La sera del 15 settembre 1993 cambia per sempre la storia di Palermo. E dell’Italia intera. Un sacerdote viene ucciso davanti al portone di casa sua. È il suo 56° compleanno. Quella data è rimasta impressa nella memoria collettiva del Paese.
Il sorriso prima del colpo
In piazzale Anita Garibaldi, nel quartiere di Brancaccio, due killer di Cosa Nostra si avvicinano a don Pino Puglisi. Sono poco dopo le 20.45. Uno dei due gli spara un colpo alla nuca a bruciapelo.
Secondo le testimonianze raccolte dopo l’omicidio, il sacerdote avrebbe sorriso prima di essere colpito. Avrebbe detto: «Me l’aspettavo». Una frase che racconta tutto di quell’uomo.
Il parroco che sconvolse un quartiere
Nel settembre del 1990, l’arcivescovo di Palermo Salvatore Pappalardo lo aveva nominato parroco della chiesa di San Gaetano, a Brancaccio. Era una periferia difficile, ad alta densità mafiosa. In molti erano scettici sulla scelta.
Don Pino si era occupato soprattutto di pastorale giovanile. Non sembrava il profilo adatto per una zona come quella. Tuttavia, gli bastarono tre anni per cambiare profondamente la vita del quartiere.
Il suo lavoro con i giovani, la sua presenza costante, il suo rifiuto di piegarsi alle logiche mafiose: tutto questo lo rese un punto di riferimento per la comunità. E un nemico per Cosa Nostra.
La prima vittima ecclesiastica di Cosa Nostra
La sua uccisione fu storica, oltre che tragica. Per la prima volta, Cosa Nostra colpiva deliberatamente un uomo di chiesa. Un segnale preciso, rivolto all’intera società civile.
Don Pino Puglisi fu beatificato nel 2013, riconosciuto martire dalla Chiesa cattolica. La sua storia è diventata simbolo di resistenza civile e morale contro le organizzazioni criminali.
Stasera su Rai Storia, a “Passato e Presente”
La vicenda di don Puglisi torna in televisione sabato 14 marzo alle 20.30 su Rai Storia. La trasmissione è “Passato e Presente”. A raccontarla sono Paolo Mieli e il professor Alberto Melloni.
La puntata va in onda in occasione della Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Un appuntamento che invita alla riflessione, non solo alla commemorazione
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