“Sbandate”: il concerto-teatro che racconta le ragazze dimenticate del franchismo

Una storia rimossa torna in scena a Roma

L’11 marzo, alle ore 20.30, la Sala Black dello Spazio Diamante ospita Sbandate. Lo spettacolo è una produzione Altra Scena con la regia di Loredana Scaramella.

Non si tratta di un classico monologo teatrale. È un concerto teatrale, un live set che unisce parola e musica dal vivo.

Al centro c’è una storia vera, o meglio: una storia rimossa. Quella delle ragazze rinchiuse nei riformatori franchisti. Alcune vi restarono fino alla metà degli anni Ottanta, in piena transizione democratica spagnola.


Paloma, una storia fittizia che rispecchia migliaia di vite reali

La protagonista si chiama Paloma. È una giovane donna in fuga dalla violenza domestica. Viene arrestata e internata.

La sua vicenda è fittizia, ma costruita su testimonianze reali. L’autrice del testo, Laila Ripoll, ha condotto una ricerca documentale approfondita. Ha raccolto studi, dossier e interviste a sopravvissute dei riformatori franchisti.

Ripoll, nata a Madrid nel 1964, è tra le voci più importanti del teatro spagnolo contemporaneo. Dal 2025 dirige la Compañía Nacional de Teatro Clásico. Il titolo originale dello spettacolo è Descarriadas. La traduzione italiana è di Veronica Orazi.


Rock, corpo, visione: la scena come campo di battaglia

In scena c’è Mimosa Campironi. Musicista, attrice e compositrice, suona voce, pianoforte e chitarra. Accanto a lei, il batterista Alessandro Luccioli.

Lo spettacolo è strutturato come una scaletta d’album. I quadri si susseguono come tracce musicali. Il suono è amplificato, il ritmo incalzante.

«Rock come energia e linguaggio. Corpo come presenza e atto performativo» spiega Campironi. La musica, quindi, non accompagna. Costruisce l’architettura dell’azione.

La partitura sonora intreccia brani originali e rielaborazioni degli anni ’80. Si va da Patti Smith all’eco di Naranjito, mascotte dei Mondiali di Spagna ’82.


Un progetto nato con l’Università Roma Tre

Sbandate nasce in sinergia con il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere dell’Università Roma Tre. Il progetto unisce ricerca storica e linguaggio scenico contemporaneo.

La regia di Loredana Scaramella guida l’opera con precisione. Le animazioni sono di Giulia Oddi. I video e l’aiuto regia sono di Mattia Ranaldo. I costumi portano la firma di Giulio Benvenuti.


Dopo lo spettacolo: un talk su libertà e autodeterminazione

Al termine della rappresentazione è previsto un incontro aperto al pubblico. Partecipano la psicologa Rosalba Taddeini dell’Associazione Differenza Donna e il Professor Simone Trecca (Università Roma Tre).

Il confronto ruota attorno a un tema preciso. Il divario tra libertà riconosciuta e libertà vissuta nel corpo. Tra autodeterminazione dichiarata e esperienza reale.


Memoria viva, non monumento

Sbandate non schiaccia lo spettatore sotto il peso della storia. Al contrario, lo attraversa. La memoria, qui, non è un monumento. È materia viva.

Lo spettacolo interroga il presente. Parla di diritti fragili, di corpi controllati, di maternità negate. Lo fa con il linguaggio diretto del rock e del teatro fisico.

Mimosa Campironi si è formata al Conservatorio G. Verdi di Milano e al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Ha già pubblicato due album. È vincitrice del Premio della Critica a Musicultura e del Premio SIAE per la Miglior Musica. A teatro, tra gli altri lavori, è stata protagonista del Romeo e Giulietta diretto da Gigi Proietti.

In Sbandate, la sua presenza è totale. Canta, suona e narra in un’unica performance multidisciplinare.

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