“Sedendo E Mirando Festival” a Macerata, Fabriano e Ascoli Piceno

Dopo la felice esperienza come Regione Ospite in occasione dell’ultima edizione del Salone, la Regione Marche e il Salone Internazionale del Libro di Torino intendono dare continuità a una collaborazione nata e cresciuta nei padiglioni del Lingotto, che aspira adesso a consolidarsi e allargarsi grazie a Sedendo e mirando, incontri, libri, autori e spettacoli per la platea delle Marche in un festival che coinvolge per il 2019 tre città: Macerata (22 novembre), Fabriano (23 novembre) e Ascoli Piceno (24 novembre), tutte e tre inserite nel cosiddetto “cratere del terremoto”.

L’ideazione e l’organizzazione del festival si devono al lavoro congiunto della Regione Marche, dell’AMAT, Associazione Marchigiana Attività Teatrali, e del Salone Internazionale del Libro di Torino progetto di Associazione Torino, la Città del libro e Fondazione Circolo dei lettori – che ha curato il programma culturale. L’iniziativa – promossa nell’ambito di Marche inVita. Lo spettacolo dal vivo per la rinascita dal sisma finanziato dal MiBACT – si inserisce nella ricca rassegna di appuntamenti che fa da preludio alla prossima edizione del Salone del Libro, attesa al Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2020.

La titolazione Sedendo e mirando rimanda immediatamente al celeberrimo verso de L’Infinito di Leopardi, il cui manoscritto compie 200 anni, e al noto dipinto di Tullio Pericoli ma, nell’isocolia dei due gerundi si racchiude probabilmente la miglior definizione possibile dello spirito e dello stile di vita marchigiano, e di una tradizione culturale che s’intende celebrare attraverso un festival che unisca la quiete, lo stato contemplativo alla capacità di ascolto, di riflessione e di azione. Un festival dunque che sappia scrutare a fondo l’orizzonte delle cose, il paesaggio anche umano, sapendolo però attraversare. Mirare è infatti guardare intensamente, con attenzione, anche con un sentimento di meraviglia, ma è anche puntare, mettere a fuoco un obiettivo, tendere l’animo verso una meta da raggiungere, dirigere la propria azione a uno scopo.

La particolarità della scelta dei teatri storici come sedi prevalenti del festival, un prezioso patrimonio culturale per la regione Marche, unico in Italia, imponeva quasi naturalmente una scelta di programmazione congeniale. Il programma risponde pertanto all’esigenza di valorizzare la peculiarità degli spazi ospitanti con la necessità di declinare al meglio, anche attraverso il dialogo fecondo con discipline espressive come il teatro, i temi dei libri e degli autori proposti.

Il festival prende avvio venerdì 22 novembre a Macerata, grazie alla collaborazione con Macerata racconta e al suo direttore Giorgio Pietrani. Al mattino, alle ore 10.30, il programma della giornata si apre con Capolavori, lecture show di Mauro Berruto dal suo libro Capolavori. Allenare, allenarsi, guardare altrove pubblicato da Add Editore per la regia di Roberto Tarasco. Quando si parla di capolavori, il primo pensiero va all’arte: pittura, scultura, architettura, cinema, teatro, musica o letteratura, ma che dire delle imprese sportive? Mauro Berruto, già allenatore della nazionale italiana di pallavolo che ha vinto, fra le altre, la medaglia bronzo ai Giochi Olimpici di Londra 2012 e allenatore della Lube Banca Marche Macerata nelle stagioni 2004-2005 e 2010-2011, conduce lo spettatore in un’indagine appassionata per scoprire come il gesto dell’allenare non sia esclusivo di chi entra in uno spogliatoio, ma pratica quotidiana per mettere insieme persone, trasformarle in squadre e orientarle verso l’obiettivo.

Si prosegue nel pomeriggio, alle ore 17.30, con la presentazione del libro Il coraggio e l’amore. Giustizia per Stefano: la nostra battaglia per arrivare alla verità (Rizzoli), di Ilaria Cucchi e Fabio Anselmo che, a dieci anni dalla morte di Stefano Cucchi a seguito di un pestaggio di tre carabinieri, ripercorrono la vicenda giudiziaria che ha segnato la storia recente italiana. A dialogare con i due autori è il direttore di Radio Tre Marino Sinibaldi.

