L’Archivio Geppetti apre le porte agli scatti dedicati alla Roma degli anni ’60/’70

L'Archivio Geppetti apre le porte agli scatti dedicati alla Roma degli anni ’60/’70E’ dedicata al rapporto tra cinema, passione e bellezza la mostra fotografica di Marcello Geppetti nell’ambito di Roma Fotografia 2020 EROS. L’evento, promosso dall’associazione Roma Fotografia, in collaborazione con Coopculture, Istituto Luce – Cinecittà, Stadio di Domiziano e il patrocinio della Regione Lazio e di Roma Capitale,  vuole indagare i contorni e le sfumature della forza straordinaria che muove il mondo: il Desiderio.

La prima sezione della mostra dal titolo FRA SOGNO E DESIDERIO, prevista dal 26 febbraio al 26 marzo a Contesta Rockair Testaccio, affronta il tema del desiderio in maniera trasversale e democratica, facendo rivivere episodi e sentimenti di un’epoca in cui Roma è stata teatro di numerose e fondamentali vicende legate al cinema, alla musica, alla politica, al costume.

Si tratta di un racconto che ripercorre quasi due decenni di storia italiana, dal 1963 alla fine degli anni Settanta. Sono anni di ribellione, forza, cambiamenti e svolte storiche; anni in cui finalmente tutti cominciano a desiderare, se non tutto, almeno qualcosa. Il filo conduttore è il racconto di un Paese – e di una generazione – che ha cambiato pelle, giorno dopo giorno. Si parte dal 1958, anno di rinascita e desideri. Gli orrori della guerra sembrano lontani e negli occhi dei ragazzi brilla una luce nuova. Roma ospita il più grande fenomeno di costume del Novecento, la Dolce Vita. Di lì a poco Federico Fellini lo trasformerà in uno dei film più osannati, discussi e celebrati di sempre.

L’ispirazione gli arriva da quel gruppo di ragazzi, di cui faceva parte anche Marcello Geppetti, che tutte le notti percorrono Via Veneto avanti e indietro alla ricerca di uno scoop. Per i Divi dell’epoca si annulla il confine tra vita privata e pubblica e sfuggire ai flash dei paparazzi diventa un’impresa impossibile. I loro amori, le avventure e i tradimenti non passano inosservati, così come tutte le novità del tempo in campo musicale, nella moda e fra le abitudini dei giovani.

La seconda sezione della mostra, dal titolo NON DESIDERIAMO TUTTO MA DESIDERIAMO TUTTI, è in programma dal 28 febbraio al 26 marzo allo spazio That’s Hall. La luce di tutti quei riflettori finisce per accecare i Sessanta. Dal ’62 in poi, infatti, l’entusiasmo gradualmente si trasforma e si accendono i tumulti nei cuori dei più giovani. Non basteranno le danze scatenate nel neonato Piper (1965) di Via Tagliamento a placarli.

Arriverà quel 1 marzo 1968, con i suoi scontri a Valle Giulia, a cambiare le carte in tavola e a relegare in secondo piano la leggerezza del periodo precedente.
Ciò che rimane immutato è il desiderio di cambiamento e di affermazione dei propri diritti, della libertà di pensiero ed espressione. Il percorso espositivo non segue un criterio cronologico. Le due sezioni della mostra si completano ma sono indipendenti. Le immagini sono accompagnate da testi che raccontano e arricchiscono il percorso.

Durante il periodo della mostra è possibile realizzare uno storytelling sulle più grandi storie d’amore degli anni Sessanta, una su tutte quella passionale e tormentata fra Liz Taylor e Richard Burton, nata proprio a Roma nel 1962 e resa pubblica attraverso uno scatto di Marcello Geppetti.

Marcello Geppetti (Rieti 1933-Roma 1998) è considerato uno dei più grandi fotografi italiani del Novecento. Davanti alla sua macchina fotografica i più grandi divi della Dolce Vita.  In quegli anni scatta due foto che faranno il giro del mondo: il bacio tra Liz Taylor e Richard Burton a Ischia, che segna l’inizio della relazione più chiacchierata della storia del cinema; Anita Ekberg che scaglia delle frecce contro i paparazzi. Nel 1966 diventa uno dei fondatori dell’AIRF (Associazione Italiana Reporters Fotografi). Terminata la stagione della Dolce Vita, prosegue con l’attività fotografica virando verso il fotoreportage: sono gli “anni di piombo”. Negli anni a venire il cinema lascia il testimone alla televisione e alla musica.

Il suo archivio conta circa un milione di negativi. Le sue fotografie hanno fatto il giro del mondo e sono comparse sulle pagine di “Time Magazine”, “Life”, “Vogue”. Il New York Times e il Newsweek lo hanno paragonato a Henri Cartier-Bresson e Weegee.

La mostra rientra nel calendario degli eventi di Roma Fotografia 2020 EROS: mostre, workshop, talk, laboratori didattici, dal 22 febbraio al 6 aprile in tutta la città.

Tutte le informazioni e gli orari delle iniziative sono disponibili sul sito www.roma-fotografia.it.

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