Il film del giorno: “La grande fuga”, il capolavoro bellico che non invecchia mai

Il film del giorno: "La grande fuga", il capolavoro bellico che non invecchia maiIl film che vi consigliamo oggi è La grande fuga, in onda su Rai Movie (canale 24 del digitale terrestre) alle 21.15.

Di cosa parla La grande fuga

Siamo durante la Seconda Guerra Mondiale. Un gruppo di prigionieri alleati si trova rinchiuso in un campo di prigionia tedesco considerato, almeno in teoria, assolutamente inespugnabile. I tedeschi lo hanno progettato per ospitare i prigionieri più pericolosi, quelli con la tendenza irrefrenabile a tentare la fuga. Una scelta che si rivelerà, paradossalmente, controproducente. Riunire in un unico luogo i migliori evasi del mondo significa mettere insieme le menti più brillanti e determinate dell’intero esercito alleato.

Da questo presupposto nasce uno dei piani di fuga più ambiziosi mai concepiti: scavare non uno, ma tre tunnel sotterranei, battezzati con i nomi di Tom, Dick e Harry. L’obiettivo è far evadere contemporaneamente oltre duecento uomini, colpendo al cuore il sistema di controllo nazista e costringendo il nemico a distogliere risorse preziose dal fronte.

Un cast leggendario

Parlare del cast di La grande fuga significa fare un viaggio nella storia del cinema americano. Steve McQueen regala una delle sue interpretazioni più iconiche nei panni del capitano Virgil Hilts, soprannominato “The Cooler King”. La sua figura solitaria e ribelle, con quella motocicletta che sfreccia verso la libertà, è diventata una delle immagini più celebri della storia del cinema. Non a caso, McQueen eseguì personalmente molte delle acrobazie in sella alla moto.

Al suo fianco troviamo un ensemble straordinario. James Garner interpreta il tenente Hendley, l’abile procacciatore del campo. James Coburn è il sergente australiano Sedgwick. Charles Bronson dà vita al tenente Danny Velinski, soprannominato “il talpone” per la sua abilità nello scavare i tunnel, nonostante soffra di claustrofobia. Infine, Donald Pleasence offre una performance toccante nei panni del tenente Blythe, un pilota che ha perso quasi completamente la vista.

La storia vera dietro il film

Non si tratta di una storia inventata. La grande fuga si basa su fatti realmente accaduti nel marzo del 1944, nel campo di prigionia di Stalag Luft III, situato nell’attuale Polonia. La fuga fu organizzata dal tenente colonnello Roger Bushell, un pilota sudafricano della Royal Air Force. Il film si ispira al libro omonimo scritto da Paul Brickhill, egli stesso prigioniero nel campo durante quegli anni.

Nella realtà, dei 76 uomini che riuscirono a evadere attraverso il tunnel Harry, soltanto 3 raggiunsero effettivamente la libertà. Gli altri furono catturati. Hitler, furioso per l’accaduto, ordinò l’esecuzione di 50 dei prigionieri ricatturati, in aperta violazione della Convenzione di Ginevra.

La regia di John Sturges

John Sturges era già un maestro del cinema d’avventura quando si mise al lavoro su questo progetto. Pochi anni prima aveva diretto I magnifici sette (1960), un altro film con un cast corale di grandissimo livello. Con La grande fuga, Sturges dimostra ancora una volta la sua capacità di gestire storie complesse, con molti personaggi, senza perdere mai il ritmo narrativo.

Il regista riesce nell’impresa non semplice di mantenere alta la tensione per tre ore intere. Alterna sapientemente i momenti di umorismo leggero, quasi da commedia, alle sequenze di angoscia e pericolo. Il risultato è un film che non stanca mai, capace di tenere incollato lo spettatore fino all’ultimo fotogramma.

La colonna sonora indimenticabile

Impossibile non citare la celebre marcia composta da Elmer Bernstein. Allegra, ritmica e irresistibilmente orecchiabile, quella melodia è entrata nell’immaginario collettivo in modo permanente. Chiunque l’abbia sentita almeno una volta difficilmente riesce a dimenticarla. È diventata, nel tempo, quasi un simbolo universale di avventura e spirito indomito.

Perché vederlo stasera

La grande fuga è uno di quei film che resistono magnificamente al passare del tempo. A oltre sessant’anni dalla sua uscita, conserva intatta la sua capacità di emozionare, intrattenere e far riflettere. Parla di coraggio collettivo, di solidarietà tra uomini in condizioni estreme, di quella scintilla di libertà che nessuna prigionia riesce davvero a spegnere.

Se non lo avete mai visto, stasera è l’occasione perfetta. Se lo conoscete già, sapete bene che rivedere McQueen su quella motocicletta non stanca mai.

Appuntamento su Rai Movie, canale 24 del digitale terrestre, alle 21.15.

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