Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 3

Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 3

Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 3I soliti ignoti

(da laRegione 29-03-2026)

Furto di 12 tonnellate di Kit Kat, oltre 400.000 barrette scomparse durante il trasporto; il camion è scomparso nell’Italia centrale e doveva distribuire il dolce carico attraverso l’Europa per concludere il viaggio in Polonia.

Pur apprezzando il gusto eccezionale dei criminali, resta il fatto che il furto di merci è un problema crescente per le aziende di tutte le dimensioni, ha affermato un portavoce della Nestlé, con una certa ironia, e la polizia afferma che le indagini sono in corso e ogni pista viene battuta.

Contrabbandieri che hanno diversificato il loro mercato dalle sigarette o pilloline, alle barrette di cioccolato? Sicuramente meno pericolose per la salute a parte carie e colesterolo. Che ci sia Willy Wonka dietro a questo colpo da maestro che entrerà di sicuro nella storia della criminalità dolciaria?

Io sospetto che ladri maldestri abbiano sbagliato obiettivo e invece di diamanti o pellicce di visone, si trovano adesso casse di dolciumi che avranno difficoltà a smerciare.

Era un colpo sicuro ma è finito come la pasta e ceci mangiata da Gassmann e Mastroianni.

Rubare è una cosa seria, al massimo questi possono andare a lavorare.

Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 3Il caffè degli ordini dimenticati

(dal Post)

No, non recensirò un romanzo giapponese dal titolo evocativo, di quelli che vanno molto di moda in libreria.

Parlerò di inclusività; il Giappone è uno dei paesi con la popolazione più vecchia del mondo e il problema è molto sentito dalla classe dirigente giapponese che pubblica ogni hanno un rapporto che individua le misure per includere un numero sempre crescente di anziani con le loro patologie. Alzheimer e Demenza sono tra le problematiche più comuni.

Nel 2025 è stato presentato il nuovo Quadro Generale delle misure in una società che invecchia, una sorta di piano quinquennale inclusivo per preparare un ambiente sociale in cui l’età non rappresenti un limite per la partecipazione alle attività sociali.

L’Orange Day di Sengawa, un ristorante aperto a pranzo e cena, rientra in queste misure. Il ristorante viene preso in gestione una volta al mese da Akiko Kanna che si occupa, appunto, del programma inclusione degli anziani affetti da malattie neuro-degenerative. Il servizio di sala è ovviamente lentissimo e le ordinazioni si confondono spesso, ma il sorriso non manca mai sul volto dei clienti e degli apprendisti camerieri. Se pensiamo alla nostra società che rifugge la vecchiaia, spesso la nasconde fisicamente con trattamenti estetici discutibili o usa i nonni come stato sociale, qui siamo in un altro mondo, un altro approccio.

Immaginiamo i camerieri a fine turno dire ai clienti: «Ci vediamo il mese prossimo, mi raccomando, non dimenticatelo eh!», mostrando un sorriso ironico contagioso.

No, non dimentichiamoli.

Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 3Un’edicola abbandonata a San Severo diventa un teatro

(Gazzetta del Mezzogiorno 29-03-2026)

Abbandonata da diversi anni, un’edicola di San Severo, comune in provincia di Foggia, diventa un teatro. Si chiama Teatro Edicolà ed è nato da un’iniziativa della compagnia teatrale Teatro Foyer 97 con il regista e direttore artistico Francesco Gravino.

Da venerdì 27 marzo a domenica 29 marzo l’edicola di via Tondi si è trasformata in uno spazio scenico intimo e intrigante, dove il pubblico può vivere esperienze teatrali a distanza molto ravvicinata. Le performance, con repliche ogni 15 minuti e solo 6 posti disponibili per ciascuna replica, si tengono dalle 11.00 alle 12.45 e dalle 18.00 alle 20.45. Undici sono gli attori che si alterneranno sul palco.

La nostra compagnia teatrale opera dal 1997 e ha sede a San Severo – spiega Gravino. Il prossimo anno compiremo 30 anni di attività. L’idea è nata in occasione della Giornata Mondiale del Teatro che si celebra il 27 marzo per avvicinare sempre più lo spettatore all’universo teatrale, abbattendo le distanze. Tra gli attori e gli spettatori sono separati da meno di un metro.

Ecco una notizia che mi riempie il cuore di gioia, la cultura può nascere dal basso e fertilizzare luoghi inaspettati.

Se in una vecchia pubblicità, appena rinnovata, una telefonata allunga la vita, credo che un piccolo spettacolo messo in scena in un luogo fuori dal comune – un’edicola dismessa – possa arricchire l’anima di una persona e sorprenderla: volete mettere il gusto di chiedere un Ibsen invece della Gazzetta dello Sport?

Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 3L’odio

(dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung)

No, qui non si parla di politica internazionale.

Non ne ho voglia e non ne ho gli strumenti, ma nonostante questa desideri essere una rubrica leggera vorrei mostrarvi una cosa che non avrei mai voluto vedere.

Itamar Ben-Gvir – Ministro della Sicurezza nazionale di Israele – che brinda a champagne dopo l’approvazione della pena di morte per terrorismo.

Solo se sei palestinese.

Questa non è politica.

Non è più umanità, è odio.

Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 3Non c’è due senza tre

(in tutti i giornali ed i bar italiani)

Il calcio è la cosa più importante tra le cose meno importanti

Questa frase di difficile attribuzione – Bill Shankly, Arrigo Sacchi, Eduardo Galeano? – rende perfettamente come mi sento e come si sente qualche milione di tifosi italiani, ormai rassegnati a vedere un altro Mondiale di calcio in televisione. Sì, non me ne vergogno, anche gli esuli o gli oppositori delle dittature sudamericane seguivano il calcio ed erano tifosi accesi.

Non farò analisi, richieste di dimissioni indignate che tanto sarebbe inutile. Il Sistema Calcio era una delle poche industrie che funzionava in Italia dagli anni ’80 in poi. Negli ultimi 20 anni l’ingordigia di procuratori e calciatori e scelte tecniche sciagurate hanno portato a un vero e proprio suicidio.

Quel piccolo dolore che l’appassionato sentirà dentro di sé per qualche giorno, in breve passerà. Ci sono cose leggermente più importanti come la Terza Guerra Mondiale a Pezzi – Papa Francesco – per nominare la prima che mi viene in mente.

Chiudo con una frase del grande scrittore e poeta uruguayano Eduardo Galeano che a chi gli chiese che cosa fosse per lui la felicità, rispose:

La felicità sono dei bambini che corrono dietro a un pallone.

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