Scandalo a Hollywood (Newton Compton Editori, 2025, pgg 536, € 9,90) è l’ultimo, attesissimo, e vendutissimo romanzo di Felicia Kingsley. Sebbene il DNA dell’opera contenga innegabili elementi romance – la tensione tra i co-protagonisti e le sottotrame sentimentali che orbitano loro intorno – liquidarlo semplicemente come un libro rosa sarebbe sbrigativo e, in ultima analisi, ingiusto.
Ciò che rende questo titolo un esempio riuscito di ibridazione di generi è la sua capacità di muoversi dal glamour dei red carpet fino ai corridoi dei palazzi del potere. La componente relazionale resta il motore emotivo, ma l’amore (condito da pillole di passione decisamente esplosive) non sboccia nel vuoto, esso si intreccia a doppio filo con il pericolo e un mistero da risolvere. La struttura portante è quella del giornalismo investigativo, con una scansione che segue il ritmo classico dell’inchiesta, con tanto di raccolta prove, interviste che somigliano a interrogatori, e minacce all’incolumità dei protagonisti che tengono il lettore con il fiato sospeso.
Il focus si sposta continuamente dal chi si innamora di chi al come scopriranno la verità. Quando l’industria farmaceutica e la politica fanno irruzione nella trama, il gossip vira verso la corruzione sistemica, tingendo il racconto di denuncia sociale, pur senza mai smarrire quel tono leggero e brillante che è la firma dell’autrice. Se dovessimo stendere una scheda tecnica, potremmo definirlo un Contemporary Romance a tinte Investigative Thriller, in cui il taccuino del giornalista sostituisce la pistola, mantenendo intatta la tensione narrativa durante tutta la lettura.
Un dettaglio stilistico interessante riguarda la gestione dei capitoli. Ciascun capitolo è contrassegnato da un’icona grafica che identifica il narratore di turno: un PC per Hayden, e un taccuino per Sofia. Le voci dei due protagonisti si alternano raccontando i fatti in soggettiva. Ciò non soltanto movimenta la lettura, ma permette di costruire la storia in modo dinamico, intrecciando i due distinti punti di vista dei protagonisti, e offrendo prospettive diverse che si integrano senza sovrapporsi.
Questa scelta tecnica risulta efficace anche nel trattare temi complessi o scivolosi senza mai scadere nel didascalismo o nel giudizio morale. Scandalo a Hollywood è una lettura leggera ma non superficiale, capace di oscillare tra la perfezione patinata di un mondo ideale, e le rugosità del mondo reale. La Kingsley rompe le convenzioni proprio laddove sembra indugiare sui luoghi comuni – come l’amore a prima vista o il determinismo sociale – mostrando invece rapporti umani sfilacciati, ostacolati dalle sovrastrutture contemporanee. Al centro resta il potere dell’individuo, la capacità di scegliersi e di salvarsi, scardinando le regole di un carosello sociale spesso spietato.
Scandalo a Hollywood è un congegno narrativo più complesso di quanto la copertina lasci intendere. I dialoghi sono veri e propri ritratti psicologici e sociali. Classi, etica e destino vengono affrontati con pennellate vivaci, offrendo scorci che buttano un occhio al passato ma anche a scenari futuribili. È un libro multisfaccettato che meriterebbe una platea non esclusivamente femminile, tentando – con successo – di essere neutro rispetto anche ai condizionamenti di genere.
A questo proposito, è d’obbligo una riflessione sul packaging editoriale. La scelta di una copertina dai toni marcatamente gendered assolve sicuramente al compito di richiamare un pubblico femminile fidelizzato (e non), ma rischia di funzionare come un cartello di divieto d’accesso per i lettori uomini. Relegare un’opera così trasversale a una nicchia estetica è un peccato: un’eleganza più neutra avrebbe permesso al libro di posizionarsi su uno scaffale indifferenziato che, per struttura e contenuti, meriterebbe appieno.
Circa l’autrice (molto social) Felicia Kingsley, è possibile immergersi nel suo mondo visitando il curatissimo sito web. Pseudonimo di Serena Antioli, essa concilia la scrittura con la professione di architetto. E la sua opera ne risente positivamente: il romanzo possiede una sua precisione strutturale, un’architettura narrativa dove nulla è lasciato al caso. È come un edificio che si definisce piano dopo piano, e sebbene l’intuizione finale sia chiara, i dettagli e le rifiniture che lo definiranno restano imprevedibili fino all’ultimo colpo dalla penna dell’autrice-architetto.
Scandalo a Hollywood è un libro equilibrato che offre un salvagente di leggerezza anche quando tocca le imperfezioni del mondo. Una lettura terapeutica da assumere all’occorrenza come antidoto alla pesantezza. È un invito alla scoperta, rivolto soprattutto a chi, davanti a una copertina del genere, non si accosterebbe mai. Del resto, la letteratura, è in fondo un gioco di specchi, e osservare un mondo apparentemente lontano dal nostro può essere il modo migliore per capire chi siamo davvero. Ed è proprio questo che Hayden e Sofia (con la F) ci insegnano con ironia e determinazione.
Un’ultima curiosità: come di consueto prima dell’indice finale troverete una playlist delle canzoni che hanno accompagnato l’autrice nella stesura del libro; quindi, se volete trasformare la lettura in un’esperienza multisensoriale, la colonna sonora è già pronta. Buona degustazione…
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