L’automobile è lo specchio degli italiani: torna il documentario che lo dimostrò

Non si può capire davvero gli italiani senza capire il loro rapporto con l’auto. Non è solo trasporto. È identità, status, carattere. È per questo che nel 1962 il regista Luciano Emmer e il giornalista Franco Bandini firmarono un’inchiesta destinata a diventare un documento storico fondamentale.

Il programma si intitola “Noi e l’automobile” e torna finalmente in televisione. Rai Cultura lo ripropone nell’ambito di RAInchieste con Giorgio Zanchini, in onda giovedì 26 febbraio alle 19.20 su Rai 5.

Sei puntate per raccontare un’Italia in corsa

L’inchiesta si sviluppa in sei episodi e nasce in piena motorizzazione di massa. Nel 1960, le auto in circolazione in Italia erano circa tre milioni: quasi dieci volte di più rispetto al 1950. Un italiano su venti possedeva un mezzo a quattro ruote.

Oggi quelle auto sono diventate 39 milioni. Eppure, già allora, gli italiani si lamentavano. Traffico, rumore, strade dissestate. I pedoni si sentivano già una minoranza assediata. Sorprendentemente attuale, no?

Non una guida all’auto, ma una guida agli automobilisti

Il punto di forza dell’inchiesta è proprio il suo approccio. Emmer e Bandini non volevano spiegare come funziona un motore. Volevano, invece, esplorare il volto segreto dell’automobilista italiano.

Dunque, l’indagine si concentra su aspetti psicologici e sociologici. Le manie, i vizi, le virtù. Le scelte d’acquisto. Gli accessori con cui ogni italiano personalizza la propria vettura per renderla unica. Un ritratto in presa diretta che, per molti versi, non ha perso nulla del suo smalto.

Dalla scuola guida al cimitero delle auto

Il racconto segue un percorso narrativo preciso e suggestivo. Si comincia dalla scuola guida, rito di passaggio obbligato per chi vuole conquistare la patente. Si prosegue con il momento dell’acquisto, carico di aspettative e desideri.

Poi arriva la fine. La sfasciacarrozze, meta ultima di ogni automobile. Una separazione malinconica, quasi sentimentale. Tuttavia, come ricorda l’inchiesta stessa, la tristezza dura poco. C’è sempre un nuovo modello in arrivo.

Un documento storico che parla ancora al presente

“Noi e l’automobile” è molto più di un documentario televisivo italiano degli anni Sessanta. È uno specchio sociologico capace di raccontare chi eravamo e, in fondo, chi siamo ancora.

La motorizzazione di massa ha cambiato l’Italia per sempre. Tuttavia, certi riflessi — il culto dell’auto, il traffico cronico, il rapporto quasi fisico con il proprio veicolo — sono rimasti intatti. Sessant’anni dopo, quegli automobilisti siamo ancora noi.

Appuntamento giovedì 26 febbraio alle 19.20 su Rai 5. Da non perdere.

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