Alle ore 21 la scena è per la versione recital dello spettacolo di Valter Malosti tratto da Se questo è un uomo di Primo Levi, una condensazione scenica curata dallo stesso Malosti e da Domenico Scarpa, prodotta dal TPE e dal Teatro Stabile di Torino. Tutti gli appuntamenti hanno luogo al Teatro Lauro Rossi.

Il festival prosegue sabato 23 novembre al Teatro Gentile di Fabriano, città creativa Unesco, alle 10.30, con Come un romanzo, uno spettacolo per ragazzi di Giorgio Scaramuzzino, prodotto dal Teatro Stabile di Genova, tratto dall’omonimo libro di Daniel Pennac edito da Feltrinelli. Nel pomeriggio, alle ore 17.30, Michela Murgia e Chiara Tagliaferri presentano Morgana (Mondadori), il loro libro di successo che racconta le storie di dieci donne controcorrente, strane e pericolose. Alle ore 21 conclude la giornata lo spettacolo di Adriano Giannini Lo straniero presentato in prima assoluta e tratto dall’omonimo romanzo di Albert Camus, un classico della letteratura contemporanea tradotto in quaranta lingue, da cui Luchino Visconti ha tratto nel 1967 l’omonimo film con Marcello Mastroianni.

A Fabriano ci sarà inoltre la possibilità di visitare la mostra La luce e i silenzi: Orazio Gentileschi e la pittura caravaggesca nelle Marche a cura di A.M. Ambrosini Massari e A. Delpriori nella vicina Pinacoteca B. Molajoli.

Il festival volge al termine domenica 24 novembre ad Ascoli Piceno. La giornata si apre alle ore 10.30 al Teatro dei Filarmonici con Chicchirichì, viva le fiabe sonore! una performance musicale per tutta la famiglia di Pier Mario Giovannone, accompagnato dal chitarrista Giovanni Parodi e dalla cantante Noemi Baldini, con le storie e le canzoni dei volumi illustrati Girotondo di elefanti, Piazza Pizza, Ciao ciao, caro Babbo Natale e il nuovissimo Gallo Galileo, tutti editi da Gallucci editore

A mezzogiorno appuntamento allo storico Caffé Meletti di Piazza del Popolo, per Osterie d’Italia. 30 anni di lavoro sul territorio, la presentazione dell’edizione 2020 della guida pubblicata da Slow Food Editore. Intervengono Eugenio Signoroni, curatore della guida, Antonio Attorre, coordinatore Regione Marche, e Salvatore Braccini, oste dell’Osteria del Castello di Arquata del Tronto. Al termine verrà offerto ai presenti un aperitivo.

Nel pomeriggio, alle ore 16, presso la Libreria Rinascita, Angelo Ferracuti presente il suo ultimo libro, La metà del cielo (Mondadori), in cui ripercorre la sua biografia e l’esperienza dolorosa della perdita della moglie.

Alle ore 18, di nuovo nel Teatro dei Filarmonici, Concita De Gregorio racconta In tempo di guerra (Einaudi), un romanzo di formazione ma anche cronaca famigliare e manifesto politico, un atto di accusa contro chi ha lasciato in eredità un futuro ostile.

Ad Ascoli Piceno si potrà inoltre visitare a Palazzo dei Capitani la mostra antologica di Tullio Pericoli Forme del paesaggio 1970-2018 a cura di Claudio Cerritelli.

Tutti gli appuntamenti di Sedendo e mirando sono gratuiti. Gli studenti delle scuole secondarie superiori marchigiane che parteciperanno agli incontri loro dedicati avranno diritto ad un biglietto ridotto in occasione della 33a edizione del Salone Internazionale del libro di Torino.

Informazioni: 071 2075880, amatmarche.net, regione.marche.it, marcheinvita.it.

22 NOVEMBRE

MACERATA

TEATRO LAURO ROSSI

ore 10.30

MAURO BERRUTO

CAPOLAVORI

lecture show

regia Roberto Tarasco

produzione Nidodiragno/CMC

il libro Capolavori. Allenare, allenarsi, guardare altrove di Mauro Berruto è pubblicato da Add Editore

Quando si parla di capolavori, il primo pensiero va all’arte: pittura, scultura, architettura, cinema, teatro, musica o letteratura, ma che dire delle imprese sportive? Mauro Berruto, già allenatore della nazionale italiana di pallavolo che ha vinto, fra le altre, la medaglia bronzo ai Giochi Olimpici di Londra 2012, ci conduce in un’indagine appassionata che ci farà scoprire come il gesto dell’allenare non sia esclusivo di chi entra in uno spogliatoio, ma pratica quotidiana per mettere insieme persone, trasformarle in squadre e orientarle verso l’obiettivo. Nel corso della serata Diego Armando Maradona palleggerà con Michelangelo, Jury Chechi sfiderà Yves Klein, Muhammad Ali e Kostantinos Kavafis comporranno poesie, perché atleti, artisti e poeti fanno parte della stessa squadra: uno spazio in cui ogni individuo può esprimere il proprio talento e costruire il proprio personale capolavoro.

