La guerra e la propaganda: domani su Rai Radio3 se ne parla con Manlio Graziano

La guerra è tornata al centro del dibattito pubblico. Armi, riarmo, conflitti alle porte dell’Europa: le notizie si susseguono senza sosta. Eppure, proprio questa sovrabbondanza porta con sé un rischio sottile: la banalizzazione della guerra stessa.

Da un lato, l’escalation militare genera ansia diffusa. Dall’altro, le immagini di città distrutte e le dichiarazioni aggressive rischiano di produrre assuefazione. Ci si abitua, e nel farlo si smette di interrogarsi.


Come si costruisce il consenso alla guerra

I meccanismi di manipolazione psicologica sono antichi quanto i conflitti stessi. Eppure continuano a funzionare. La costruzione del nemico, l’illusione di essere sempre dalla parte giusta, le dinamiche identitarie, la paura: sono strumenti potenti. Questi meccanismi possono spingere intere società non solo ad accettare la guerra, ma addirittura a invocarla.

In questo contesto, anche le parole dei leader pesano. Di recente, il segretario generale della NATO Mark Rutte ha invitato i cittadini europei a prepararsi mentalmente a un possibile conflitto. Un’affermazione che non può passare inosservata.


Domani su Rai Radio3: il dibattito con Manlio Graziano

Di tutto questo si parlerà domani, giovedì 12 marzo, alle ore 11.00 su Rai Radio3. La conduttrice Anna Maria Giordano guiderà la conversazione con un ospite d’eccezione: Manlio Graziano, analista geopolitico e direttore dello Spykman Center for Geopolitical Analysis.

Graziano è anche autore del saggio Come si va in guerra. Propaganda, interessi, ideologie: cosa infiamma lo scontro tra potenze. Un libro che offre strumenti concreti per capire i meccanismi che portano alla guerra. Non solo le cause storiche o politiche, ma soprattutto quelle culturali e psicologiche.


Una domanda necessaria

In un clima di tensione crescente, porsi le domande giuste diventa essenziale. Come funziona la propaganda in tempo di guerra? Chi costruisce il nemico, e come? Perché è così difficile resistere alla narrativa del conflitto?

Queste non sono domande astratte. Sono, invece, strumenti per non lasciarsi travolgere. Capire i meccanismi della guerra significa, in fondo, difendersi da essa. L’appuntamento di domani su Rai Radio3 è quindi un’occasione da non perdere per chi vuole ragionare con lucidità su uno dei temi più urgenti del nostro tempo.

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