Recensione: Fabrizio Carcano, Il volto della Medusa. Un noir metropolitano tra Milano e Riviera.

Recensione: Fabrizio Carcano, Il volto della Medusa. Un noir metropolitano tra Milano e Riviera.Il volto della Medusa è il diciassettesimo romanzo dei diciotto della stessa serie firmati da Fabrizio Carcano, dal 2020 direttore della collana Giungla Gialla per Mursia. L’autore è stato definito il maestro del noir metropolitano: la Milano del male, dei misteri e dei delitti prende il via dai suoi romanzi.

L’azione de Il volto della Medusa si svolge nell’arco di trent’anni, tra la riviera ligure e Milano. Non troviamo il solito ispettore di Polizia ma un giornalista sui cinquant’anni, che scrive per un giornale del capoluogo e indaga su casi di nera.

Altalenando tra Milano e Rapallo, si troverà circondato da casi inquietanti, che spuntano qua e là, afferrandolo in una spirale di violenza e di mistero. Affiancato da una frizzante collega ligure, il nostro Malerba deve tuffarsi in un fatto che affonda le sue radici molto indietro nel tempo, coinvolgendo quelli che erano i suoi compagni di Liceo, tutta gente della Milano-bene che ora siedono nei posti che contano, e ragazze più o meno rifatte che lo condurranno a una scoperta a dir poco sconvolgente.

Ai delitti rivieraschi, si aggiungono poi quelli di un serial killer che, munito di balestra e frecce, fa fuori due tipi che hanno ancora qualche conticino in sospeso con la giustizia. Quando Malerba, guidato da una accondiscendente conoscenza, arriva in un luogo dove potrebbe finalmente giungere all’agognata soluzione del mistero, c’è qualcuno dal tempismo perfetto che riesce a fornirgli un aiuto vero e a portarlo alla soluzione del caso.

A questo punto, sembrerebbe finalmente a portata di mano il momento di godere del meritato riposo delle ferie ma… qualcosa di inaspettato sopraggiunge. Per il nostro giornalista, il lavoro non è ancora finito. Non è che dovrà di nuovo trascorrere un agosto bollente in città a respirare i fumi dell’asfalto meneghino?

Il giallo si presenta scritto in prima persona, con un ritmo incalzante che trascina il lettore lungo il dipanarsi delle vicende. L’autore, giornalista lui stesso come il protagonista Malerba, sa far muovere con perizia i suoi personaggi, attraverso i quali arriveremo alla conclusione in un crescendo di tensione narrativa che fa di questo libro un vero compagno di brividi estivi.

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