Un viaggio pieno di emozioni verso quell’Itaca, meta di chi sogna di vincere una medaglia, di dipingere un’opera d’arte, conquistare una quota di mercato oppure, semplicemente, di poter dare il meglio di sé in ogni occasione.

Ecco alcune delle narrazioni, intrecciate con l’arte dello storytelling ed evocate da parole, immagini

e video d’epoca, letture, musiche:

Il meraviglioso affresco della Tomba del Tuffatore di Paestum, il più antico documento musicale giunto a noi dalla Grecia classica, l’epitaffio di Sicilo, insieme al Manuale dell’allenatore di Filostrato di Lemno, la più antica testimonianza di chi esercitava il gesto dell’allenare 2000 anni fa.

Muhammad Alì, genio che ci illumina con una sua brevissima poesia composta e recitata davanti ai laureandi di Harvard.

William Turner, un pittore che era il numero 1, ma che passò alla storia grazie a un insight e riuscì a capovolgere un paradigma.

Gli eroi di Hemingway e la loro “grace under pressure”.

Diego Armando Maradona e il goal più bello della storia del calcio.

Yves Klein, un blu che non c’era prima e che ci testimonia di come prendersi cura di un dettaglio possa essere un gesto politico.

Antoine de Saint-Exupery e la sua definizione di allenamento che ritroveremo nelle maglie arancioni dell’Olanda di Rinus Michels e Johan Cruijff per allineare il desiderio di ogni singolo componente della squadra, in modo da muoversi come uno stormo.

Jury Chechi, i 40 secondi che colmarono otto anni di desiderio, insieme allo struggente finale della maratona di Gabriela Andersen-Schiess ai Giochi di Los Angeles 1984, che rappresentano lo stesso sguardo delle opere di Lisippo, uno scultore che più di duemila anni fa riusciva a rappresentare nel bronzo o nella pietra la forza, la bellezza, la grazia e la dignità di un gesto.

L’Odissea, il romanzo del desiderio e della nostalgia che è lo stesso motore delle grandi imprese sportive o artistiche.

Kostantinos Kavafis e la sua poesia Itaca, quella che insegna la bellezza del viaggio e delle contaminazioni.

Queste e altre storie, che possono cambiare di replica in replica a seconda dei luoghi che ospitano la lecture, tesseranno la struttura narrativa capace di connettere e intrecciare forme diverse di arte, di record e di capolavori.

ore 17.30

ILARIA CUCCHI e FABIO ANSELMO

IL CORAGGIO E L’AMORE

GIUSTIZIA PER STEFANO: LA NOSTRA BATTAGLIA

PER ARRIVARE ALLA VERITÀ

in collaborazione con RIZZOLI

conduce MARINO SINIBALDI

direttore di RadioTre RAI

Dalle vive voci dei due protagonisti, il racconto mozzafiato in presa diretta del caso di cronaca che è già Storia d’Italia.

