Ettore Petrolini stasera su Rai Storia: il genio ribelle del teatro italiano rivive in tv

Stasera su Rai Storia: chi era davvero Ettore Petrolini

Venerdì 26 giugno, alle 21.10, Rai Storia trasmette una puntata speciale di Inimitabili. Al centro c’è Ettore Petrolini, uno degli attori più originali del teatro italiano del Novecento. La scelta non è casuale: il 29 giugno 1936 Petrolini moriva a Roma. Novant’anni fa esatti.

A raccontare la sua storia è Edoardo Sylos Labini, protagonista di questa terza stagione del programma. Il ritratto che emerge è quello di un artista fuori dagli schemi. Un uomo difficile da inquadrare, ma impossibile da dimenticare.

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Da rione Monti al palcoscenico: la nascita di un talento

Petrolini nasce a Roma nel 1884, nel quartiere rione Monti. Fin da giovane mostra una personalità irrequieta. Lascia la scuola presto e inizia a esibirsi nelle piazze. Poi arrivano i caffè-concerto della capitale, allora veri laboratori di spettacolo popolare.

È lì che il suo talento prende forma. La parodia, l’improvvisazione, la capacità di deformare la realtà: tutto nasce in quegli ambienti vivaci e popolari. In poco tempo diventa uno degli attori più amati d’Italia.

Quindi arrivano i personaggi che lo rendono immortale. Gastone, Fortunello, Nerone: maschere entrate nella storia dello spettacolo italiano. Personaggi inventati da zero, capaci di parlare a un pubblico vastissimo.


Attore, autore, cantante: un artista a tutto tondo

Petrolini non è solo un attore di teatro. È anche autore e cantante. Alcune sue canzoni diventano veri classici. Su tutte, Tanto pe’ cantà, ancora oggi riconoscibile e amata.

Il suo stile anticipa, per molti aspetti, le avanguardie del primo Novecento. C’è qualcosa del Futurismo nel suo lavoro. C’è anche un’eco del teatro dell’assurdo, anche se le etichette gli stanno strette.

Tuttavia, il suo rapporto con il Fascismo resta uno dei nodi più discussi. Petrolini mostra una sintonia con il regime. Però i risvolti ironici non mancano mai. Una contraddizione che la puntata affronta senza semplificazioni.

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Le testimonianze: nipote, regista e attore

A guidare il racconto ci sono tre voci diverse. Franco Petrolini, nipote dell’artista e custode della sua memoria, offre uno sguardo intimo e privato. Luca Verdone, regista e studioso, fornisce la prospettiva critica. Infine, Gabriele Cirilli porta la testimonianza di chi ha interpretato Petrolini sul palco, alla scuola di Gigi Proietti.

Le loro parole si alternano alle immagini d’archivio. Si aggiungono le letture tratte dalle opere di Petrolini. Il risultato è un racconto ricco e stratificato.


I luoghi della sua storia

Il documentario tocca anche i luoghi simbolo della vita di Petrolini. Il rione Monti, dove è cresciuto. La villa di Castel Gandolfo, dove si è ritirato negli ultimi anni di malattia. Il cimitero del Verano, dove è sepolto.

Grazie ai documenti del Fondo Petrolini della SIAE, emerge il profilo di un artista capace di trasformare la comicità in uno specchio della società italiana.


Un’eredità che arriva fino a oggi

Petrolini muore nel 1936, ma la sua influenza non si ferma lì. Generazioni di attori si sono formati guardando a lui. Totò, Alberto Sordi, Gigi Proietti: tutti devono qualcosa a Petrolini.

Pertanto, questa puntata di Inimitabili non è solo un omaggio al passato. È anche un modo per capire da dove viene la grande tradizione comica italiana. E perché certi artisti restano inimitabili, appunto.

Il programma è inoltre disponibile in streaming su RaiPlay, per chi vuole rivederlo o recuperarlo dopo la messa in onda.

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Inimitabili, terza stagione – venerdì 26 giugno, ore 21.10, Rai Storia. Disponibile anche su RaiPlay.

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