Il premio Oscar Amenábar svela la storia mai raccontata del padre della letteratura moderna
Esiste una storia che nessuno ha mai raccontato. È quella di Miguel de Cervantes, l’autore di Don Chisciotte, prigioniero ad Algeri. Ora, finalmente, arriva al cinema.
Il prigioniero (El cautivo), scritto e diretto da Alejandro Amenábar, sbarca nelle sale italiane mercoledì 10 giugno, distribuito da Lucky Red. Il film ha già conquistato la Spagna, incassando oltre 5 milioni di euro al box office. Confermandosi, quindi, tra i titoli più visti del 2025.
Un cast internazionale da urlo
Il giovane Miguel de Cervantes è interpretato da Julio Peña, noto al grande pubblico per La casa di carta: Berlino. A dargli la caccia c’è Alessandro Borghi, nei panni del temuto Bey di Algeri. Un’accoppiata esplosiva, capace di tenere lo spettatore col fiato sospeso.
Borghi interpreta Hasán, tiranno enigmatico e crudele. Peña, invece, presta il volto a un Cervantes ventottenne, ferito e prigioniero. Dunque, due mondi opposti che, però, si incontrano in modo del tutto inaspettato.
Il film è una produzione internazionale tra Mod Producciones, Himenó Ptero, Misent Produzioni e Propaganda Italia, in collaborazione con Netflix, RTVE e Rai Cinema.
Algeri, 1575: la prigione che diede vita a un genio
Siamo nel 1575. Miguel de Cervantes è un soldato spagnolo catturato dai corsari ottomani. Una morte crudele lo attende, se nessuno pagherà il riscatto. Tuttavia, tra le mura della sua cella, accade qualcosa di straordinario.
Cervantes scopre il potere del racconto. Le sue storie, infatti, incantano i compagni di prigionia. Attirano, inoltre, l’attenzione di Hasán, il Bey di Algeri. Nasce così un legame segreto tra carceriere e prigioniero, fatto di fascino e pericolo.
Nel frattempo, le tensioni in città aumentano. I sospetti si moltiplicano. Eppure, Cervantes non smette di sperare. Elabora, quindi, un audace piano di fuga. Uno dei più coraggiosi della storia del cinema spagnolo contemporaneo.
Dal Toronto Film Festival a Torino: il film del momento
Il film ha avuto la sua anteprima mondiale al Toronto International Film Festival. Successivamente, è stato accolto al Torino Film Festival, dove Amenábar era presente in sala. La critica internazionale ne ha già parlato benissimo.
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H3: Perché vedere Il prigioniero al cinema
C’è una ragione in più per andare in sala. Amenábar è il regista di Mare dentro e Apri gli occhi, entrambi capolavori del cinema iberico. Con Il prigioniero, torna a un racconto profondamente umano. Una storia, cioè, di resistenza, creatività e sopravvivenza.
Il legame tra Cervantes e Hasán è il cuore pulsante del film. Non è solo un film storico. È, soprattutto, un racconto sull’arte come atto di ribellione. Sul potere delle parole contro la violenza del potere.
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IL PRIGIONIERO di Alejandro Amenábar con Julio Peña e Alessandro Borghi | Trailer ITA HD
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