Il piccolo grande uomo stasera su Rai Movie con Dustin Hoffman

Il piccolo grande uomo stasera su Rai Movie con Dustin HoffmanIl film propone una visione alternativa della conquista del West. Inoltre, racconta lo scontro tra invasori europei e nativi americani da una prospettiva inedita. Un punto di vista che anticipò di vent’anni quello di “Balla coi lupi”.

La trama del film

La storia prende avvio dalla testimonianza del vecchissimo Jack Crabb. Il protagonista ha 121 anni e racconta la sua vita straordinaria. Un giornalista lo intervista per conoscere dettagli sulla battaglia di Little Big Horn.

Jack venne catturato quando era ancora bambino. Crebbe quindi con i Cheyenne, apprendendo la loro cultura e i loro valori. Solo da adulto fece ritorno nel mondo dei bianchi.

Da quel momento divenne testimone e protagonista di eventi cruciali. Si trovò a vivere da entrambe le parti della frontiera. Quindi, assistette al tramonto della nazione indiana e all’avanzata della civiltà occidentale.

Un eroe diviso tra due mondi

Il personaggio di Jack Crabb incarna perfettamente questa dualità. Vive sospeso tra due culture profondamente diverse. Conosce intimamente sia il mondo dei nativi che quello dei bianchi.

Questa posizione gli permette di osservare con lucidità gli eventi. Allo stesso tempo, lo costringe a scelte laceranti e compromessi dolorosi. Il suo sguardo diventa così quello dello spettatore sulla Storia.

Il cast stellare

Dustin Hoffman interpreta magistralmente il protagonista. L’attore riesce a incarnare Jack Crabb in diverse fasi della vita. Dalla giovinezza alla vecchiaia estrema, la sua performance resta memorabile.

Nel cast figurano anche altri nomi prestigiosi del cinema americano. Faye Dunaway porta sullo schermo il suo carisma inconfondibile. Martin Balsam completa un ensemble di grande qualità.

La regia di Arthur Penn

Arthur Penn firma la regia di questo kolossal visionario. Il regista aveva già dimostrato il suo talento con “Bonnie e Clyde”. Con questo film anticipa temi che diventeranno centrali nel cinema successivo.

Penn costruisce un affresco epico della conquista del West. Tuttavia, lo fa ribaltando molti stereotipi consolidati del genere western. Il risultato è un’opera che unisce spettacolarità e riflessione storica.

Un racconto anticipatore

Il film uscì nelle sale nel 1970. Anticipò di vent’anni esatti “Balla coi lupi” di Kevin Costner. Entrambe le opere propongono una visione critica della colonizzazione americana.

La pellicola di Penn arrivò però in un momento storico particolare. Gli Stati Uniti erano coinvolti nella guerra del Vietnam. Molti critici lessero il film come un’allegoria di quel conflitto contemporaneo.

Oggi l’opera mantiene intatta la sua forza narrativa. Continua a interrogare lo spettatore sui temi della conquista e della convivenza. Un appuntamento da non perdere per gli appassionati di cinema d’autore.

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