Ci sono voluti dieci anni per scoprire la verità sulla morte di Stefano Cucchi, avvenuta il 22 ottobre 2009 mentre era in stato di arresto per detenzione di stupefacenti. Stefano aveva 31 anni, era un ragazzo sano e frequentava la palestra: nulla poteva far pensare che fosse in pericolo di vita. Il suo decesso fu comunicato alla madre con inqualificabile insensibilità chiedendole di firmare l’autorizzazione all’autopsia. Da quel momento, alla famiglia disperata che esigeva una spiegazione furono date risposte inaccettabili: una caduta dalle scale, la conseguenza di un precedente stato di malattia… La sorella Ilaria non si è mai rassegnata a queste versioni di comodo e, sempre affiancata dall’avvocato Fabio Anselmo, ha intrapreso una battaglia giudiziaria che è già Storia d’Italia. Il coraggio e l’amore documenta ufficialmente questa battaglia, ponendosi come una pietra miliare. Ilaria e Fabio, compagni di lotta e oggi anche di vita, raccontano con le loro vive voci ogni singolo momento del durissimo percorso in cui si sono dovuti districare tra menzogne e depistaggi, trappole e ingiurie. Giorno dopo giorno, ora dopo ora, rievocano i fatti con estrema lucidità e rigore, ma allo stesso tempo restituendo al lettore tutte le emozioni dirompenti che hanno vissuto nella formidabile prova di tenacia e coraggio affrontata in questi lunghi anni. Solo l’incrollabile amore per Stefano, e per la Verità, hanno dato loro la forza per arrivare fino in fondo, rendendo l’Italia un Paese migliore e dimostrando che la Giustizia è davvero uguale per tutti. Grazie a Ilaria Cucchi – vera eroina del nostro tempo, così come l’ha raffigurata Jorit nel murale in copertina, con il volto segnato dal dolore eppure luminoso e fiero – possiamo sentirci più sicuri, e anche orgogliosi del nostro Stato

Dopo dieci anni di menzogne e depistaggi in quest’aula è entrata la verità raccontata dalla viva voce di chi era presente quel giorno. Sentivo il carabiniere Tedesco descrivere come è stato ucciso mio fratello e il mio sguardo cercava quello dei miei genitori che ascoltavano raccontare come è stato ucciso il loro figlio. È stato devastante, ma a questo punto quanto accaduto a Stefano non si potrà mai più negare. Ilaria Cucchi

ILARIA CUCCHI (Roma 1974) era una persona comune – mamma di due bambini, di professione amministratrice di condomini – fino al 22 ottobre 2009, giorno in cui suo fratello è morto mentre era nelle mani dello Stato. Da allora è diventata la “sorella di Stefano”, avendo intrapreso la battaglia giudiziaria che racconta in questo libro. Per Rizzoli ha pubblicato Vorrei dirti che non eri solo (con Giovanni Bianconi; 2010).

FABIO ANSELMO (Bologna 1957), avvocato, è stato fin dall’inizio il legale della famiglia Cucchi nei processi che sono seguiti alla morte di Stefano nel 2009. Specializzato in casi di abusi delle forze dell’ordine, negli anni ha assistito, fra gli altri, i familiari di Federico Aldrovandi, Riccardo Magherini e Denis Bergamini. Insignito del Premio Borsellino 2016 per la legalità e del Premio CILD Avvocato dell’anno 2017, ha pubblicato Federico (Fandango 2018).

ore 21

VALTER MALOSTI

SE QUESTO È UN UOMO

dall’opera di Primo Levi [pubblicata da Giulio Einaudi Editore]

condensazione scenica a cura di Domenico Scarpa e Valter Malosti

uno spettacolo di Valter Malosti

produzione Tpe – Teatro Piemonte Europa

Teatro Stabile di Torino –Teatro Nazionale

Teatro di Roma – Teatro Nazionale

progetto realizzato in collaborazione con

Centro Internazionale di studi Primo Levi

Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Primo Levi

Polo del ‘900 e Giulio Einaudi Editore

in occasione del 100° anniversario dalla nascita di Primo Levi [1919 – 1987]

La voce di Primo Levi è la voce che più di ogni altra ha saputo far parlare Auschwitz: la voce che da oltre settant’anni, con Se questo è un uomo, racconta ai lettori di tutto il mondo la verità sullo sterminio nazista. È una voce dal timbro inconfondibile, mite e salda: «considerate che questo è stato».

Oggi, nel centenario della nascita di Levi, il direttore di TPE – Teatro Piemonte Europa Valter Malosti firma la regia e l’interpretazione di Se questo è un uomo portando per la prima volta in scena direttamente la voce di questa irripetibile opera prima, che è il libro di avventure più atroce e più bello del ventesimo secolo: quella voce senza alcuna altra mediazione. Una voce che nella sua nudità sa restituire la babele del campo – i suoni, le minacce, gli ordini, il rumore della fabbrica di morte.

23 NOVEMBRE

FABRIANO

TEATRO GENTILE

ore 10.30

GIORGIO SCARAMUZZINO

COME UN ROMANZO

dal libro di Daniel Pennac

scritto, diretto e interpretato da Giorgio Scaramuzzino

produzione Teatro Nazionale di Genova

Perché leggere? Chi leggere? Dove leggere? A chi leggere?

