Tre giorni, quattro padiglioni e oltre 3.000 tavoli di gioco gratuiti. Play – Festival del Gioco torna a Bologna per la sua 17ª edizione. L’appuntamento è dal 22 al 24 maggio a BolognaFiere.
Quest’anno, però, l’evento ha un’anima in più. L’edizione 2026 coincide con l’80° anniversario del diritto di voto alle donne in Italia. Dunque, il festival sceglie l’hashtag ufficiale #LaPLAY.
Perché Play è diventato un fenomeno culturale
Il gioco da tavolo analogico vive oggi una vera età dell’oro. In Italia sono stati lanciati oltre 800 nuovi titoli solo nell’ultimo anno. Inoltre, il mercato ha segnato una crescita a valore del +6% (dati Circana).
Non si tratta solo di intrattenimento, quindi. Il gioco è diventato un atto di connessione autentica. È una risposta concreta alla socialità sempre più mediata dagli schermi.
Play riflette questa trasformazione. Infatti, ospita anche istituzioni scientifiche di primissimo piano: dal CNR all’INAF, dall’INFN a sei atenei italiani tra cui l’Università di Bologna e quella di Torino.
Le ospiti internazionali: tre game designer da non perdere
Tory Brown e il gioco sul suffragio femminile
Figura di spicco dell’edizione è Tory Brown, attivista e game designer americana. Il suo gioco Votes for Women è già pluripremiato a livello internazionale. Racconta il movimento per il suffragio femminile negli USA dal 1848 al 1920.
La buona notizia? L’editore Devir ha annunciato la traduzione italiana del titolo nel corso del 2026. Un segnale importante per il mercato ludico nazionale.
Avery Alder: narrazioni collettive e identità non conformi
Da diciannove anni, Avery Alder progetta giochi che esplorano identità, relazioni e precarietà. Designer queer canadese, è nota per The Quiet Year. I suoi lavori decostruiscono l’eroe solitario a favore di una narrazione collettiva.
Banana Chan: folklore, orrore e Dungeons & Dragons
Banana Chan è fondatrice di Read/Write Memory. Ha contribuito a franchise iconici come Dungeons & Dragons. È premiata con gli ENnie Awards e i Dicebreaker. Il suo stile fonde meccaniche sperimentali con temi d’identità culturale.
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