Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 5

Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 5

 

Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 5Cambiamenti

(Europa Today 13/4/2026)

Sven Liebich sta facendo parlare molto di sé la Germania e non per il suo look un po’ YMCA alla Village People – in una cover band sarebbe wùnderbar – ma per il suo passato e soprattutto per il suo presente.

Sven Liebich era un militante in organizzazioni neonaziste, quindi odiava gli stranieri, era per l’avvento del Quarto Reich, legge e ordine e tutta la paccottiglia da Nazista dell’Illinois.

Sven afferma di essere cambiato, e non possiamo negarlo perché ora si chiama Marla Svenja, sì avete capito bene; vuole cambiare sesso e si fa chiamare con un nome femminile. Per metterci il carico da undici si è convertito all’ebraismo; quindi, è stato trasferito in un carcere femminile, mangia pasti kosher e dialoga spesso con un Rabbino per la sua conversione.

In Germania il dibattito si fa molto vivace ma non solo contro la scelta di Marla, bensì contro la legge sull’identità sessuale del 2024 che è sotto l’osservazione di magistrati, politici e gente comune e viene giudicata troppo superficiale per la facilità con cui permette il cambiamento di sesso, una questione che pone interrogativi seri e meriterebbe una riflessione più profonda

Il Commissario tedesco per l’antisemitismo (poi siamo noi italiani quelli dei poltronifici!) giudica la conversione del neonazista una presa in giro della religione ebraica e di tutte le fedi. Come sia riuscito a rimanere serio mentre lo diceva, mentre in Medioriente accadono cose atroci, deve essere un dono di cui solo i politici sono provvisti.

In tutto questo brusio, mormorio molto umano per la situazione bizzarra, qualcuno si sarà fatto quella domanda?

E se non fosse un trucco per ottenere condizioni carcerarie migliori, ma fosse sincero?

Questo, citando Stanis La Rochelle – Boris serie tv da recuperare – sarebbe molto italiano.

Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 5Attenti al lupo

(Da La Nazione 14/04)

Una signora di 69 anni è incappata in una brutta avventura nel centro di Seravezza; portando a spasso il suo cane si è trovata davanti un grosso esemplare di lupo che a zampe divaricate e orecchie dritte la osservava con i suoi occhi di ghiaccio.

La donna, comprensibilmente spaventata, strattona il suo cane e inizia a correre a perdifiato girandosi ogni tanto, vedendo il lupo inseguirla a passo tranquillo (?!?). Giunta a casa spaventatissima, il giorno dopo ricorre a cure mediche, un bell’elettrocardiogramma che non rivela nessun danno ma solo un grande spavento.

Spavento unito al dispiacere di essere presa in giro dai commenti sarcastici dei compaesani, soprattutto sui social, mentre lei voleva solo avvertirli del pericoloso animale che si aggirava nei dintorni.

Beh, noi toscani siamo un po’ così, con un forte senso dell’ironia, ma non cattivi, anche se in alcuni casi – ricordo un leggendario pediatra all’Isola d’Elba, che al primo incarico perse un piccolo paziente e fu battezzato Erode per tutta la vita – possiamo essere spietati.

Capito, Cappuccetto Rosso?

Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 5La Stangata indian style

(da Il Giornale 14/04)

Questa storia ricorda l’immortale capolavoro di George Roy Hill, La Stangata, con Paul Newman e Robert Redford; infatti, non riesco a non vedere in controluce i volti furbi dei due attori nei panni degli impostori indiani che hanno ideato questa messa in scena.

Ormai i truffatori inventano ogni mezzo per rubare, ma questi nello stato indiano del Gujarat sfiorarono il genio realizzando un finto casello autostradale che per più di un anno ha realizzato 75 milioni di rupie, al cambio quasi 700.000 euro.

La vicenda risale a un paio di anni fa e fu realizzata con tutti i crismi: un terreno abbandonato, il finto casello ricostruito perfettamente, il personale con le divise addetto ai pagamenti, i cartelli che deviavano sulla strada scelta per l’installazione, addirittura sconti sul pedaggio. Il fatto che un vero casello autostradale fosse lecitamente costruito lì vicino e i suoi ricavi crollassero rapidamente, mise le autorità in allerta e il giochino finì.

Leggendo la vicenda tornano subito alla memoria gli immortali scherzi del film Amici miei, la distruzione dei paesini era un classico, anche se in quel film l’elemento burlesco e giocoso era presente quasi per allontanare la morte e non per rubare vile denaro.

E scommetto che anche Alberto Sordi, nei panni del Sor Marchese Onofrio Del Grillo, leggendo questa notizia una risata se la sarà fatta.

Un casello autostradale finto? Che si inventa la gente.

E Albertone, la gente, il pubblico, gli italiani li conosceva bene.

Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 5La guerra civile in Uganda (Tra Scimpanzè)

(Da Il Post)

In Uganda, sulla collina del Parco nazionale di Kibale, vive da anni una comunità di scimpanzè chiamati Ngogo, sono studiati da anni e protagonisti anche di un documentario Netflix del 2023. Era il periodo in cui Big N produceva un documentario su qualsiasi cosa, tranne su di me che cucinavo il pollo coi peperoni, ma ormai ho perso il treno e il filo del discorso.

Ah, gli scimpanzè.

Ecco è scoppiata una guerra civile tra di loro, non per imitare noi umani in questo anno nefasto, loro vanno avanti da dieci anni. Le cause? Cibo, territorio, partner, gli alberi migliori e più ricchi di frutti, l’identitarismo tra le varie razze. La speranza degli scienziati è di trovare qualche legame tra lo scoppio della violenza di questi animali e la nostra razza umana, come se potesse essere possibile in futuro disinnescare un conflitto sul nascere.

Io sono estremamente pessimista. Se pure gli scimpanzè si fanno la guerra, magari tra vent’anni metteranno su anche qualche tipo di racket o di gioco d’azzardo. Siamo veramente Il Pianeta delle Scimmie.

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