“Playing chess keyboard”, sei pianisti e dodici brani del Novecento

Prodotto da Dodicilune, distribuito in Italia e all’estero da Ird e nei migliori store on line da Believe Digital, domenica 10 marzo esce “Playing chess keyboard”.

Nel disco, sei pianisti pugliesi di diverse generazioni, diverse visioni, alcune prossime tra loro, altre diametralmente opposte, si confrontano con dodici brani (due a testa) di composit ori e musicisti del ‘900.

Al piano si alternano Domenico Cartago (Between Moons di John Taylor e Infant Eyes di Wayne Shorter), Gianni Lenoci (Bag’s Groove di Milt Jackson e And Now, The Queen di Carla Bley), Eugenio Macchia (If I Should Lose you di Ralph Rainger e Pinocchio di Wayne Shorter), Bruno Montrone (Caminhos Cruzados di Antonio Carlos Jobim e Freight Trane di Tommy Flanagan), Mirko Signorile (How Far You Can Fly di Luca Flores e Round Midnight di Thelonious Monk) e Danilo Tarso (Evidence di Thelonious Monk e Celeste di Ralph Towner).

Il disco sarà presentato ufficialmente nel giorno dell’uscita (domenica 10 marzo – ore 20 – ingresso 10 euro) al Teatro Forma di Bari, nell’ambito della rassegna “Nel gioco del jazz” diretta da Roberto Ottaviano. Il concerto – con la voce recitante di Rocco Capri Chiumarulo – sarà aperto dall’esibizione dell’Elektroacoustic Duo – composto da Nicolò Petrafesa (piano) e Michele Ciccimara (batteria) – e dalla presentazione del volume “La nostra Caro-Kann” di Donato Romito e Massimo Nunnari.

“Ad un attraversamento trasversale nell’ascolto si materializza un paesaggio immaginario in cui ogni tocco, ogni frase, ogni cluster prende magicamente il suo posto”, sottolinea nelle note di presentazione il sassofonista e compositore Roberto Ottaviano. “Come in un quadro di Dalì, in un disegno di Escher, in una scacchiera su cui ogni pezzo ha da giocare una mossa essenziale a tutto il gioco. La cronologia dei brani suonati (quasi una metafora di una partita), percorre una traccia a volte sospesa a volte repentina, tra il bianco ed il nero, due opposti apparenti che in realtà, tra loro, “si contengono”. E così mentre lo sguardo volge alla sinuosità di un Alfiere, del Cavallo, della Regina o alla spigolosità di una Torre o del Re, l’orecchio compone un quadro attraverso il canto lirico di Signorile e Cartago, le evoluzioni bop di Montrone e Macchia fino alle costanti ed imprevedibili sorprese cromatiche di Tarso e Lenoci, ed il Jazz è lo Scacco Matto”.

L’etichetta Dodicilune, fondata e guidata da Gabriele Rampino (direttore artistico) e Maurizio Bizzochetti (label manager) è attiva dal 1996 e dispone di un catalogo di oltre 250 produzioni di artisti italiani e stranieri. Distribuiti nei negozi in Italia e all’estero da IRD, i dischi Dodicilune possono essere acquistati anche online, ascoltati e scaricati su una cinquantina tra le maggiori piattaforme del mondo grazie a Believe Digital.

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