Leggere sottovoce? Leggere in silenzio? Raccontare ciò che si è letto? Disprezzare un autore? Adorarne un altro? Maledire l’insegnante che ti costringe alla lettura o benedirlo, dieci anni dopo aver concluso la scuola per averti insegnato a sfogliare con piacere le pagine di un libro?

E cos’è un libro? Un libro può essere un universo o un abisso, un pieno o un vuoto, un obbligo o un dovere o – forse – un amore. C’è chi ama annusare le pagine di un libro appena acquistato, chi lo usa per riempire un vuoto imbarazzante nella libreria in salotto, chi fa le “orecchie” per tenere il segno, chi non presterebbe mai un libro neppure al suo migliore amico: piuttosto preferirebbe comprarglielo! Quanti mondi, quanti vizi, quante ossessioni rivela il lettore e quante paure, quanti pregiudizi, quante ragioni il non-lettore!

Tutto questo si può ritrovare nel divertente saggio di Daniel Pennac che, oltre ad essere uno degli autori più letti, non ha dimenticato di essere un insegnante e in Come un Romanzo (Feltrinelli) affronta dal punto di vista di scrittore e di educatore il problema di come si possano stimolare i giovani non tanto alla lettura in sé, quanto al piacere di essa, cercando di proporre i libri come complici, come amici attraverso i quali si ampliano i propri orizzonti e si costruiscono mondi inediti.

La conferenza/spettacolo che si propone è soprattutto un percorso teatrale nato a contatto diretto con i giovani lettori in modo particolare in relazione ad una lunga esperienza di promozione alla lettura seguita nelle Biblioteche modenesi. Attraverso il gioco, l’ironia e la diretta partecipazione degli spettatori ci vuole ricordare che … “Il piacere di leggere non è andato perduto. Si è solo un po’ smarrito. E lo si può ritrovare facilmente.”

GIORGIO SCARAMUZZINO è attore e regista. Dopo il diploma alla Scuola di recitazione del Teatro di Genova, nel 1986 entra a far parte della neonata Compagnia dell’Archivolto, diretta da Giorgio Gallione, all’interno della quale si occupa del Settore Scuola ed Educazione al Teatro. Unisce all’attività di regista e di attore quella di insegnante di Animazione teatrale presso l’Università di Genova. Tiene corsi di aggiornamento per docenti, educatori e bibliotecari. Numerose le pubblicazioni, dai testi di didattica teatrale ai racconti per bambini. Ha curato e scritto la prefazione dell’inedito di Gianni Rodari Libri d’oggi per ragazzi d’oggi (il melangolo, 2000). Tra gli scrittori che ispirano i suoi lavori teatrali spiccano Gianni Rodari, Stefano Benni, Ian Mc Ewan e Daniel Pennac, dal cui libro Come un romanzo ha tratto un adattamento molto apprezzato; ha inoltre sceneggiato per il teatro, in sinergia con Francesco Tullio Altan, le storie della Pimpa.

ore 17.30

MICHELA MURGIA e CHIARA TAGLIAFERRI

MORGANA

in collaborazione con MONDADORI

Controcorrente, strane, pericolose, esagerate, difficili da collocare. E rivoluzionarie. Sono le dieci donne raccontate in questo libro e battezzate da una madrina d’eccezione, la Morgana del ciclo arturiano, sorella potente e pericolosa del ben più rassicurante re dalla spada magica. Moana Pozzi, Santa Caterina, Grace Jones, le sorelle Brontë, Moira Orfei, Tonya Harding, Marina Abramovic, Shirley Temple, Vivienne Westwood, Zaha Hadid. Morgana non è un catalogo di donne esemplari; al contrario, sono streghe per le donne stesse, irriducibili anche agli schemi della donna emancipata e femminista che oggi, in piena affermazione del pink power, nessuno ha in fondo più timore a raccontare. Il nemico simbolico di questa antologia è la “sindrome di Ginger Rogers”, l’idea – sofisticatamente misogina – che le donne siano migliori in quanto tali e dunque, per stare sullo stesso palcoscenico degli uomini, debbano sapere fare tutto quello che fanno loro, ma all’indietro e sui tacchi a spillo. In una narrazione simile non c’è posto per la dimensione oscura, aggressiva, vendicativa, caotica ed egoistica che invece appartiene alle donne tanto quanto agli uomini. Le Morgane di questo libro sono efficaci ciascuna a suo modo nello smontare il pregiudizio della natura gentile e sacrificale del femminile. Le loro storie sono educative, non edificanti, disegnano parabole individuali più che percorsi collettivi, ma finiscono paradossalmente per spostare i margini del possibile anche per tutte le altre donne. Nelle pagine di questo libro è nascosta silenziosamente una speranza: ogni volta che la società ridefinisce i termini della libertà femminile, arriva una Morgana a spostarli ancora e ancora, finché il confine e l’orizzonte non saranno diventati la stessa cosa.

