Il sangue blu del granchio a ferro di cavallo ispira Hannah Levy al Museo Nivola

Un artropode marino sopravvissuto 450 milioni di anni diventa protagonista della prima personale italiana dell’artista americana. La mostra apre a Orani il 28 marzo 2026.


Un’apertura da non perdere in Sardegna

Il Museo Nivola di Orani inaugura sabato 28 marzo 2026 una mostra insolita. Si intitola Blue Blooded – Sangue blu ed è la prima personale italiana di Hannah Levy. La curatela è firmata da Giuliana Altea, Antonella Camarda e Luca Cheri.

Al centro di tutto c’è un animale marino poco conosciuto: il granchio a ferro di cavallo, detto anche limulo. Una creatura antica, quasi immutata dall’era Triassica. Il suo sangue è letteralmente blu.


Perché il sangue di questo animale vale oro

Il limulo non è solo un fossile vivente. Il suo sangue contiene una sostanza chiamata LAL, il Limulus Amebocyte Lysate. Questa sostanza rileva contaminazioni batteriche nei farmaci e nei vaccini.

Ogni anno migliaia di esemplari vengono catturati, dissanguati e rimessi in mare. Il processo è ancora indispensabile negli Stati Uniti. Nell’Unione Europea, invece, un sostituto sintetico è approvato dal 2020.

La pratica solleva interrogativi etici seri. Fino a dove possiamo sfruttare le specie da cui dipende la nostra salute?


Sculture tra natura e industria

Hannah Levy parte da questa domanda per costruire il suo universo scultoreo. Le sue opere combinano metallo lucidato, silicone e vetro traslucido. Le forme sono sinuose, organiche, a tratti inquietanti.

Un’installazione che occupa l’intera navata

L’opera centrale è una grande struttura in acciaio inox e silicone. Ricorda una tettoia leggera, sostenuta da gambe lunghe e sottili. La silhouette evoca insieme un rifugio balneare e uno scheletro fossilizzato.

Le proporzioni dialogano direttamente con lo spazio del museo. L’edificio è l’ex lavatoio di Orani, con tetto a capanna e travi a vista simili a costole.

Vetro, artigli e gusci capovolti

Altre sculture in vetro sono trattenute da artigli metallici appuntiti. Sembrano corpi sospesi tra il solido e il liquido. Il vetro conserva la memoria del momento in cui è stato fuso, poi bloccato dal peso dell’acciaio.

Una serie di gusci in alluminio riprende la forma esterna del limulo. Uno di questi è capovolto e riempito di vetro colato blu. Il risultato è una sorta di anatomia esposta, tra artigianato antico e immaginario preistorico.

Sulle pareti, invece, elementi a forma di chela tengono sfere di vetro soffiato blu. L’effetto è sensuale e lievemente perturbante allo stesso tempo.


Il legame con Costantino Nivola

Durante la ricerca, Levy ha scoperto un collegamento inaspettato con Costantino Nivola. Lo scultore sardo sperimentò la sua tecnica del sandcasting sulla spiaggia di Springs, a Long Island.

Lungo quella stessa costa, Levy ha raccolto i granchi a ferro di cavallo che ispirano la mostra. Una coincidenza che ha orientato l’intero progetto.

Come Nivola, anche Levy lavora sul confine tra scultura e architettura. Le sue opere non abitano lo spazio: lo trasformano.


Arte, etica e fragilità del vivente

Blue Blooded – Sangue blu non è una mostra sul mare o sugli animali. È una riflessione sui sistemi che tengono in piedi la vita contemporanea.

Levy appartiene a una genealogia che include Meret Oppenheim, Louise Bourgeois e Robert Gober. Come loro, fonde estetica industriale e immagini naturali. Il risultato mette a disagio, ma non smette di attrarre.

La mostra inaugura sabato 28 marzo 2026 alle ore 11:30 presso il Museo Nivola di Orani, in Sardegna.

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