Il fascicolo sanitario elettronico sarà protagonista oggi su Rainews 24. L’approfondimento andrà in onda nell’ambito di “Basta la Salute”, il programma dedicato a medicina e sanità.
Il debutto del fascicolo sanitario tra criticità e speranze
Da marzo il fascicolo sanitario elettronico diventa operativo a tutti gli effetti. Tuttavia, permangono numerose criticità che ne limitano l’efficacia. Se ne parlerà oggi, mercoledì 28 gennaio, alle 13.40 e alle 21.40 durante “Basta la Salute”, condotto da Gerardo D’Amico.
Il dato più preoccupante riguarda il consenso al trattamento dei dati. Infatti, meno della metà degli italiani (il 44%) ha dato l’autorizzazione. Di conseguenza, lo strumento risulta poco utile nelle emergenze sanitarie.
Le disparità regionali nel sistema digitale
Ombretta Papa, medico della Asl Roma 1 e membro della Commissione Digitale dell’Ordine dei Medici, evidenzia un problema cruciale. I medici del Pronto Soccorso potrebbero non accedere a informazioni essenziali sui pazienti. Pertanto, si troverebbero a operare senza conoscere terapie in corso, interventi precedenti o allergie.
Inoltre, emergono forti differenze territoriali. In Emilia Romagna il 92% dei cittadini ha dato il consenso. Anche il Veneto registra un ottimo 89%. Al contrario, in Campania si scende al 3% e in Calabria al 2%.
I limiti tecnici della piattaforma
Attualmente, ogni Regione dispone di una propria piattaforma. Questo comporta difficoltà operative significative. Infatti, bisogna aprire singolarmente ogni cartella per consultare esami, visite e terapie. Tale frammentazione riduce l’utilità immediata del sistema in caso di necessità.
Anche l’utilizzo pratico presenta differenze marcate. In Emilia Romagna il 64% dei cittadini usa il fascicolo per prenotare visite o pagare ticket. La Lombardia segue con il 53%. Tuttavia, in Sicilia l’utilizzo crolla al 2%. Per questo progetto il PNRR ha stanziato 1 miliardo e 300 milioni di euro.
Salumi e carni lavorate: il parere dell’Oms
Nel corso della trasmissione si affronterà anche la classificazione delle carni lavorate come cancerogeni certi. La Iarc, agenzia dell’Oms per la ricerca sul cancro, ha confermato l’inserimento nel Gruppo 1.
Laura Rossi, direttrice del Dipartimento Alimentazione dell’Istituto Superiore di Sanità, illustrerà i quattro profili di rischio. Un consumo elevato aumenta i tumori al colon e alla prostata. In Italia si consumano mediamente 16,5 chili di salumi a persona all’anno. Si tratta di quantità ben superiori a quelle raccomandate dalle linee guida.
Focus sulle patologie vascolari e la salute animale
Inoltre, la trasmissione si concentrerà sulle vasculopatie arteriose periferiche. Dopo i 65 anni ne soffre il 20% della popolazione con vari gradi di gravità. I sintomi includono gambe stanche, difficoltà nel camminare e zoppia.
Yamume Tshomba, direttore della scuola di specializzazione di Chirurgia vascolare al Gemelli, spiegherà le metodologie diagnostiche. L’ecocolordoppler permette di individuare la problematica. Successivamente, si può intervenire con terapie farmacologiche o chirurgiche mediante stent o bypass.
Infine, spazio alla pediatria con Mauro Calvani del San Camillo. Il medico chiarirà quando somministrare l’antipiretico in caso di febbre. Paolo Selleri, veterinario, offrirà consigli per la cura di cani e gatti anziani. Particolare attenzione alla prevenzione precoce per le razze predisposte a problemi cardiaci o displasia.
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