Cento anni fa, un’impresa italiana cambiò per sempre la storia dell’esplorazione. Nel maggio del 1926, il dirigibile Norge sorvolò per la prima volta la regione polare artica. Era un vanto dell’aeronautica italiana, un risultato straordinario per l’epoca.
Un documento storico d’eccezione
Venerdì 10 aprile, alle 16.45, Rai Storia trasmette un documento raro e prezioso. Va in onda il programma “A cento anni dall’impresa del Norge 1926-2026”, curato da Clemente Volpini e diretto da Jessica Fedele.
Al centro del racconto c’è un’intervista d’archivio di grande valore. Nel 1960, il giornalista Gianni Bisiach incontrò in studio il generale Umberto Nobile, comandante del Norge. Bisiach ricostruì con lui l’intera impresa, passo dopo passo. Quella conversazione torna oggi sul piccolo schermo.
Chi era Umberto Nobile
Umberto Nobile fu uno dei protagonisti assoluti dell’aeronautica italiana del Novecento. Progettò e comandò il Norge durante la spedizione del 1926. Insieme all’esploratore norvegese Roald Amundsen, guidò l’equipaggio attraverso i cieli artici. Fu il primo volo documentato sul Polo Nord.
Nobile rimase una figura controversa per tutta la vita. Tuttavia, il suo contributo alla storia dell’esplorazione è fuori discussione.
L’impresa del Norge, cento anni dopo
Il dirigibile Norge partì dalla Norvegia l’11 maggio 1926. Attraversò il Polo Nord e atterrò in Alaska dopo oltre 70 ore di volo. Era un’impresa senza precedenti, resa possibile dalla tecnologia italiana e dal coraggio dell’equipaggio.
Cento anni dopo, quella storia merita ancora di essere raccontata. E Rai Storia lo fa attraverso le parole dirette di chi quella storia l’ha vissuta in prima persona.
Perché vale la pena vederlo
Il programma non è soltanto un documento storico. È anche un esempio di come la televisione italiana sapesse fare giornalismo d’inchiesta e divulgazione. L’intervista di Bisiach ha un valore doppio: racconta l’impresa del Norge e testimonia un modo di fare televisione oggi quasi scomparso.
Inoltre, sentire la voce di Nobile parlare della propria avventura aggiunge una dimensione umana difficile da trovare nei libri di storia. È memoria viva, non solo archivio.
L’appuntamento è quindi per venerdì 10 aprile alle 16.45 su Rai Storia. Un’ora in compagnia di un pezzo di storia italiana che non dovrebbe essere dimenticato.
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