Un film racconta chi, nel 1550, mise in ordine i grandi maestri e cambiò per sempre il modo di guardare l’arte italiana
Il libro che cambiò tutto
Nel 1550 Giorgio Vasari manda in stampa le Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori. È una prima volta assoluta. Vasari mette in ordine i maestri, li giudica e ne disegna una genealogia. Così nasce, di fatto, la storia dell’arte. Nello stesso anno, cambia anche il volto di Firenze. Il Rinascimento diventa immagine. E l’artista diventa un uomo che parla ai principi.
Questa figura straordinaria è al centro del documentario «Giorgio Vasari. Vita e vite di un artista», diretto da Keti Riccardi. Il film va in onda lunedì 4 maggio alle 21.10 su Rai Storia, nell’ambito del ciclo Italia. Viaggio nella Bellezza.
Chi era Giorgio Vasari
Nato ad Arezzo nel 1511, Vasari lavora a Roma al servizio dei papi. Frequenta l’ambiente di Michelangelo e della corte Farnese. Tuttavia, è a Firenze, sotto Cosimo de’ Medici, che la sua visione trova la forma più compiuta.
Il documentario mostra due anime di Vasari. Da un lato, il grande organizzatore di immagini. Dall’altro, lo scrittore che raccoglie oltre 180 biografie e costruisce una storia fatta di epoche, svolte e confronti. Da Cimabue a Leonardo, da Raffaello a Michelangelo, l’arte smette di essere una semplice successione di opere. Diventa invece un canone e una battaglia di “maniere”.
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Vasari architetto: Firenze come teatro del potere
Questa visione dell’arte prende corpo anche nella pietra. A Palazzo Vecchio, Vasari trasforma l’antica sede della Repubblica nel teatro del ducato mediceo. Nella Sala dei Cinquecento innalza il soffitto e apre alle rappresentazioni di guerre e trionfi. Al centro mette Cosimo incoronato da Firenze, come un nuovo Augusto.
Non finisce qui. Vasari apre poi il cantiere degli Uffizi delle magistrature, segno di pietra nel cuore della città. Infine tende il celebre Corridoio Vasariano come una freccia sopra case, strade e Arno.
Il teorico del disegno e la prima Accademia d’arte della storia
Vasari è anche il teorico del disegno. Per lui, pittura, scultura e architettura hanno una matrice comune. Proprio su questa idea fonda, sotto gli auspici del vecchissimo Michelangelo, l’Accademia delle Arti del Disegno: la prima della storia.
È qui che l’artista cambia rango. Da uomo di bottega diventa intellettuale. Un intellettuale, però, che mette la sapienza nelle mani. E lo fa fino all’ultimo giorno.
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Un finale degno di un romanzo
Vasari ormai anziano si fa issare in un cesto pur di continuare ad affrescare la cupola di Santa Maria del Fiore. Muore nel 1574. L’impresa resta incompiuta. Ma ormai l’arte ha un posto nella storia — e lo deve soprattutto a lui.
Il documentario utilizza la lettura della sua opera scritta e le parole di storici dell’arte e studiosi. È quindi una visione consigliata sia agli appassionati sia a chi si avvicina per la prima volta a questa figura. Non mancate all’appuntamento di lunedì 4 maggio, alle 21.10 su Rai Storia.
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