invece con la firma del marito, Henry Gauthier-Villars, noto come Willy. È proprio lui a spingere la giovane moglie a scrivere. Le chiede di mettere su carta i suoi ricordi scolastici, senza timore dei “particolari scabrosi”.
Nonostante questo inizio difficile, Colette non si ferma. Al contrario, accelera.
Una carriera senza confini
Dopo il successo di “Claudine”, Colette scrive romanzi su romanzi. Ma non solo. Produce anche saggi, articoli di giornale, [reportage di guerra](https://www.raiplay.it/programmi/passatoe presente) e sceneggiature. La sua è una produzione letteraria vastissima e difficile da catalogare.
Nella vita privata è altrettanto libera. Avrà tre mariti. Amerà uomini e donne, senza nascondersi. Sarà anche attrice teatrale, calcando i palcoscenici con la stessa naturalezza con cui riempiva le pagine.
I riconoscimenti e il paradosso dei funerali di Stato
Il suo talento viene infine riconosciuto dalle istituzioni più prestigiose. Diventa la prima donna ammessa all’Académie Goncourt. Viene inoltre nominata Grand’Ufficiale della Legion d’Onore, una delle onorificenze più alte della Repubblica francese.
Eppure, alla sua morte, la Chiesa le nega i funerali religiosi. Il motivo è la sua vita considerata troppo scandalosa per i canoni cattolici.
Paradossalmente, tuttavia, lo Stato francese le tributa un onore straordinario. Colette diventa così la prima donna nella storia della Francia a ricevere i funerali di Stato.
Su Rai Storia domenica 1° marzo
La vita e l’opera di Colette saranno al centro di “Passato e Presente”, in onda domenica 1° marzo alle 20.30 su Rai Storia. A raccontarla saranno il giornalista Paolo Mieli e lo storico Francesco Perfetti. Un appuntamento da non perdere per riscoprire una delle figure più affascinanti e controverse della letteratura europea del Novecento.
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