Hossein Pishkar torna alla OSN Rai: Beethoven, Haydn e un giovane prodigio del pianoforte

Il direttore iraniano torna sul podio torinese dopo il debutto di gennaio. Con lui, un enfant prodige del pianoforte e due prime parti dell’orchestra. Un concerto imperdibile tra capolavori senza tempo.

Dopo il successo clamoroso del debutto di gennaio, Hossein Pishkar torna a Torino. Il direttore iraniano sale di nuovo sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. L’appuntamento è per giovedì 26 febbraio alle 20.30, in diretta su Radio 3. Il concerto sarà poi trasmesso alle 22.50 su Rai 5, dall’Auditorium “Arturo Toscanini”.

Il Triplo Concerto di Beethoven con un pianista prodigio

La prima parte della serata è già da sola un evento straordinario. Protagonisti sono Alessandro Milani, violino di spalla, e Luca Magariello, primo violoncello. Accanto a loro sale in scena Arsenii Moon, pianista classe 1999 al suo debutto con la compagine Rai.

Moon non è un nome qualunque. È infatti il vincitore del 64° Concorso Busoni e del prestigioso Premio Benedetti Michelangeli. Un talento già riconosciuto a livello internazionale.

Insieme, i tre interpreti eseguono il Triplo Concerto in do maggiore op. 56 di Ludwig van Beethoven. L’opera nacque tra il 1803 e il 1804, in un periodo di straordinaria creatività. Furono gli stessi anni dell’Eroica e di alcune tra le più celebri sonate per pianoforte.

Il violoncello, protagonista assoluto

Tra gli strumenti del Triplo Concerto, uno emerge su tutti: il violoncello. Molti critici sono convinti che Beethoven abbia scritto il concerto proprio attorno a questo strumento. Del resto, alla prima del 1808, il violoncellista Anton Kraft era l’unico vero virtuoso sul palco. Un dettaglio che racconta molto sull’anima profonda del pezzo.

Haydn chiude la serata con “La Sorpresa”

Nella seconda parte, Pishkar propone la celebre Sinfonia n. 94 in sol maggiore di Joseph Haydn, nota come “La Sorpresa”. È una delle dodici Sinfonie Londinesi, composte tra il 1791 e il 1795 durante i soggiorni inglesi del compositore.

Haydn arrivò a Londra dopo trent’anni di servizio a corte. Decise finalmente di intraprendere la carriera da artista libero. Il pubblico britannico lo accolse con entusiasmo travolgente. Lo aspettava un’orchestra di sessanta musicisti, tre volte più grande di quella a cui era abituato.

Una libertà ritrovata, un capolavoro nato

Quella dimensione orchestrale inedita fu per Haydn una vera rivelazione. La trasformò in uno strumento su misura per le sue ultime, straordinarie fatiche sinfoniche. La Sinfonia “La Sorpresa” è oggi uno dei simboli di quella stagione felice e irripetibile.

Il concerto è in diretta su Radio 3 giovedì 26 febbraio alle 20.30 e in replica su Rai 5 alle 22.50.

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