Milano in guerra: il racconto della memoria cittadina in onda stasera

Milano in guerra: il racconto della memoria cittadina in onda staseraGina Galeotti non si ferma. La sua missione è chiara. Vuole raggiungere i partigiani ricoverati all’ospedale di Niguarda. È il 24 aprile 1945. Lei ha trentadue anni. Una raffica di mitra pone fine alla sua vita. Muore insieme al bambino che portava in grembo. Il piccolo sarebbe nato in un’Italia libera. Questa storia drammatica apre il documentario “Milano in guerra”. Il film è una produzione di Rai Cultura, firmata da Clemente Volpini. La trasmissione è prevista per stasera su Rai Storia.

Il racconto di una città segnata dal conflitto

Il documentario ripercorre gli anni del secondo conflitto mondiale a Milano. La città è Medaglia d’oro della Resistenza. Milano è il luogo dove il fascismo è nato. È anche il posto dove ha conosciuto la sua fine. Il programma analizza diversi momenti cruciali della storia cittadina. Vengono descritti gli scioperi operai del 1943. Si parla inoltre del ruolo delle donne nelle fabbriche di armamenti. Poi, il racconto si sposta sui bombardamenti devastanti. Un capitolo doloroso è la strage di Gorla. In quell’occasione, 184 bambini morirono sotto le bombe alleate. Il film non tralascia le torture e le rappresaglie subite dalla popolazione.

Immagini inedite e testimonianze dirette

La forza di questo lavoro risiede nel materiale visivo. Il documentario propone immagini storiche di cineoperatori amatoriali. Questi filmati sono conservati nelle più importanti cineteche italiane. Le immagini si alternano alle voci dei protagonisti. Partigiani, scrittori e testimoni oculari prendono la parola. Essi raccontano una Milano ferita nel profondo. Emergono le immagini delle macerie. Il Teatro alla Scala appare bombardato nelle riprese. Si vedono le carceri e gli ospedali. La clandestinità diventa una condizione quotidiana per molti cittadini. Le piazze cambiano volto nel tempo. Diventano luoghi carichi di paura e di memoria collettiva. La grande storia incontra così i destini individuali.

Il dolore di piazzale Loreto

Un momento centrale del documentario riguarda piazzale Loreto. Sergio Temolo è solo un bambino in quel periodo. Il 10 agosto 1944, suo padre Libero viene ucciso. È fucilato insieme ad altri 14 antifascisti. I loro corpi sono esposti in pubblico. Vengono oltraggiati in modo violento. Pochi mesi dopo, accade un altro fatto tragico. Nello stesso luogo viene appeso il corpo di Mussolini. Sergio ricorda bene quel momento. I soldati scelsero quel luogo come simbolo. Lì morì suo padre con gli altri martiri. Tuttavia, il suo amico Franco Loi offre una precisazione. Sergio non provava soddisfazione per la morte del dittatore. Anzi, chiese di andar via da quel luogo. Piazzale Loreto rimane per lui il punto più doloroso della città. Rappresenta il segno lacerante di una guerra che ha attraversato Milano.

Il documentario “Milano in guerra” rappresenta un documento necessario. Aiuta a comprendere il passato recente della città. La messa in onda è fissata per stasera alle ore 22.00 su Rai Storia.

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