MICHELA MURGIA è nata a Cabras nel 1972. Scrittrice, ha seguito studi teologici ed è stata insegnante di religione, educatrice e animatrice nell’Azione Cattolica. Ha esordito con “Il mondo deve sapere” (Isbn 2006), diario tragicomico di un mese di lavoro che ha ispirato il film di Paolo Virzì “Tutta la vita davanti”. Per Einaudi ha pubblicato, tra gli altri: “Viaggio in Sardegna” (2008), il romanzo “Accabadora” (2009, Premio Campiello 2010), Ave Mary (2011) e L’incontro (2012). Dal 2011 è socia onoraria del Coordinamento Teologhe Italiane e collabora con molti periodici e quotidiani. Nel 2013 insieme a Loredana Lipperini ha scritto “L’ho uccisa perché l’amavo (falso!) (Laterza). I suoi libri sono tradotti in più di venti lingue. “Chirù” (Einaudi, 2015) è il suo ultimo romanzo. A giugno 2016 è uscito per Einaudi il saggio “Futuro interiore”, analisi della generazione degli anni Settanta. Ha una rubrica fissa su Donna Moderna e su Il Messaggero di Sant’Antonio. Ospite fissa al programma di Corrado Augias “Quante Storie” ha condotto, sempre per Rai 3, il programma Chakra. Nel 2017 ha esordito a Teatro con “Quasi Grazia” un testo di Marcello Fois, nel ruolo di Grazia Deledda. Nel 2018 pubblica L’inferno è una buona memoria. Visioni da «Le nebbie di Avalon» di Marion Zimmer Bradley (Marsilio) e Istruzioni per diventare fascisti (Einaudi).

CHIARA TAGLIAFERRI è nata a Piacenza. Ha lavorato a lungo come autrice di trasmissioni radiofoniche di successo per Radio2, dove si è occupata di cinema, musica e spettacolo. Ha collaborato con artisti come Malika Ayane, Virginia Raffaele, Giovanni Veronesi, Andrea Delogu, Asia Argento. Ha collaborato alla prima edizione del Festival “L’Eredità delle donne”, che si è svolta a Firenze a settembre del 2018, con Serena Dandini come direttrice artistica. Attualmente è una delle menti creative di Storielibere.fm, la più importante e innovativa piattaforma italiana di narrazioni audio on line. È autrice con Michela Murgia del progetto “Morgana, la casa delle donne fuori dagli schemi”, il podcast di Storielibere.fm, in cui vengono raccontate le storie di donne militanti, che hanno cambiato la storia, e anche un po’ il mondo, rendendolo un posto migliore. Il podcast è tra i più scaricati in Italia. È inoltre autrice con Melissa P. del podcast “Love stories”, sempre per Storielibere.fm.

