Roberta Giallo torna con “Mamma Com’è”: il singolo con un bidèt in testa che sfida tutto

Roberta Giallo torna con “Mamma Com’è”: il singolo con un bidèt in testa che sfida tutto

Un brano surreale, irriverente e concettuale. La cantautrice bolognese si dichiara “cugina di Duchamp” e inaugura una nuova era artistica.


Dal 1° maggio è disponibile “Mamma Com’è”, il nuovo singolo di Roberta Giallo. È un pezzo che non somiglia a niente di già sentito. Almeno nel panorama indipendente italiano.

La cantautrice marchigiana, di stanza a Bologna, è tornata. E lo ha fatto in grande stile. Ovvero, con un bidèt in testa sulla copertina.

Un manifesto più che una canzone

Roberta Giallo non si limita a pubblicare un singolo. Lei lancia un vero e proprio manifesto concettuale. Le sue parole non lasciano dubbi:

“Mamma Com’è è un brano non-soltanto-canzone. È un manifesto estetico che inaugura un’era di totale interconnessione tra musica e arti visive.”

Il brano, quindi, è solo il punto di partenza. Nei prossimi videoclip e nei suoi diari social, arriveranno opere visive collegate alle canzoni. L’obiettivo

 è estendere lo spettro percettivo di ogni progetto.

Insomma, Roberta Giallo abbatte i confini tra i linguaggi artistici. Lo fa con consapevolezza e con ironia.

Il dialogo tra madre e figlia che parla di noi

Al centro del brano c’è un dialogo surreale e transgenerazionale. Una figlia interroga la madre. Vuole capire il mondo. Vuole risposte sui meccanismi di un’epoca sempre più veloce, dove “i conti non tornano”.

Ma la madre non risponde. Getta la spugna. Dà la colpa a un gran mal di testa. Rimanda la figlia “a se stessa”.

È una metafora lucidissima. Roberta Giallo fotografa il caos contemporaneo amplificato dalla tecnologia. Lo fa, però, con leggerezza e ironia. Non con disperazione.

Duchamp, il bidèt e la corona maestosa

La chiave di lettura dell’intero brano è una domanda precisa: “Mamma, com’è che Duchamp vide l’arte in un bidèt?”

Roberta Giallo si dichiara apertamente “cugina di Duchamp”. E sceglie di mettersi in testa un bidèt sulla copertina. Lo descrive come “una corona maestosa” che

le dà “un’aria mitica e totemica”.

Non è una provocazione fine a sé stessa. È coerenza artistica. Duchamp trasformò un orinatoio in opera d’arte. Lei trasforma un accessorio domestico in simbolo concettuale.

Con una precisazione divertita: “So benissimo che quello di Duchamp era un orinatoio. Ma bidèt suonava molto meglio. E comunque, sempre di sanitari si tratta.”

Bologna, Dalla e gli Skiantos: le radici del brano

Il brano ha un’anima geografica precisa. Profuma di Bologna, città in cui Roberta Giallo ha messo radici. Una città colta, ma anche scanzonata. Seria, ma capace di fare arte anche “da una mutanda”.

I riferimenti sono dichiarati: Lucio Dalla e gli Skiantos. Due facce della stessa Bologna. Quella poetica e quella demenziale-ironica.

Questo brano, dunque, porta con sé tutta quella tradizione. La rielabora in chiave contemporanea e surreale.

Un universo artistico in espansione

Roberta Giallo non è solo cantautrice. È anche scrittrice, attrice e artista visiva. Ha collaborato con nomi come Lucio Dalla e Samuele Bersani. Ha ricevuto numerosi premi internazionali.

Di recente ha anche illustrato il libro Cantautori nelle scuole (Edizioni Pendragon). Ha disegnato la copertina e tutte le illustrazioni interne.

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