Recensione: Trude Teige, Quando la nonna ballava sotto la pioggia. Un romanzo toccante sulla memoria

Recensione: Trude Teige, Quando la nonna ballava sotto la pioggia. Un romanzo toccante sulla memoriaIl romanzo della scrittrice norvegese Trude Teige, Quando la nonna ballava sotto la pioggia, edito in Italia da Fazi Editore (2026), inizia con la scoperta fortuita nella casa ormai disabitata dei nonni, da parte della giovane nipote Juni, di una foto risalente al 1945 che ritrae la nonna Tekla, sorridente, abbracciata a un soldato tedesco.

Juni si incuriosisce al punto da scandagliare a fondo il passato della sua famiglia e scoprire così un segreto rimasto celato per generazioni. Passo dopo passo verrà alla luce la tormentata storia di una donna sola contro tutti, che paga un prezzo altissimo per un amore clandestino in un paese sconvolto dalla guerra.

Il romanzo, sostanzialmente una storia familiare, prende spunto da fatti realmente accaduti che dopo decenni di rimozione collettiva stanno emergendo con tutta la loro drammaticità.

Durante l’occupazione tedesca (1940-1945) molte donne norvegesi ebbero relazioni con i soldati della Wehrmacht e furono per questo soprannominate tyskerjente (ragazze dei tedeschi) in senso dispregiativo.

La lettura è scorrevole e, a tratti, toccante. La struttura narrativa, sviluppata su due linee temporali che si intrecciano e si riflettono, alternando il presente con la storia di Tekla alla fine e subito dopo il conflitto mondiale, appare comunque piuttosto lineare e nel complesso non particolarmente originale.

È una storia che, se non altro, ha il grande merito di fare riflettere sulle pesanti discriminazioni e umiliazioni subite nell’immediato dopoguerra dalle donne legatesi sentimentalmente con il nemico o anche semplicemente sospettate, quando gli animi delle persone, esacerbati da anni di scontri sanguinosi e dall’odio, non erano per nulla inclini al perdono.

 

 

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