ore 21

ADRIANO GIANNINI

LO STRANIERO

reading musicale tratto da Lo straniero di Camus

adattamento del testo a cura di Andrea Tavani ed Elena Marazzita

musiche a cura di Massimo Moriconi contrabbasso e basso elettrico

produzione e distribuzione esclusiva AidaStudio

Pubblicato nel 1942, Lo straniero è un classico della letteratura contemporanea: protagonista è Meursault, un modesto impiegato che vive ad Algeri in uno stato di indifferenza, di estraneità a se stesso e al mondo. Un giorno, dopo un litigio, inesplicabilmente uccide un arabo. Viene arrestato e si consegna, del tutto impassibile, alle inevitabili conseguenze del fatto – il processo e la condanna a morte – senza cercare giustificazioni, difese o menzogne. Rileggere Lo straniero di Albert Camus è una esperienza straniante: la domanda che affiora quasi a ogni pagina è se siamo in Algeria tre quarti di secolo fa, o oggi nelle nostre strade, nelle nostre case, nella nostra città. Il protagonista, Meursault, è un individuo che appare come tutti, un lavoro che gli occupa molto tempo e lo tedia, una casa, una madre in un ospizio, una vita affetta da abitudini che hanno trovato la pace in loro stesse. Nessun moto di ribellione, nessun guizzo di cambiamento, nessun interesse per il mondo, nessuna voglia di fuga in Meursault, ma una quieta accettazione dell’ordinarietà. Non solo, una continua ricerca di conferma di questa ordinarietà, non si può dire di certo un desiderio ma una tendenza piuttosto passiva a far sì che nulla cambi, e se qualcosa cambia che presto si riassesti una abitudine che garantisca apatia e indifferenza. Come scrisse Sartre in fin dei conti Meursault “è uno dei terribili innocenti”: è l’uomo che non vuole giustificarsi e per questo gli si preferisce l’idea che ci si fa di lui e non quello che lui è. E la società che emerge durante i processi e si rivela molto simile alla attuale quando si tratta di giudicare la persona che agisce secondo proprie spinte, per sostituirgli una apparenza fittizia creata con l’idea che gli altri hanno di lui. Meursault non è solamente straniero alla società ma anche a se stesso Nel 1957 Albert Camus vince il Nobel perché “La sua opera mette in luce i problemi presenti ai giorni nostri alla coscienza degli uomini”. I giorni nostri di allora si riflettono nei giorni nostri di oggi, nell’uomo di ieri un presente che è un passato a noi caro per chiederci dei perché. Un romanzo tradotto in quaranta lingue, da cui Luchino Visconti ha tratto nel 1967 l’omonimo film con Marcello Mastroianni.

24 NOVEMBRE

ASCOLI PICENO

TEATRO DEI FILARMONICI

ore 10.30

TEATRO DEI FILARMONICI

PIER MARIO GIOVANNONE

CHICCHIRICHÌ, VIVA LE FIABE SONORE!

in collaborazione con GALLUCCI EDITORE

performance musicale

dello scrittore e musicista Pier Mario Giovannone

Noemi Baldini voce

Giovanni Parodi chitarra

Preparatevi a un viaggio attraverso un mondo fantastico, pieno di fantasia, tra galli canterini, elefanti danzanti, magiche sirene, piazze che diventano pizze e renne scatenate che sfrecciano a tutto gas trainando la slitta di Babbo Natale. Pier Mario Giovannone presenta una nuova performance musicale per tutta la famiglia con le storie e le canzoni dei volumi illustrati Girotondo di elefanti, Piazza Pizza, Ciao ciao, caro Babbo Natale e il nuovissimo Gallo Galileo. Ad accompagnarlo in questa avventura, il chitarrista Giovanni Parodi e la cantante Noemi Baldini.

Avviso di Pier Mario Giovannone a tutti i bambini:

Non pensate di stare seduti e fare i pigroni, perché questo è uno spettacolo interattivo e ci saranno tanti momenti in cui sarete coinvolti. Se vorrete, potrete cantare, ballare, parlare al microfono, giocare con le parole e… riscrivere le storie insieme a me e ai miei amici, cambiandone i finali. 

E alla fine, prima di salutarci, ci trasformeremo tutti in elefanti danzanti e faremo il girotondo più grande del mondo”.

PER MARIO GIOVANNONE, l’acrobata delle parole che ama esibirsi con poesie e canzoni, è nato a Cuneo nel 1974. Diplomato in chitarra classica e laureato in Lettere, ha collaborato col cantautore Gianmaria Testa come chitarrista, arrangiatore e paroliere. Ha insegnato all’Università di Londra e attualmente lavora come promotore culturale e scrittore. Ha pubblicato sei raccolte di poesie.

ore 12

CAFFÉ MELETTI

OSTERIE D’ITALIA. 30 ANNI DI LAVORO SUL TERRITORIO

in occasione della pubblicazione della guida Osterie d’Italia 2020

in collaborazione con SLOW FOOD EDITORE

intervengono Eugenio Signoroni curatore della guida

Antonio Attorre coordinatore Regione Marche

Salvatore Braccini oste dell’Osteria del Castello di Arquata del Tronto

al termine verrà offerto ai presenti un aperitivo

Osterie d’Italia compie trent’anni e continua nella scoperta di tavole di tradizione e territorio che si distinguono per la qualità dell’offerta, del servizio e dell’ambiente, privilegiando il fattore umano e l’originalità di un genere di ristorazione tornato in auge. Una guida chiamata dunque a rappresentare la buona tavola italiana che raccoglie l’eredità di una ristorazione tradizionale e confortevole di lunga data, oggi rinvigorita dalla nuova popolarità che bacia le cucine attente a recuperare ricette dimenticate, in rapporto diretto col territorio che le alimenta, ma senza nostalgia, e invece guardando al futuro.

