A pochi giorni dall’anniversario della morte di Franco Califano, avvenuta il 30 marzo 2013, la televisione lo ricorda con un documentario dedicato. “Tutto in un tempo piccolo” va in onda oggi, mercoledì 1° aprile, alle 17.40 su Rai 5. Il film ripercorre la vita e la carriera di uno degli artisti più amati della canzone italiana.
Un documentario che va oltre la biografia
Il progetto è coprodotto da Camaleo e Rai Documentari. La regia è firmata da Massimo Cinque e Roberto Cipullo. Non si tratta di una semplice raccolta di date e fatti. Al contrario, il documentario alterna racconto e interpretazione in modo continuo e originale.
Il giornalista Giuseppe Cruciani porta i suoi aneddoti personali. L’attrice Carolina Rey interpreta i testi di Califano. Il musicista Alberto Laurenti, storico amico del Califfo, accompagna il tutto. Infine, la voce narrante è quella di Francesco Montanari.
La casa museo di Ardea: il tempo si è fermato
Uno degli elementi più suggestivi del documentario è la Casa Museo di Ardea, dove Califano ha vissuto. Qui ogni oggetto racconta qualcosa di lui. Ci sono partiture e testi di canzoni, fotografie e copertine di dischi. Ci sono anche lettere e mobili che sembrano ancora in attesa del loro padrone.
Attraverso questi spazi, lo spettatore entra nel mondo privato di un artista complesso. Non solo il cantautore famoso, ma anche l’uomo con le sue contraddizioni.
Una vita tra eccessi, musica e grandi amori
La biografia di Califano è tutt’altro che lineare. Nasce con un’infanzia difficile, segnata dalla morte del padre. Cresce in collegio ad Amalfi, poi si trasferisce a Roma nel quartiere Trionfale. Quindi inizia una carriera ricca di successi, ma anche di cadute.
Per ben tre volte finisce in carcere, tra accuse e polemiche. Prima, però, è tra i protagonisti dei fotoromanzi della Mondadori. Nel frattempo, firma canzoni che diventano classici intramontabili: “Minuetto”, “La musica è finita”, “Tutto il resto è noia”.
La sua voce rauca è diventata il suo tratto più riconoscibile. Proprio quella raucedine, che poteva sembrare un limite, si è rivelata la sua fortuna.
Il “Califfo” e i grandi amori
Il soprannome “Califfo” gli è stato attribuito per la sua fama di latin lover. Un’etichetta che lui stesso non ha mai apprezzato del tutto. Tra i suoi amori più noti figurano Dominique Boschero e Mita Medici. Nomi che appartengono a un’epoca dello spettacolo italiano ormai lontana.
Oggi il documentario su Rai 5 offre l’occasione giusta per riscoprirlo. Non solo come cantautore, ma come figura umana e culturale di una generazione intera.
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