Corpi queer sui muri di Roma: la mostra che sfida l’invisibilità urbana

Dieci storie queer proiettate sui muri di Roma

Roma accoglie una mostra fotografica che fa discutere. Dal 23 al 28 giugno 2026, gli spazi del Teatro India diventano palcoscenico per Le schiene sono i muri delle città. Il progetto è a cura di Flavia De Muro e promosso da Dominio Pubblico E.T.S.

La mostra rientra nella XIII edizione di Dominio Pubblico – Youth Fest. Inoltre, è realizzata con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma Per Chi Crea. Una produzione culturale seria, quindi, con un obiettivo politico e poetico insieme.

Cos’è davvero questo progetto fotografico

Un percorso di autorappresentazione

Il cuore del lavoro è semplice e potente. Dieci persone LGBTQIA+ hanno scelto di mettersi davanti all’obiettivo. Non per essere fotografate, ma per costruire la propria immagine. Hanno partecipato: Olympia, Mauro Lamantia (in arte Jo Casta), Celeste Miraka — poeti e performer di Questa cosa queer —, la danzatrice di waacking Denise Perillo, gli attori Federico Vecchini, Gilda Rinaldi Bertanza, Vincenzo Palladio, Samuele Vicario, Francesco Gaggero e la performer Tiāmat Pan.

Ognuno ha raccontato una storia diversa. Dal poliamore all’asessualità, le immagini esplorano territori ancora poco visibili nel discorso pubblico. Non si tratta di rappresentazioni esterne, ma di autodefinizione.

Il corpo come spazio urbano

Il titolo gioca su una doppia metafora precisa. Le schiene evocano vulnerabilità e resistenza allo stesso tempo. Come i muri delle città portano tracce e memoria collettiva, i corpi portano storie individuali. Questo parallelismo è il vero motore concettuale del progetto.

Le fotografie si muovono tra spazi pubblici e privati: strade, piazze, cortili e stanze dell’intimità. Roma diventa così un palcoscenico dove i corpi queer affermano la propria presenza. Non chiedono permesso. Semplicemente esistono.

Perché questa mostra è importante oggi

Rappresentazione e spazio pubblico

Le identità queer, spiega il progetto, si muovono spesso lungo una linea sottile. Da un lato il desiderio di esistere apertamente. Dall’altro la necessità di proteggersi. Questa tensione è al centro di ogni scatto esposto.

La mostra rifiuta gli stereotipi e le esotizzazioni. Rifiuta anche le rappresentazioni imposte dall’esterno. Ogni soggetto è soggettività complessa, non simbolo né eccezione. È una postura culturale oggi sempre più necessaria, come raccontano spesso anche le notizie di cultura e spettacolo su puntozip.net.

Un atto politico attraverso l’arte

In un momento storico di forte dibattito sulla rappresentazione delle differenze, questo progetto prende posizione. Non con slogan, ma con immagini. Il diritto di esistere, apparire e raccontarsi secondo i propri termini diventa così un atto artistico e politico insieme.

È esattamente questo il tipo di cultura che vale la pena sostenere e raccontare. Come dimostrano anche altri progetti legati alla scena culturale giovanile seguiti da puntozip.net, l’arte contemporanea sa ancora sorprendere.

Come e quando visitare la mostra

Le informazioni pratiche

Le schiene sono i muri delle città sarà visitabile ogni sera dalle 19:00 alle 23:00. L’ingresso è al Teatro India, a Roma. Le date: dal 23 al 28 giugno 2026.

Un’occasione rara per incontrare un linguaggio fotografico autentico e contemporaneo, capace di raccontare il presente senza filtri. Un progetto che, come altri eventi culturali monitorati da puntozip.net, dimostra che la cultura indipendente italiana sa ancora rischiare.

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