Nell’appuntamento nello storico locale in stile liberty di Piazza del Popolo una ricognizione delle migliori osterie marchigiane con un’attenzione particolare alle nuove chiocciole.

ore 16

LIBRERIA RINASCITA

ANGELO FERRACUTI

LA METÀ DEL CIELO

in collaborazione con MONDADORI

Dentro la piccola comunità di un borgo dell’Italia centrale, dentro l’incombente senso di vuoto che segue la stagione felice dell’amore e dell’impegno politico, dentro le piccole cose della vita famigliare entra la grandezza devastante della morte. Patrizia, la moglie di Angelo, muore a soli 42 anni. Lui, ossessionato dai fallimenti, economici e morali, si muove incerto nel nuovo presente. Son passati dieci anni ma la memoria torna alla malattia, a come si è manifestata, a come ha dettato il suo protocollo. La narrazione mescola, per piani sfalsati, l’esperienza del dolore e quella della ricostruzione, l’apparire di una nuova figura femminile e l’asfissia provinciale, le fughe, i ritorni e la smemorante esperienza alcolica. Angelo Ferracuti insegue con pazienza i fatti, la cruda cadenza dei fatti, torna alle forme del desiderio, dell’intesa, dei silenzi, e di una nuova ritrovata complicità. Siamo ospitati con garbo, senza patetismi, dentro una storia che diventa quasi nostra e che dice, fra strazio e calore, quanta vita c’è oltre lo strappo del vuoto.

ANGELO FERRACUTI è nato nel 1960. Ha pubblicato Attenti al cane (Guanda, 2000), Le risorse umane (Feltrinelli, 2006, Premio “Sandro Onofri”), Viaggi da Fermo (2009), Il costo della vita (Einaudi, 2013, Premio “Lo Straniero”), Andare, camminare, lavorare (Feltrinelli, 2015), Addio (Chiarelettere, 2016). Scrive su “il manifesto”, “La Lettura” del “Corriere della Sera”, “Il Venerdì” di Repubblica, e collabora con Radio Tre.

ore 18

TEATRO DEI FILARMONICI

CONCITA DE GREGORIO

IN TEMPO DI GUERRA

in collaborazione con GIULIO EINAUDI EDITORE

Romanzo di formazione, cronaca famigliare e insieme manifesto politico, In tempo di guerra è anche un atto d’accusa contro le generazioni che ci hanno lasciato in eredità un universo saturo e ostile.

Il racconto di Marco e dei suoi trent’anni tiene insieme la storia di una «generazione smarrita» e quella del Novecento: il secolo di cui tutti siamo figli. Mi ha cercata un giorno per farmi conoscere la sua battaglia, la stessa di tanti suoi coetanei. La sensazione di non trovare un posto in una famiglia in cui ognuno, quel

posto, giusto o sbagliato che fosse, l’aveva trovato. Un bisnonno partigiano, un nonno comunista e uno professore. Una nonna «santa», l’altra medico. I genitori nelle milizie degli anni di piombo, poi riparati nella vita dei boschi, infine in una setta. L’elenco degli eserciti è completo, a contare tre generazioni dalla sua.

E lui? «Io sono nato in un tempo di guerra mascherato da tempo di pace», mi ha detto: «Quando dico noi, non so chi siamo, noi. Siamo una moltitudine di solitudini. Non c’è niente che possiamo cambiare».

E invece sí. Invece questa storia mostra che c’è sempre un luogo dove andare. Qualcosa che cambia. Anche quando fuori c’è nebbia e nessuno ti indica la strada. La vita corre e chiama, bisogna saperla ascoltare.

Concita De Gregorio

CONCITA DE GREGORIO giornalista e scrittrice, firma storica de «la Repubblica» dove attualmente lavora, è stata per tre anni direttore de «l’Unità». Nel 2011 ha pubblicato per Einaudi Stile Libero Cosí è la vita, nel 2013 Io vi maledico, nel 2014 Un giorno sull’isola (scritto con il figlio Lorenzo) e nel 2016 Cosa pensano le ragazze. Nei Super ET, sono stati ripubblicati nel 2016 Non lavate questo sangue e Una madre lo sa e, nel 2017, Malamore.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *