Chi dice Lubitsch dice cinema e allora inaugurare le Giornate del Cinema Muto al Teatro Verdi di Pordenone con un film del grande regista tedesco vuol dire davvero partire nel migliore dei modi. Tanto più che l’edizione di quest’anno è la numero 40 ed è quella che riapre, seppur parzialmente, al pubblico in sala, dopo l’edizione dello scorso anno quasi interamente on line a causa della pandemia. Dunque Lady Windermere’s Fan (Il ventaglio di Lady Windermere), uno dei tanti capolavori di Lubitsch, presentato nel nuovissimo restauro del Museum of Modern Art di New York con musiche di Carl Davis è l’evento che sabato 2 ottobre, alle ore 21, dà ufficialmente il via alla settimana del festival (2-9 ottobre) che è diventato punto imprescindibile di riferimento a livello internazionale per storici e appassionati di cinema.Il tono della partitura musicale di Carl Davis per trio, violino, violoncello e pianoforte, evoca lo spirito vittoriano, fine Ottocento, del lavoro teatrale, quando a Londra proliferavano tanti piccoli ensemble di musicisti che arrangiavano liberamente arie d’opera, marce, ballate sentimentali e valzer.
Le proiezioni al Teatro Verdi di Pordenone iniziano già nel pomeriggio, alle 14.30, con i primi due film della retrospettiva dedicata alle sceneggiatrici americane. L’arte nuova che si stava affermando un secolo fa non poteva non essere arricchita dall’energia creativa delle donne che portavano il loro talento per la narrazione nel mondo del cinema. Molte provenivano dal giornalismo, dalla letteratura, dalla drammaturgia e la crescita vertiginosa dell’industria del cinema forniva ampie opportunità professionali. Dal teatro proveniva Grace Cunard, di cui viene presentato un programma con estratti della serie The Purple Mask, co-diretta con Francis Ford. Tra le molte sceneggiatrici la cui opera ha lasciato il segno sul cinema statunitense degli anni Dieci del secolo scorso, Grace Cunard è una delle poche ad aver interpretato i testi di cui era autrice ed è anche una delle poche di quel periodo ad aver scritto sceneggiature di serial. In The Purple Mask Cunard è una donna della buona società che si unisce ad una banda di ladri che rubano per aiutare i poveri: una specie di Robin Hood con mantello viola, mascherina e berretto che lascia sempre la sua sigla sul luogo del misfatto per evitare che vengano incolpati degli innocenti.
A seguire, alle 17.30, il primo programma del cinema coreano che dopo gli Oscar a Parasite e al suo regista Bong Joon-ho è al centro dell’attenzione, ma del cui periodo muto rimangono poche testimonianze. Sono quindi di grandissimo interesse i materiali che provengono dalla Cineteca di Seoul, tra cui le riprese del missionario tedesco Norbert Weber, e soprattutto i filmati di Elias Burton Holmes, viaggiatore e documentarista, inventore del termine “travelogue”, ricordato con una stella sull’Hollywood Boulevard, che riprese i funerali dell’ultimo imperatore coreano.
Il programma online, su MYmovies, si inaugura invece con Jokeren (Il Jolly) di Georg Jacoby, sontuoso dramma danese ambientato durante lo sfarzoso Carnevale di Nizza e con un cast internazionale. L’accompagnamento al pianoforte è di Stephen Horne.
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