Fritz Lang torna al cinema: la rassegna che unisce espressionismo tedesco e noir americano

Fritz Lang al cinema: la rassegna di Cineteca Milano che non puoi perdere

La Cineteca Milano dedica una rassegna completa a Fritz Lang. L’evento si chiama Metropolis e il Fritz Lang americano. Si terrà al cinema Cineteca Milano Arlecchino dall’8 al 15 maggio 2026.

Al centro della programmazione ci sono i film americani del regista austriaco. Sono opere che hanno cambiato per sempre il cinema hollywoodiano. Inoltre, apre la rassegna la versione restaurata di Metropolis, capolavoro del cinema muto del 1926.


Chi era Fritz Lang: dal Vienna di fine Ottocento a Hollywood

Fritz Lang nasce a Vienna nel 1890. Prima di fare cinema, lavora come pittore e illustratore. È il produttore Erich Pommer a introdurlo nel mondo del cinema tedesco.

In Germania, Lang costruisce una filmografia straordinaria. Dirige Il dottor Mabuse nel 1922, poi I Nibelunghi nel 1924. Quindi arriva Metropolis nel 1926, ancora oggi considerato un punto di riferimento del cinema mondiale. Nel 1931 realizza M – Il mostro di Düsseldorf, uno dei film più potenti della storia del cinema.

Tuttavia, con l’ascesa del nazismo, Lang lascia la Germania. Si trasferisce prima in Francia, poi negli Stati Uniti nel 1935. Da quel momento la sua carriera cambia forma, ma non sostanza.


Il Fritz Lang americano: quando l’espressionismo incontra il noir

Negli Stati Uniti, Lang porta con sé uno stile inconfondibile. Ombre marcate, spazi claustrofobici, protagonisti intrappolati dal destino. Questi elementi diventano il cuore del cinema noir americano.

Tra i titoli più importanti del periodo americano ci sono Furia (1936), La donna del ritratto (1944) e Il grande caldo. In questi film Lang racconta giustizia, vendetta e corruzione. Mostra folle violente e istituzioni corrotte. È, in altri termini, un cinema che parla ancora oggi.

Il suo contributo è preciso: porta l’espressionismo tedesco dentro il poliziesco americano. Il risultato è uno stile nuovo, riconoscibile e influente.


I temi ricorrenti: destino, potere e crimine

Il cinema di Lang ruota attorno a pochi temi forti. Prima di tutto, il destino come forza ineluttabile. I personaggi sembrano sempre intrappolati in meccanismi più grandi di loro.

Poi c’è il rapporto tra individuo e società. In Metropolis, la città del futuro schiaccia gli operai come ingranaggi. La tecnologia non è progresso: è anche alienazione e controllo.

Il tema del crimine e della colpa attraversa tutta la sua filmografia. In M – Il mostro di Düsseldorf, Lang non racconta solo la caccia al colpevole. Mette sotto accusa l’intera società: polizia, stampa, malavita. Il confine tra legalità e crimine appare sottile e ambiguo.

Infine, c’è la questione della giustizia. In Furia, la folla che si fa giustizia da sola è cieca e distruttiva. È un’eco diretta dell’espressionismo tedesco e dell’esperienza europea degli anni Trenta.


Il programma: si parte con Metropolis in versione restaurata

La rassegna apre mercoledì 8 maggio alle ore 21.00. In programma c’è Metropolis nella sua edizione restaurata.

Il film è del 1926, girato in bianco e nero. Dura 147 minuti ed è muto, con sottotitoli in italiano. La proiezione sarà accompagnata da musica dal vivo a cura de I Sincopatici.

La storia è ambientata nell’anno 2026. Una metropoli-fabbrica divide i privilegiati dagli schiavi del sottosuolo. Al centro c’è un robot, sosia di Maria, e Freder, figlio del dittatore, innamorato di lei.

Un film che, a cento anni dalla sua uscita, parla ancora con forza al presente.

Autore

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*