Due artisti, un palco, una ricerca sonora che rompe le regole. Gabriele Manca e Jonathan Chazan portano l’ascoltatore oltre i confini della percezione.
Quando la musica vive solo nel presente
C’è un momento preciso in cui la musica smette di essere analisi e diventa esperienza. È lì che lavora Gabriele Manca. Il suo approccio compositivo e performativo invita a lasciar perdere le aspettative. Niente calcoli, niente proiezioni verso il futuro. Solo il suono, adesso.
Manca spinge interprete e pubblico a vivere il momento in modo diretto. La musica, nella sua visione, non si misura con standard prefissati. Si realizza nel presente, in una dinamica aperta tra suono, spazio e persone. È un invito raro, quasi radicale: smettere di aspettarsi qualcosa e iniziare ad ascoltare davvero.
Questo approccio trasforma ogni concerto in un evento unico e irripetibile. Il contesto entra nella musica. Il pubblico non assiste: partecipa.
Jonathan Chazan e la scienza del sassofono
Dall’altra parte del palco c’è Jonathan Chazan, ricercatore dottorando nel programma docARTES presso l’Orpheus Instituut e l’Università di Anversa. Il suo lavoro è preciso, quasi scientifico.
Chazan ha sviluppato una metodologia originale per l’uso del sassofono e degli strumenti a fiato. In particolare, ha semplificato l’accesso alle cosiddette tecniche estese. Queste tecniche, spesso considerate ostiche e sperimentali, diventano con lui strumenti accessibili e comprensibili.
La sua ricerca parte dall’acustica profonda dello strumento. Nata da collaborazioni artistiche sul campo, questa indagine ha trasformato approcci avant-garde in un linguaggio musicale strutturato. Il risultato è straordinario: l’esplorazione sonora diventa metodo, e il metodo diventa musica.
Per chi vuole approfondire il mondo della ricerca musicale applicata alla performance, il lavoro di Chazan rappresenta un punto di riferimento imprescindibile.
Due percorsi, un’unica direzione
Manca e Chazan sembrano agli antipodi. Uno lavora sulla dissoluzione dell’analisi, l’altro sulla costruzione di un sistema. Eppure entrambi condividono un obiettivo comune: andare oltre i confini delle proprie discipline.
Entrambi hanno scelto di esplorare i sottostrati della musica contemporanea. Entrambi operano ai margini delle narrative consolidate. Ed è proprio in quei margini che si trova qualcosa di autentico.
Perché “Lo Trascinano Fuori dal Quadro”
Il titolo del concerto non è casuale. Essere trascinati fuori dal quadro significa uscire dalla cornice rassicurante del già noto. Significa accettare l’instabilità come condizione creativa.
Con questo progetto, Manca e Chazan propongono un’esperienza che va ben oltre il semplice concerto. È una riflessione sul fare musica oggi, sui suoi limiti e sulle sue possibilità. Un appuntamento che gli appassionati di musica sperimentale e contemporanea non possono permettersi di perdere.
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