Festival des Cabanes 2026: i giardini di Villa Medici diventano un laboratorio a cielo aperto

Quest’estate i giardini di Villa Medici si trasformano ancora. Dal 21 maggio al 28 settembre 2026, l’Accademia di Francia a Roma ospita la quinta edizione del Festival des Cabanes. Una rassegna che unisce architettura sperimentale, design contemporaneo e riflessione sul paesaggio.

Il format è collaudato e funziona. Sei capanne temporanee vengono installate tra gli alberi del parco rinascimentale. Gli ospiti le attraversano, si fermano, si siedono. Ogni struttura è un invito a pensare diversamente allo spazio.


Cos’è una capanna oggi? La domanda al centro del festival

Il concetto di capanna non è solo un’immagine poetica. È, invece, una categoria progettuale precisa. Il festival parte da qui per porre domande concrete: come costruire senza invadere? Come abitare i territori trasformati dal cambiamento climatico?

Le installazioni sono realizzate in legno, metallo o materiali di riuso. Nessuna struttura permanente. Tutto è pensato per essere leggero, reversibile, sostenibile. Ogni progetto porta con sé una risposta diversa alle stesse domande.


Le sei creazioni architettoniche in mostra nei giardini

Il Duomo Invertito – Bento Architecture

Lo studio brussellese Bento Architecture sovverte l’archetipo della cupola romana. La struttura è filiforme, sospesa, quasi impalpabile. I materiali sono legno e micelio, la parte vegetativa dei funghi. Il risultato è un’oasi di ombra che invita alla sosta. L’installazione è coprodotta dal Centre Wallonie-Bruxelles di Parigi e sarà presentata anche nel 2027.

Facciata – ECAL con Mutina

La scuola d’arte di Losanna ECAL ha collaborato con Mutina, azienda ceramica di Modena. Il progetto gioca sul trompe-l’œil: una singola parete diventa architettura. Motivi e variazioni cromatiche sfidano il confine tra superficie e profondità. Il designer Ronan Bouroullec ha selezionato e accompagnato il progetto.

Creetopia – Fondazione Huttopia

La Fondation Huttopia di Lione porta a Roma un prototipo ispirato ai saperi tradizionali dei Cree, popolo indigeno del Grande Nord canadese. Alta tecnicità e rispetto delle pratiche ancestrali convivono in una struttura pensata per climi estremi. Un esempio concreto di architettura vernacolare applicata al design contemporaneo.


La Nuit des Cabanes: il 25 giugno la grande festa di mezza estate

Il momento più atteso è il 25 giugno. La Nuit des Cabanes – Habiter Demain anima i giardini per una serata intera. In programma: proiezioni, performance, laboratori, incontri e concerti. Partecipano architetti, artisti e scienziati invitati dall’Accademia.

La sezione Habiter Demain è realizzata in collaborazione con BNP Paribas. Il tema è esplicito: come immaginiamo gli spazi abitativi del futuro? Non è una domanda astratta. È, piuttosto, una risposta urgente alle trasformazioni in corso.


Una libreria effimera e un calendario multidisciplinare

Oltre alle capanne, il festival propone una libreria effimera progettata con la Librairie 7L. I visitatori possono sfogliare libri di architettura, design e paesaggio nel verde dei giardini. Un presidio culturale temporaneo, coerente con lo spirito del festival.

Il calendario di eventi accompagna tutta la durata della rassegna. Incontri, workshop e appuntamenti si susseguono per quattro mesi. Villa Medici diventa così un punto di riferimento per chiunque segua il dibattito sull’architettura contemporanea.

Quest’estate i giardini di Villa Medici si trasformano ancora. Dal 21 maggio al 28 settembre 2026, l’Accademia di Francia a Roma ospita la quinta edizione del Festival des Cabanes. Una rassegna che unisce architettura sperimentale, design contemporaneo e riflessione sul paesaggio.

Il format è collaudato e funziona. Sei capanne temporanee vengono installate tra gli alberi del parco rinascimentale. Gli ospiti le attraversano, si fermano, si siedono. Ogni struttura è un invito a pensare diversamente allo spazio.


Cos’è una capanna oggi? La domanda al centro del festival

Il concetto di capanna non è solo un’immagine poetica. È, invece, una categoria progettuale precisa. Il festival parte da qui per porre domande concrete: come costruire senza invadere? Come abitare i territori trasformati dal cambiamento climatico?

Le installazioni sono realizzate in legno, metallo o materiali di riuso. Nessuna struttura permanente. Tutto è pensato per essere leggero, reversibile, sostenibile. Ogni progetto porta con sé una risposta diversa alle stesse domande.


Le sei creazioni architettoniche in mostra nei giardini

Il Duomo Invertito – Bento Architecture

Lo studio brussellese Bento Architecture sovverte l’archetipo della cupola romana. La struttura è filiforme, sospesa, quasi impalpabile. I materiali sono legno e micelio, la parte vegetativa dei funghi. Il risultato è un’oasi di ombra che invita alla sosta. L’installazione è coprodotta dal Centre Wallonie-Bruxelles di Parigi e sarà presentata anche nel 2027.

Facciata – ECAL con Mutina

La scuola d’arte di Losanna ECAL ha collaborato con Mutina, azienda ceramica di Modena. Il progetto gioca sul trompe-l’œil: una singola parete diventa architettura. Motivi e variazioni cromatiche sfidano il confine tra superficie e profondità. Il designer Ronan Bouroullec ha selezionato e accompagnato il progetto.

Creetopia – Fondazione Huttopia

La Fondation Huttopia di Lione porta a Roma un prototipo ispirato ai saperi tradizionali dei Cree, popolo indigeno del Grande Nord canadese. Alta tecnicità e rispetto delle pratiche ancestrali convivono in una struttura pensata per climi estremi. Un esempio concreto di architettura vernacolare applicata al design contemporaneo.


La Nuit des Cabanes: il 25 giugno la grande festa di mezza estate

Il momento più atteso è il 25 giugno. La Nuit des Cabanes – Habiter Demain anima i giardini per una serata intera. In programma: proiezioni, performance, laboratori, incontri e concerti. Partecipano architetti, artisti e scienziati invitati dall’Accademia.

La sezione Habiter Demain è realizzata in collaborazione con BNP Paribas. Il tema è esplicito: come immaginiamo gli spazi abitativi del futuro? Non è una domanda astratta. È, piuttosto, una risposta urgente alle trasformazioni in corso.


Una libreria effimera e un calendario multidisciplinare

Oltre alle capanne, il festival propone una libreria effimera progettata con la Librairie 7L. I visitatori possono sfogliare libri di architettura, design e paesaggio nel verde dei giardini. Un presidio culturale temporaneo, coerente con lo spirito del festival.

Il calendario di eventi accompagna tutta la durata della rassegna. Incontri, workshop e appuntamenti si susseguono per quattro mesi. Villa Medici diventa così un punto di riferimento per chiunque segua il dibattito sull’architettura contemporanea.

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