Recensione: Giallo plasma – Ogni vita è sacra

Recensione: Giallo plasma - Ogni vita è sacraGiallo Plasma
Una storia di coraggio e speranza al tempo del COVID
di Massimo Franchini
Graus Edizioni

Il titolo di questo libro di Massimo Franchini richiama i romanzi di genere poliziesco e, pur non essendo un romanzo ma il resoconto di fatti realmente accaduti, ne ha il fascino e “si legge tutto d’un fiato“, come afferma il dirigente sanitario dott. Enrico Burato nella lettera in cui incita l’autore a dare alle stampe il manoscritto.

È come un romanzo anche perché descrive gli stati d’animo e la psicologia di coloro che hanno lottato contro il Covid, sia medici che pazienti, ed è un giallo perché le situazioni vengono chiarite via via, di pari passo con le scoperte scientifiche relative al virus e perché non si capisce come mai una cura a zero spese sia stata da alcuni contestata.

Protagonista di questo “giallo” è il dottor Giuseppe di Donno, colui che ha “lottato come un leone” per far conoscere e diffondere la plasmaterapia e cioè l’utilizzo degli anticorpi delle persone guarite dal COVID, da iniettare nei pazienti ai primi stadi della malattia.
L’autore rivela di aver scritto questo libro con l’intento di trasmettere al lettore il messaggio “fatto di amore verso i più fragili, di onestà, di trasparenza” del dottor Di Donno, che “ha dato la propria vita nel tentativo di curare, di salvare la vita ai malati di Covid-19” .

Da ogni singola pagina traspare il lato umano di Giuseppe, che in un’intervista spiega quale sia il compito del medico: “trasmettere calore umano, solidarietà, sicurezza e speranza ai pazienti, terrorizzati da quella situazione terribile e sconosciuta e dalla paura di morire”. Più volte viene ribadito quale sia stato il suo insegnamento durante la pandemia e quindi il suo testamento spirituale: “Anche se vi è una possibilità su mille di salvare un paziente con il plasma iperimmune, questa via deve essere ugualmente tentata. Perché ogni vita è sacra e va difesa fino all’ultimo respiro”.

Fra le molteplici iniziative da parte delle associazioni di volontariato per promuovere la donazione del plasma iperimmune, Massimo Franchini menziona il concorso di poesia “Come due calzini spaiati: il plasma che salva” e inserisce nel libro le poesie classificate ai primi tre posti, affermando che quelle poesie lo “hanno molto emozionato perché in essi sono riportati i valori della donazione intesa come atto anonimo e volontario, un gesto di estrema solidarietà in cui la vita fluisce da una persona sana, il donatore, a una malata, il paziente”.

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